{"id":25280,"date":"2015-02-16T04:23:03","date_gmt":"2015-02-16T02:23:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=25280"},"modified":"2026-01-16T21:31:24","modified_gmt":"2026-01-16T20:31:24","slug":"il-cielo-sopra-berlino-di-wim-wenders-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/covercinema\/il-cielo-sopra-berlino-di-wim-wenders-la-recensione.html","title":{"rendered":"Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders: la recensione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Wenders<\/strong> torna in Europa dopo la parentesi americana e inserisce <strong><em>Il cielo sopra Berlino<\/em><\/strong>, premio alla regia a Cannes 1987, in una corrente cinematografica \u201cberlinese\u201d che vede in quella citt\u00e0 un simbolo di storia e di futuro per la Germania e per l\u2019Europa:<\/p>\n<p>&#8220;<em>Berlino, oggi, \u00e8 il luogo in cui senti davvero di essere arrivato alla fine del Ventesimo secolo<\/em>,&nbsp;<em>\u00e8 una citt\u00e0 che rimanda continuamente al futuro, che ci spinge in avanti &#8230; Berlino \u00e8 una citt\u00e0 che reclama sempre un seguito &#8230; \u00e8 l&#8217;ultimo atto. Il resto \u00e8 preistoria. Se storia ci sar\u00e0, Berlino sar\u00e0 l&#8217;inizio<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Citt\u00e0 infinita, luogo di transito, citt\u00e0-viaggio, paesaggio di passaggio-passeggio tra il \u201cmateriale\u201d del passato e l\u2019\u201cimmateriale\u201d del futuro-presente, Berlino, come il cinema, \u00e8 spazio delle infinite possibilit\u00e0, territorio in cui nulla \u00e8 rimasto esperibile se non l\u2019idea della \u201csconfinatezza\u201d.<br \/>\nSconfinato \u00e8 volare, e&nbsp;allora il film racconta &nbsp;una storia di angeli che scrutano la citt\u00e0 dall\u2019alto dei suoi monumenti, quindi scendono fra gli uomini, perch\u00e9 \u201c<em>guardare non \u00e8 guardare dall\u2019alto, ma ad altezza d\u2019occhi<\/em>\u201d.<br \/>\nDamiel (<strong>Bruno Ganz<\/strong>) e Cassiel (<strong>Otto Sander<\/strong>), i due angeli, camminano per strada, affiancati ed eleganti nella loro lunga <em>redingote<\/em> nera, in un sogno molto reale in cui la vertigine del volo si annulla, alto e basso si conciliano e gli sguardi possibili si moltiplicano nell\u2019orizzontalit\u00e0 della visione\/cinema.<br \/>\nCamminando ascoltano il voc\u00eco confuso dei pensieri umani. Invisibili a tutti, solo i bambini li vedono e sorridono.<\/p>\n<p>\u201c<em>Quando il bambino era bambino, su niente aveva un&#8217;opinione.<\/em><br \/>\n<em> Non aveva abitudini. Sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via.<\/em><br \/>\n<em> Aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo\u2026<\/em>\u201d<\/p>\n<p>I versi di <strong>Peter Handke<\/strong>, <em>Lied vom Kindsein<\/em>, sorta di recitar\/cantando che accompagna il vagare degli uomini e degli angeli, segnano il confine tra realt\u00e0 e fiaba e la fotografia di <strong>Henry Alekan<\/strong> vira al seppia le scene viste dalla parte degli angeli, ridanno colore a quelle dove il punto di vista \u00e8 umano.<br \/>\nScorrono sullo schermo i luoghi simbolo della citt\u00e0 e gli spazi di normale attivit\u00e0 di una comunit\u00e0 variegata e frenetica. Il passato, traumatico e mai rimosso, torna in&nbsp;brevi squarci nei&nbsp;filmati d\u2019epoca; il presente, vivo e dinamico, si legge sui volti e nelle storie che sfilano in una lunga teoria davanti ai due angeli, coinvolti sempre pi\u00f9 da un desiderio tutto umano di vedere, ascoltare, capire.<br \/>\nA <em>Postdammer Platz<\/em> accompagnano il vecchio poeta Homer (<strong>Curt Bois<\/strong>) che ricorda affranto il gran centro di vita e di arte che era una volta quella radura oggi deserta; nella luminosa biblioteca piena di lettori e di angeli che sorridono al loro passare si fermano, ammaliati da quel candore e dal silenzio fertile che ascoltano fra gli scaffali colmi di libri.<br \/>\nUno studente di musica sta trascrivendo&nbsp;lo spartito di <strong>Hans Werner Henze<\/strong>, <em>Das Ende einer Welt<\/em>, &#8220;la fine del mondo&#8221;, e sembra un auspicio, forse si pu\u00f2 dimenticare l\u2019onnipresenza ossessiva del Muro.&nbsp;O forse no, a Berlino \u201c<em>in ogni caso non ci si pu\u00f2 perdere, alla fine si arriva sempre al Muro<\/em>&#8220;, dice Marion (<strong>Solveig Dommartin)<\/strong>, la trapezista che vola leggera sulla sua corda.&nbsp;Dopo tanti anni ci si \u00e8 abituati a quella ferita grigia nel cuore della citt\u00e0, e se i graffiti colorati ci scrivono sopra tutta la rabbia dei berlinesi, immaginare com\u2019era il mondo prima sembra impossibile.<\/p>\n<p>Damiel e Cassiel appaiono allo snodo di una svolta definitiva&nbsp;nella vita d&#8217;Europa, protagonisti di un viaggio metropolitano che mette insieme le anime opposte di una citt\u00e0 che ha segnato la Storia, nel bene e nel male, e su cui si addensano presagi di nuovi cambiamenti epocali.<br \/>\nAttenti ad ogni particolare, ne esplorano tutti gli angoli, scendono nelle cantine<em> underground<\/em> dove si fa musica, di quella buona, si affacciano dai ponti sulla Sprea, guardano sfrecciare la S-Bahn lungo sopraelevate che si incrociano aeree, si fermano ai chioschetti di caff\u00e8 e Imbiss, dove capita di incontrare il tenente Colombo, un sorprendente e sornione&nbsp;<strong>Peter Falk<\/strong> che ricorda a tutti che siamo al cinema.<\/p>\n<p>Nulla in Damiel e Cassiel che somigli agli angeli di <strong>Rilke<\/strong>, troppo grandi e lontani per occuparsi degli uomini.<br \/>\n\u201c<em>Chi, se io gridassi, mi udirebbe mai dalle sfere degli angeli?<\/em>\u201d<br \/>\nSe l\u2019esperienza della solitudine costringe l\u2019uomo a rivolgersi a loro, tuttavia la loro possente bellezza li tiene lontani. Lo inebriano, ma possono distruggerlo:<br \/>\n\u201c<em>E se pure d\u2019un tratto uno mi stringesse al suo cuore: perirei della sua pi\u00f9 forte esistenza<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>L\u2019<em>hic et nunc<\/em> \u00e8 solo dell\u2019uomo, immerso nella Storia. L\u2019angelo di <strong>Rilke<\/strong> pu\u00f2 amare il genere umano, curarne le ferite, placarne i dolori, ma non pu\u00f2 \u201c<em>stringerlo al suo cuore<\/em>\u201d.<br \/>\nMa Damiel e Cassiel sono angeli molto umani, forse non appartengono alle gerarchie celesti, o forse dal cielo sopra Berlino si pu\u00f2 solo desiderare di scendere a terra.<br \/>\n<em>&#8220;Vorrei sentire un peso dentro di me<\/em> \u2013 dice Damiel al compagno &#8211; c<em>he mi levi questa infinitezza legandomi in qualche modo alla terra, non fluttuare cos\u00ec in eterno, vorrei poter dire ora, e ora, e ora, e non pi\u00f9 da sempre\u2026 ritornare a casa dopo un lungo giorno, dar da mangiare al gatto come Philip Marlowe, avere la febbre, le dita nere per aver letto il giornale\u2026<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Damiel diventer\u00e0 finalmente uomo quando l\u2019attrazione si far\u00e0 incontenibile e il volo della bella trapezista sancir\u00e0 l\u2019ancoraggio della terra al cielo.<br \/>\n&#8220;<em>La prender\u00f2 tra le mie braccia, lei mi prender\u00e0 tra le sue braccia ..<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Vivere come gli uomini che finora ha osservato, seguito, ascoltato, anche aiutato e consolato, sar\u00e0 amare qualcuno di un amore diverso, esclusivo, e, soprattutto, sar\u00e0 ascoltare e capire la loro lingua.<\/p>\n<p>Damiel sa che la parola \u00e8 il filtro, il <em>medium<\/em> insostituibile di ogni convivenza umana:<br \/>\n\u201c<em>Non dir\u00f2 una parola. Star\u00f2 solo a sentire. Capir\u00f2 ogni lingua. Ecco, ecco: cos\u00ec sar\u00e0 il mio primo giorno!<\/em>&#8221;<\/p>\n<p>In un incomparabile ribaltamento dell\u2019eterno tendere della terra al cielo, \u00e8 il cielo che sceglie ora di farsi terra, e Damiel imparer\u00e0 il sapore del sangue, la ruvidezza del vivere quotidiano, la necessit\u00e0 di \u201csbrogliarsela da solo\u201d, come gli dice <strong>Peter Falk<\/strong>, anche lui una volta angelo.<br \/>\nCome <strong>Truffaut, Ozu e Tarkovskij,<\/strong> angeli tutelari a cui <strong>Wenders<\/strong> dedica il film alla fine.<br \/>\nVisibili solo agli occhi di un bambino.<\/p>\n<p>\u201c<em>Quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese.<\/em><br \/>\n<em> Voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare\u2026<\/em><br \/>\n<em> Per lui tutto aveva un\u2019anima, e tutte le anime erano tutt\u2019uno<\/em> \u2026\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inatteso ribaltamento dell\u2019eterno tendere della terra al cielo, \u00e8 il cielo che sceglie di farsi terra in questo film del ritorno di Wim Wenders in Europa, nell\u2019\u201987, a due anni dalla caduta del Muro. Tra realt\u00e0 e visione, un inedito poema visivo accompagnato dai versi di Peter Handke. &#8220;Il cielo sopra Berlino&#8221; torna nelle sale il prossimo 18 febbraio, grazie a Ripley&#8217;s Film e Nexo Digital<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,185,10,220,243],"tags":[300081],"class_list":["post-25280","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-covercinema","category-recensioni","category-top-news","category-wim-wenders","tag-wim-wenders"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25280","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25280"}],"version-history":[{"count":25,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25280\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":47849,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25280\/revisions\/47849"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25280"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25280"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25280"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}