{"id":23522,"date":"2014-11-01T13:54:05","date_gmt":"2014-11-01T11:54:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=23522"},"modified":"2014-11-01T13:54:05","modified_gmt":"2014-11-01T11:54:05","slug":"trieste-sciencefiction-2014-jodorowskys-dune-di-frank-pavich-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/news\/trieste-sciencefiction-2014-jodorowskys-dune-di-frank-pavich-la-recensione.html","title":{"rendered":"Trieste Science+Fiction 2014: Jodorowsky\u2019s Dune di Frank Pavich: la recensione"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019indagine di <strong>Frank Pavich<\/strong> penetra negli spazi quotidiani dell\u2019instancabile maestro <strong>Alejandro Jodorowsky<\/strong> e ne ripercorre la sua carriera, a partire dalla grottesca, allucinata e scandalosa opera prima <strong>Fando y Lis<\/strong>. Il suo primo approccio, scevro di tecnica e metodo, al mezzo cinematografico, che divenne per\u00f2 grande amore, grande voglia di sperimentare e di aprirsi ad \u201cuna nuova percezione mentale\u201d, per usare le sue parole.<\/p>\n<p>Il suo \u00e8 un cinema in cui conflagrano indistintamente immagine, letteratura e poesia. Opere definibili come dipinti d\u2019arte pi\u00f9 che film convenzionali. Ma ci\u00f2 che traspare pi\u00f9 di tutto \u00e8 proprio la sua incorruttibilit\u00e0, il suo essere prima di tutto spirito pi\u00f9 che materia, artista pi\u00f9 che tecnico. E al di l\u00e0 dei capolavori unici come <strong>El Topo<\/strong> o <strong>La Montagna Sacra<\/strong>, il suo pi\u00f9 intimo lavoro, coltivato ma mai sbocciato, fu proprio <strong>Dune<\/strong>.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che cercava, confessa Jodorowsky, era ricreare quelle allucinazioni e quelle percezioni extrasensoriali che l\u2019LSD, in largo uso nel tempo, riusciva a produrre. Un viaggio che aprisse la mente, in espansione continua proprio come l\u2019universo. E quale opera si addiceva meglio a simili intenti se non il ciclo di Dune di <strong>Frank P. Helbert<\/strong>?!<\/p>\n<p>Ma quella del maestro cileno non voleva essere solo una trasposizione cinematografica del romanzo di successo (come fu purtroppo la deludente versione di <strong>David Lynch<\/strong>), ma un contesto, una dimensione siderale da cui partire per restituire all\u2019umanit\u00e0 uno spettacolo di immagini che racchiudesse, oltre all\u2019essenza spirituale del libro, il suo personale profluvio di visionariet\u00e0. Il risultato finale sembra \u201cun\u2019opera d\u2019arte proveniente da un altro universo\u201d.<\/p>\n<p>Condendo la narrazione con esilaranti episodi e con la sua abituale enfasi teatrale, Jodorowsky racconta come quel film tanto ambizioso in realt\u00e0 gi\u00e0 avesse preso vita nella sua mente e sulla carta, grazie al prezioso contributo di artisti e fumettisti del calibro di <strong>Jean \u201c Moebius\u201d Giraud<\/strong>, <strong>H. R. Giger<\/strong> e <strong>Chris Foss<\/strong>, e come gi\u00e0 tutto il cast fosse stato gi\u00e0 ingaggiato per la definitiva messa in scena. Nomi del calibro di <strong>David Carradine<\/strong> nel ruolo del Duca Leto, <strong>Orson Welles<\/strong> nelle vesti ideali del grasso e voluttuoso Barone Harkonnen e addirittura <strong>Salvador Dal\u00ec<\/strong>, <strong>Mick Jagger<\/strong> e giovani attori della Factory di <strong>Andy Warhol<\/strong> per ruoli secondari, oltre all\u2019utilizzo delle musiche psichedeliche dei <strong>Pink Floyd<\/strong> e delle feroci e cupe sonorit\u00e0 dei <strong>Magma<\/strong>, fino a rifiutare il contributo del mitico curatore degli effetti speciali di <strong>2001: Odissea nello spazio<\/strong>, <strong>Douglas Trumbull<\/strong>, considerato troppo specialista, troppo tecnico, e ripiegando sul pi\u00f9 eccentrico <strong>Dan<\/strong> <strong>O\u2019Bannon<\/strong>; per ribadire il concetto che nel processo creativo viene prima l\u2019arte e poi la teoria.<\/p>\n<p>Un lavoro che sulla carta risultava la pi\u00f9 monumentale opera mai creata. Un vero e proprio patrimonio per l\u2019umanit\u00e0 (come amava definirla l\u2019artista): \u201cFare quel film era per me una cosa sacra. Credevo che avrebbe cambiato la mente dei giovani\u201d.<\/p>\n<p>Ma queste idee metafisiche e spirituali spaventarono gli Studios hollywoodiani, che non accettarono di produrre il film. Una sciagura per un progetto che ambiva alle vette pi\u00f9 alte della cinematografia, ma che tutto sommato riusc\u00ec a sopravvivere, mutando semplicemente forma e condensandosi in un libro magno, una Bibbia a tutti gli effetti, ricettario preziosissimo per le generazioni future di cineasti, da <strong>Zemeckis<\/strong> a <strong>Lucas<\/strong>, da <strong>Cameron<\/strong> a <strong>Scott<\/strong>, che ne attinsero chiaramente la visionariet\u00e0, l\u2019estetica e addirittura i movimenti di macchina, partendo proprio da quell\u2019incipit in piano sequenza che dallo spazio profondo si stringe su un dettaglio, sul modello de <strong>L\u2019infernale Quinlan<\/strong> di Welles. Un\u2019opera estremamente influente che trasform\u00f2 drasticamente il genere sci-fi, insomma.<\/p>\n<p>E la definitiva serie fantascientifica a fumetti <strong>L\u2019Incal<\/strong> riusc\u00ec a supplire egregiamente a questo sogno infranto, arrivando cos\u00ec a trasformare la pittura in animazione. Una conclusione che tutto sommato soddisfa Jodorowsky e lo rende cosciente del fatto che quell\u2019universo esploso troppo presto ha in realt\u00e0 contaminato con i suoi frammenti mille altri mondi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il documentario di Frank Pavich su Jodorowsky al Science+Fiction di Trieste<\/p>\n","protected":false},"author":54,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[191,19,220],"tags":[],"class_list":["post-23522","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-festivalcinema","category-news","category-top-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23522","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/54"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23522"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23522\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23522"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23522"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23522"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}