{"id":29079,"date":"2015-09-07T13:21:39","date_gmt":"2015-09-07T11:21:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=29079"},"modified":"2025-05-27T18:37:45","modified_gmt":"2025-05-27T17:37:45","slug":"rabin-the-last-day-di-amos-gitai-venezia-72-concorso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/default\/rabin-the-last-day-di-amos-gitai-venezia-72-concorso.html","title":{"rendered":"Rabin, the last day di Amos Gitai &#8211; Venezia 72, Concorso"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;assassino di Rabin, un ragazzo di 25 anni, studente ed ebreo ortodosso, viene immediatamente assicurato alla legge il 4 novembre di quell&#8217;anno. Gitai si serve sin da subito di materiali documentali cercando di investigare dentro l&#8217;immagine stessa, sgranando sempre di pi\u00f9 la digitalizzazione degli archivi, un&#8217;operazione che procede in parallelo con la ricostruzione di quelle stesse immagini, dei processi, delle tesi contrapposte sulle origini di quel terribile evento, rivelando cos\u00ec una cultura dilaniata dall&#8217;estremismo religioso e da una dicotomia all&#8217;interno di Israele che oppone quello che Gitai definisce come &#8220;progetto politico&#8221; alle istanze dell&#8217;ortodossia religiosa. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La preoccupazione che Gitai ha espresso anche qui a Venezia durante<a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/news\/rabin-the-last-day-di-amos-gitai-a-venezia-72-la-conferenza-stampa.html\"> la conferenza stampa per il film<\/a>, ovvero quella di una crescente ala ortodossa del paese che soprattutto oggi mina dall&#8217;interno le fondamenta di una societ\u00e0 secolare, reagisce con le immagini del suo film in modo flagrante, tanto da trasformarle in un documento dalla forza quasi Markeriana, per il modo in cui supera l&#8217;inerzia commemorativa o di repertorio, aprendo dal passato una finestra sul presente, attraverso la quale poter osservare e recuperare la lezione di Rabin come l&#8217;istanza pi\u00f9 importante di un processo di pace che non \u00e8 ancora stato completamente vanificato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gitai mette se stesso dentro al film proprio nella sequenza dell&#8217;assassinio ricostruita, come testimone tra i testimoni; la ragione \u00e8 certamente emotiva, ma allo stesso tempo rappresenta la possibilit\u00e0 di un superamento del materiale rispetto alla retorica sulla veridicit\u00e0 dei grandi archivi digitali che sembrano moltiplicare, in assenza di un linguaggio oltre che di una prospettiva politica, quell&#8217;avvitamento tra vero e falso che dalle immagini di Zapruder in poi ha costituito la base cognitiva per interpretare l&#8217;ipertrofia dei nuovi media, in quell&#8217;orizzonte negativo che un filosofo come Paul Virilio chiamerebbe megaloscopico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La verit\u00e0 per Gitai \u00e8 quindi nella possibilit\u00e0 di ricombinare il materiale in un potente film-saggio che interagisca con gli archivi e la memoria storica, frapponendo il movimento nel pianosequenza che ha attraversato tutta la sua filmografia, quasi una definizione dello statuto del cinema come ricerca della verit\u00e0. L&#8217;occhio allora arriva dove il documento si ferma, entra dentro la macchina di Rabin avvicinandosi al sangue delle sue ferite; segue le posizioni della comunit\u00e0 ortodossa e si colloca nelle loro consultazioni, cercando di sfondare l&#8217;impenetrabilit\u00e0 del dogma mentre si decide per il Din Rodef contro Rabin, ovvero il diritto ad uccidere secondo una legge del Talmud; filma l&#8217;assassino mentre carica la sua pistola, quasi allineando alla follia dell&#8217;atto la lentezza del gesto rituale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel passaggio tra documento e ricostruzione, Gitai delinea una lettura politica parallela sul ruolo dei coloni nei territori della Cisgiordania. Sono frammenti, che alternano le immagini della campagna denigratoria allestita e sostenuta dal Likud contro Rabin alla distruzione delle baracche alla periferia di Ramallah operata dall&#8217;esercito Israeliano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il metodo storico di Gitai \u00e8 di tipo combinatorio, non parte da una tesi, ma realizza un processo di conoscenza che mette sul tavolo numerosi stimoli, cercando proprio nei documenti, nelle interviste, nelle immagini di repertorio e persino nel volto di Netanyahu, il seme di una violenza che si \u00e8 saldata con il potere. Rifiuta la tesi del complotto, ma chiarisce quanto la cultura ortodossa sia diventata braccio e strumento di un disegno politico che ha ostacolato Rabin e sta ostacolando l&#8217;eredit\u00e0 di una via importante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A venti anni dalla morte di Yitzhak Rabin, primo ministro israeliano assassinato nel 1999 con tre colpi di pistola, che aveva portato un contributo importantissimo per la pace in Medio Oriente, Amos Gitai realizza un film molto complesso e stratificato, al di l\u00e0 delle sue chiarissime posizioni, che avvita passato e presente offrendo una lettura importante sulla questione arabo-israeliana. Rabin, the last day, in concorso a Venezia 72, la recensione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[521955,1,191],"tags":[],"class_list":["post-29079","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-amos-gitai","category-default","category-festivalcinema"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29079","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29079"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29079\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69963,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29079\/revisions\/69963"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29079"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29079"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29079"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}