{"id":30800,"date":"2015-11-27T18:48:41","date_gmt":"2015-11-27T16:48:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=30800"},"modified":"2019-04-25T18:13:55","modified_gmt":"2019-04-25T16:13:55","slug":"irrawaddy-mon-amour-di-andrea-zambelli-nicola-grignani-e-valeria-testagrossa-torino-film-festival-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/news\/irrawaddy-mon-amour-di-andrea-zambelli-nicola-grignani-e-valeria-testagrossa-torino-film-festival-la-recensione.html","title":{"rendered":"Irrawaddy mon amour di Andrea Zambelli, Nicola Grignani e Valeria Testagrossa &#8211; Torino Film Festival: la recensione"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\">Myanmar oggi, sponde del fiume Irrawaddy, villaggio di Kyauk Myaung. Malgrado l\u2019ostilit\u00e0 del regime militare e una cultura omofoba che si traduce in violenze domestiche, allontanamenti dal nucleo familiare e in una legislazione sorda all\u2019esistenza stessa delle persone lgbt, Soe Ko e Saing Ko si amano. E vogliono sposarsi. Alla fine lo fanno, per quanto in chiave meramente simbolica, sostenuti dalla vivace comunit\u00e0 omosessuale del paesino e dai monaci buddhisti. Perch\u00e9 l\u2019amore, come il fiume Irrawaddy, travolge tutti. Detto all\u2019italiana citando il blog dell\u2019attivista Cristiana Alicata: <a href=\"https:\/\/wordwrite.wordpress.com\/\">non si possono fermare le nuvole<\/a>.<\/p>\n<p class=\"p1\">Sembra un film di finzione, <strong>Irrawaddy mon amour<\/strong>, e invece \u00e8 un documentario che i tre registi Nicola Grignani, Andrea Zambelli e Valeria Testagrossa (gli ultimi due anche direttori della \u2013 bella \u2013 fotografia) sono andati a girare nell\u2019ex Birmania, folgorati non solo dai luoghi, ma anche dal potenziale politico, e lirico, della vicenda di Soe Ko, Saing Ko &amp; Co. Incantarsi dinanzi alle immagini del film \u00e8 pressoch\u00e9 inevitabile, cos\u00ec come pensare all\u2019attuale situazione italiana. \u00c8 un documentario o un ceffone camuffato da commedia ungherese, questo Irrawaddy?<\/p>\n<p class=\"p1\">Presentato in concorso a Torino nella sezione Italiana.Doc, il breve ma efficacissimo \u2013 e per nulla concitato \u2013 lavoro di Zambelli, Grignani e Testagrossa ci introduce pian piano in un mondo distante migliaia di chilometri dove l\u2019omosessualit\u00e0 \u00e8 ancora apostrofata come il \u00abterzo sesso\u00bb, i poster in casa dei ragazzi sfoggiano indifferenziatamente Aung San Suu Kyi (pre-elezioni) e Britney Spears, alle feste risuona la versione techno del cranberriesiano Zombie mentre i bimbi si scatenano col Gangnam Style. C\u2019\u00e8 anche un pezzo d\u2019Italia, in tv: Totti che si fa un selfie sfondo curva mentre gli astanti tengono il viso chino sugli smartphone.<\/p>\n<p class=\"p1\">Irrawaddy mon amour \u00e8 un docu anfibio sulla discriminazione, il coraggio e l\u2019attesa di tempi migliori. Reso ancor pi\u00f9 toccante dallo score di <b>Giulio Ciccia<\/b> e <b>Marco Offredi<\/b>, il film ha un\u2019evidente valenza metaforica. In Myanmar ci si sposa alla presenza di tre monaci recitando la preghiera dell\u2019acqua cos\u00ec come da noi si usano i registri comunali delle unioni civili. Invece di ripetere l\u2019esperienza italiana di documentari quali <b>Improvvisamente l\u2019inverno scorso<\/b> (2008) di <b>Gustav Hofer<\/b> e <b>Luca Ragazzi<\/b>, scaturito dall\u2019attesa \u2013 vana \u2013 della conversione in legge dei DICO di prodiana memoria, i tre registi giocano la carta sorniona dell\u2019esotismo, del telefono bianco, dell\u2019impegno civile col telescopio, mentre in Parlamento prosegue l\u2019iter del ddl Cirinn\u00e0. Uno spunto di riflessione azzeccato e intelligente, oltretutto confezionato con grazia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La recensione di Irrawaddy mon amour<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[191,231,19,254,220,421],"tags":[],"class_list":["post-30800","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-festivalcinema","category-lgbt","category-news","category-newsmain","category-top-news","category-torino-33"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30800","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30800"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30800\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30819,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30800\/revisions\/30819"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30800"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30800"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30800"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}