{"id":24093,"date":"2014-11-29T13:00:43","date_gmt":"2014-11-29T11:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=24093"},"modified":"2014-12-03T19:24:03","modified_gmt":"2014-12-03T17:24:03","slug":"abacuc-di-luca-ferri-torino-film-festival-32-onde-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/news\/abacuc-di-luca-ferri-torino-film-festival-32-onde-la-recensione.html","title":{"rendered":"Abacuc di Luca Ferri &#8211; Torino Film Festival 32, Onde: la recensione"},"content":{"rendered":"<p>[<a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/news\/abacuc-di-luca-ferri-un-cinema-fuori-dal-tempo.html\">Leggi anche La recensione di Abacuc di Sofia Bonicalzi<\/a>]<\/p>\n<p>Realizzato da <strong>Luca Ferri<\/strong> in Super 8 e prodotto da Lab 80 film, presente al <strong>TFF32<\/strong> sezione <strong>Onde<\/strong>, <strong><em>Abacuc<\/em><\/strong> \u00e8 il nome del suo protagonista unico (<strong>Dario Bacis<\/strong>), un corpo enorme di quasi 200 chili che entra remando sulla superficie piatta e immobile di uno specchio d\u2019acqua.<\/p>\n<p>Lago, laguna, stagno, non sappiamo, la barchetta \u00e8 un guscio di noce sotto la massa sferica dell\u2019uomo. Spinta dai remi cambia continuamente direzione, l\u2019uomo ha uno sguardo assente e impassibile, potrebbe fare qualunque cosa con la stessa noncuranza.<br \/>\nCambio di scena, ora Abacuc \u00e8 su un lungo ponte mobile teso a pelo d\u2019acqua. Arriva in fondo e torna indietro, stesso sguardo inerte, stesso procedere senza sosta e senza senso.<\/p>\n<p>Per tutta la durata del film quello di Abacuc sar\u00e0 un andirivieni talmente insensato da risultare addirittura inquietante. La sua distanza attonita, l\u2019assenza di una pur minima motivazione al suo muoversi continuo, ballonzolante sotto il peso immane del corpo, costringono a chiedersi: dov\u2019\u00e8? perch\u00e9? cos\u2019\u00e8? Difficile accettare una cos\u00ec dichiarata gratuit\u00e0 del gesto.<br \/>\nSiamo al ribaltamento del deleuziano: \u201c<em>\u00c8 il tempo, il tempo in persona, un\u2019immagine\/tempo diretta, che d\u00e0 a ci\u00f2 che cambia la forma immutabile nella quale si produce il cambiamento\u201d<\/em>.<br \/>\nAbacuc \u00e8 gesto puro, anti-immagine\/movimento e anti-immagine\/tempo, azione priva di tensione dinamica e pertanto destoricizzata. Non \u00e8 neppure immagine\/sogno, metafora, simbolica rappresentazione di alcunch\u00e8.<\/p>\n<p>Il personaggio e gli oggetti che si alternano sulla scena non sono posti in alcuna relazione reciproca, <strong>Luca Ferri<\/strong> scompiglia di proposito ogni logica compositiva, vanifica sul nascere ogni tentativo dello spettatore di creare raccordi plausibili fra parole, suono, immagini.<br \/>\nQuesto straniante surrogato di uomo, sopravvissuto ad una non meglio identificata catastrofe che ha svuotato il mondo intero, addirittura portatore di un nome celebre, il profeta biblico che os\u00f2 chiedere ragione a <strong>Dio<\/strong> della sua assenza: \u201c<em>Fino a quando, Signore, implorer\u00f2 e non ascolti, a te alzer\u00f2 il grido: &#8220;Violenza!&#8221;e non soccorri? Perch\u00e9 mi fai vedere l\u2019iniquit\u00e0 e resti spettatore dell\u2019oppressione?<\/em>\u201d, si muove in spazi incoerenti fra loro, alterna camminate dentro e fuori mostruosi casermoni di periferia o antichi palazzi del centro storico, si affaccia da una finestra e alza senza mai parlare la cornetta di un telefono posto sul davanzale.<\/p>\n<p>Una voce femminile, evidentemente alterata, ripete all\u2019altro capo, in <em>loop<\/em> martellante, frasi incoerenti ed esilaranti del tipo: \u201c<em>Sono la Marchesa di Montetristo, volevo dirle che chi ascolta jazz eiacula precocemente<\/em>\u201d o \u201c<em>Santo Diavolone, un ensemble jazz \u00e8 al tempo stesso un meccanismo per castrare e per fottere<\/em>\u201d.<br \/>\nAbacuc cammina e ancora cammina, a volte con un libro in mano, a volte senza, a tratti si siede e sfoglia le illustrazioni o si appoggia ad un braccio e intona un <em>Kyrie eleison<\/em> che \u00e8 un vero spasso.<\/p>\n<p>Con un piccolo berretto in testa fuori misura o con un&#8217; assurda parrucca femminile, \u00e8 del tutto indifferente all\u2019aria che gli gira intorno, impregnata di voci che in un <em>rap<\/em> indiavolato inventano strofe insensate: \u201c<em>leggo Lacan\/ vado in montagna<\/em>\u201d o \u201c l<em>eggo Adorno\/guardo film porno<\/em>\u201d, o proclamano a ripetizione la morte di <strong>\u00a0Stravinsky<\/strong> e \u00a0<strong>Sch\u00f6nberg<\/strong> , o ancora stravolgono testi di pezzi d\u2019opera famosi (un <em>zumpapp\u00e0, zumpapp\u00e0, zum<\/em> dedicato alla <em>Traviata<\/em> \u00e8 il pi\u00f9 divertente\u00a0e centrato).<br \/>\nFotografie d\u2019altri tempi, sfocati ritratti in bianco e nero da salotto di <em>nonna Speranza<\/em>, appaiono e scompaiono in <em>flash<\/em> veloci, in\u00a0fulmineo contrasto con la fissit\u00e0 glaciale delle riprese dal vivo. I passaggi temporali sono annullati dalla comparsa improvvisa di distese innevate l\u00e0 dove un attimo prima si friggeva nella canicola, lo spazio non sembra avere pi\u00f9 alcuna rilevanza, a meno che non si tratti di un cimitero.<br \/>\nE\u2019 il luogo prediletto, lunghi filari di fornetti sommersi di lumini e fiori tornano a pi\u00f9 riprese, il luogo \u00e8 il cimitero di San Michele a Venezia, filmato con precisione estrema dalla barca che gira intorno al muro di cinta nella foschia lagunare (foschia che, poi ci si accorge, \u00e8 solo l\u2019obiettivo appannato della camera).<br \/>\nSepolture illustri in un illustre cimitero convivono con il calco in gesso di accecante biancore della testa tonda di Abacuc, appoggiata qua e l\u00e0 su tombe a terra a m\u00f2 di <strong>Buddha<\/strong>, mentre le lapidi di <strong>Stravinsky<\/strong> e della moglie <strong>Vera<\/strong>\u00a0faranno bella mostra di s\u00e9 in un primo piano che chiuder\u00e0 il\u00a0lungo giro mortuario.<br \/>\nSuperate le prime perplessit\u00e0 allo spettatore non resta che prendere atto e incamminarsi con Abacuc, stupore e divertimento possono convivere in perfetta sintonia, come il godimento che le musiche originali del Maestro <strong>Dario Agazzi<\/strong> assicurano all\u2019udito.<br \/>\nScorre, dall\u2019inizio alla fine, una stralunata vena satirica che affida al gioco linguistico e visivo un significato che solo la forza del teatro del comico riesce ad avere, libero com\u2019\u00e8 da pesantezze censorie e cervellotiche decodifiche.<br \/>\nMeglio di chiunque, allora, sar\u00e0 l\u2019autore, intervistato a Torino, a dare la giusta chiave di lettura:<br \/>\n\u201c<em>Abacuc, o Dario Bacis, come lo si vuol chiamare, ha una forza visiva unica, sembra un dipinto di Piero della Francesca. \u00c8 il mio ecce homo, un individuo capace di condensare in s\u00e9 il senso stesso del film: una riflessione sulla condizione del cinema come mezzo espressivo. In quanto sopravvissuto alla catastrofe, che vive nel continuo inseguimento di nulla, Abacuc rappresenta il bisogno dell\u2019arte cinematografica di autoestinguersi e implodere in s\u00e9 stessa. Non pu\u00f2 essere che cos\u00ec, visto il suo stato oggi<\/em>\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abacuc \u00e8 il film di Luca Ferri presentato al Torino Film Festival, la recensione<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[191,19,239,220],"tags":[],"class_list":["post-24093","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-festivalcinema","category-news","category-tff32","category-top-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24093","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24093"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24093\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24093"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24093"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24093"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}