{"id":29215,"date":"2015-09-11T21:21:33","date_gmt":"2015-09-11T19:21:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=29215"},"modified":"2015-09-11T21:30:57","modified_gmt":"2015-09-11T19:30:57","slug":"per-amor-vostro-di-giuseppe-m-gaudino-venezia-72-concorso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/news\/per-amor-vostro-di-giuseppe-m-gaudino-venezia-72-concorso.html","title":{"rendered":"Per amor Vostro di Giuseppe M. Gaudino &#8211; Venezia 72, Concorso"},"content":{"rendered":"<p>Al centro di un axis mundi,\u00a0<strong>Per amor vostro<\/strong> mette in comunicazione\u00a0il mondo dei vivi con\u00a0quello dei morti attraverso Anna (<strong>Valeria Golino<\/strong>), la cui forza sciamanica genera continue spaccature nella realt\u00e0; non importa che questa energia sia apparentemente annichilita da una vita fatta di compromessi, perch\u00e9 il suo sguardo soggettivo, come quello di una straordinaria <strong>Valeria Golino<\/strong>, \u00e8 ancora capace di incendiare e di incendiarsi.<\/p>\n<p><strong>Giuseppe M. Gaudino<\/strong> la crea e la lascia libera, seguendola con una prossimit\u00e0 documentale, ma collocandola in quella dimensione aurorale evocata dal bianconero. Il colore erompe nell&#8217;inquadratura quando spalanca una finestra, cercando di lanciare lo sguardo oltre l&#8217;orizzonte, ma non \u00e8 una prospettiva magrittiana, perch\u00e9 Gaudino senza delimitare, si immagina un multiverso dove un mondo si rovescia dentro l&#8217;altro.<\/p>\n<p>Anna vive tra il nuovo lavoro come suggeritrice in uno studio televisivo e la vita famigliare. Ridotta a &#8220;cosa da niente&#8221; dal marito violento e compromesso con la criminalit\u00e0 (<strong>Massimiliano Gallo<\/strong>), cerca di mantenere la dimensione del gioco con i tre figli, Santina (<strong>Elisabetta Mirra<\/strong>), Cinzia (<strong>Daria D&#8217;Isanto<\/strong>)\u00a0e Arturo (<strong>Edoardo Cr\u00f2<\/strong>), un adolescente sordomuto che le consente di coinvolgere tutti in un dialogo inclusivo. Nello studio televisivo scrive manualmente su grandi cartelli i dialoghi\u00a0per una soap, precisa e metodica distingue i colori, sottolinea le battute e associa le differenze grafiche a ciascun attore.<\/p>\n<p>L&#8217;occasione di un riscatto personale nasce da questa nuova possibilit\u00e0 e dalla necessit\u00e0 di mettersi nuovamente in contatto con l&#8217;energia pi\u00f9 viva della sua storia, quando da bambina veniva sospesa tra il campanile e il palazzo antistante per fare il volo dell&#8217;angelo durante la festa dell&#8217;Assunta.<\/p>\n<p>Gaudino entra ed esce dal presente e dal passato di Anna con la stessa libert\u00e0 con cui trasforma un linguaggio nell&#8217;altro, seguendo l&#8217;andamento della musica popolare. Alle ballate scritte dagli <strong>Epsilon Indi<\/strong>\u00a0nella dinamica dialogica tra coro e immagine, sovrappone una germinazione che esonda da\u00a0questi stessi snodi narrativi generando un cinema inarrestabile e danzante che entra tra le cose, abita improvvisamente i passeggeri di un autobus, occupa le strade e fuoriesce da uno schermo televisivo nel gioco di Anna con i suoi figli mentre con la lingua\u00a0dei segni replicano una versione di &#8220;<em>Per\u00f2 mi vuole bene<\/em>&#8221; del Quartetto Cetra.<\/p>\n<p>Se le liriche di Tata Giacobetti sembrano fare da contrappunto\u00a0cinico\u00a0a quella vita senza amore che la figlia Santina le rinfaccia,\u00a0Anna non pu\u00f2 in effetti vivere senza musica,\u00a0e quando pu\u00f2 l&#8217;accende, quasi fosse l&#8217;emergere di una coscienza interiore che pu\u00f2 metterla in salvo.<\/p>\n<p>Oltre alla lingua dei segni, a quella dei Cetra e al colore che erompe, Anna interpreta anche l&#8217;essenza dei dialoghi che scrive per gli attori, reagendo a quei testi e abbandonandosi al\u00a0potere generativo delle parole, ulteriore\u00a0livello che Gaudino inserisce attraverso\u00a0alcune splendide sequenze dove in un solo spazio coesistono molteplici\u00a0strati di realt\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;unico diaframma che separa Anna dalla messa in scena approntata per l&#8217;attore Michele Migliaccio (<strong>Adriano Giannini<\/strong>) \u00e8 appunto il gigantesco gobbo che tiene in mano, leggero come un foglio di carta. Non \u00e8 una\u00a0relazione binaria tra realt\u00e0 e finzione o peggio ancora, una\u00a0dimensione semplicemente metanarrativa; Gaudino rifugge l&#8217;esercizio di stile o la riflessione meccanica sul dispositivo, penetrando questo spazio con una furia selvaggia e l&#8217;idea, sempre molto forte, che si tratti di un mondo palindromo come in alcuni film di Jacques Rivette dove il teatro (si) sfonda, letteralmente, nella realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ecco allora che in questo straordinario film, fatto di continue trasformazioni, quasi a chiarire una volta per tutte la natura vertiginosamente transitoria del cinema mentre convenzionalmente ci si attarda a distinguere documento da\u00a0fiction, un salto nel vuoto diventa quello del tempo, l&#8217;attraversamento di uno strato che mette in comunicazione mente e schermo, senza pi\u00f9 rete, senza pi\u00f9 palpebre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per amor vostro, il nuovo bellissimo film di Giuseppe M. Gaudino in concorso a Venezia 72, la recensione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[19,254,220,251],"tags":[],"class_list":["post-29215","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-news","category-newsmain","category-top-news","category-venezia72"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29215","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29215"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29215\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29225,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29215\/revisions\/29225"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29215"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29215"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29215"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}