{"id":30820,"date":"2015-11-28T16:53:07","date_gmt":"2015-11-28T14:53:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=30820"},"modified":"2023-01-21T17:48:48","modified_gmt":"2023-01-21T15:48:48","slug":"il-sapore-del-successo-di-john-wells-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/il-sapore-del-successo-di-john-wells-la-recensione.html","title":{"rendered":"Il sapore del successo di John Wells: la recensione"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 probabile che <strong>Steven Knight<\/strong> si trovi bene in cucina, e\u00a0<strong>Burnt<\/strong> ha pi\u00f9 o meno la stessa struttura\u00a0del film che lo sceneggiatore inglese <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/covercinema\/amore-cucina-e-curry-di-lasse-hallstrom-la-recensione.html\">ha recentemente scritto per Lasse Hallstr\u00f6m<\/a>. Le radici di Adam Jones non sono quelle di Hassan, ma\u00a0il cibo come incontro tra culture sottende entrambi i film, cos\u00ec come il confronto tra innovazione e tradizione, la rivalit\u00e0 tra chef e la conquista della terza stella Michelin per rafforzare un&#8217;idea apolide di famiglia pi\u00f9 che per\u00a0corroborare\u00a0una qualsiasi metafora del successo. Non manca il racconto di formazione; se nel film di Hallstr\u00f6m assumeva una posizione centrale, qui \u00e8 spostato sullo sfondo attraverso il\u00a0piccolo ruolo affidato a <strong>Sam Keeley<\/strong>, il giovane cuoco irlandese che assimila a poco a poco tecniche e attitudini del maestro nel campo di battaglia della cucina.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio in quel contesto che il film di <strong>John Wells<\/strong> esprime la sua principale vocazione, scegliendo un luogo deputato e in qualche modo lanciando\u00a0una serie di derive narrative che dal centro procedono verso i legami di Adam Jones (<strong>Bradley Cooper<\/strong>) passati e futuri, accennando la presenza di\u00a0molte storie possibili.\u00a0\u00c8 un metodo che\u00a0il regista e sopratutto produttore televisivo americano desume dalla sua lunga esperienza con il formato serial\u00a0e che qui viene concentrato al massimo sovrapponendo tracce, stimoli e per certi versi anche generi che emergono fugacemente per poi scomparire nel niente senza alcun tipo di sviluppo come al contrario avrebbe consentito un formato pi\u00f9 esteso.<\/p>\n<p>La stessa\u00a0linea rom-com, quella apparentemente predominante, risulta alla fine del tutto subordinata rispetto al processo di riscatto e agnizione dello stesso Jones, vero attrattore di tutto l&#8217;universo narrativo che gli gravita intorno, tanto che gli stessi personaggi che incontriamo di volta in volta sono schegge di un passato irrisolto, in fondo giustificate dal personaggio della Dottoressa Rosshilde, la psicoterapeuta\u00a0dello chef ribelle interpretata da <strong>Emma Thompson<\/strong> e che costantemente cerca di indirizzarlo verso una conciliazione con il suo passato.<br \/>\nEcco che la cucina, backstage incluso, diventa allora il luogo in cui far confluire i frammenti di questa transizione, dai tirapiedi che minacciano Jones fino all&#8217;apparizione risolutiva di <strong>Alicia Vikander<\/strong>, il cui legame con Jones viene accennato con poche battute e sintetizzato nel passaggio di mano dei coltelli appartenuti al padre di lei, vero e proprio oggetto che dischiude insieme al valore ereditario, l&#8217;origine di un senso di colpa, ma anche di appartenenza.<\/p>\n<p>In questo senso Wells \u00e8 abilissimo nel concentrare con la velocit\u00e0 dei gesti e dell&#8217;azione quello che\u00a0nel film di\u00a0Hallstr\u00f6m si sviluppava attraverso un impianto classico di respiro pi\u00f9 ampio, filtrato attraverso certo cinema degli anni ottanta, ma la sensazione che tutto sia troppo chiuso e abbozzato cresce sempre di pi\u00f9 e si affida troppo spesso alla battutina ad effetto, al momento esplicativo e all&#8217;espressione dei sentimenti che puntano alla superficie, basta pensare al bacio stampato sulla bocca di Tony (<strong>Daniel Br\u00fchl<\/strong>), tutta la vicenda dei tirapiedi che minacciano Jones, e quelle simmetrie un po&#8217; troppo esplicite tra rivalit\u00e0, tradimento e fiducia che intrecciano e scambiano i ruoli di <strong>Matthew Rhys<\/strong> e <strong>Omar Sy<\/strong>, spunti da un certo punto di vista interessanti per raccontare l&#8217;incapacit\u00e0 immediata di Jones nel\u00a0riconoscere la verit\u00e0 di un sentimento ma allo stesso tempo troppo didascalici per bucare davvero l&#8217;involucro ritmico del film, ancora cos\u00ec\u00a0convenzionale per avvicinarsi alle piccole apparizioni del quotidiano. E se proprio a questo proposito Wells dimostra in alcuni casi di saperci fare, per esempio concentrando il primo contatto di Jones con la figlia di Helene (<strong>Sienna Miller<\/strong>) senza indugiare nel sentimentalismo, ma giocandosi tutto con una breve sequenza che ancora una volta mette al centro la cucina come luogo peculiare per l&#8217;espressione dei sentimenti, allo stesso tempo\u00a0non basta certo una fagiolata in comune per far uscire il film\u00a0di Wells\/Knight\u00a0dalla cornice del quadretto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sapore del successo, il nuovo film di John Wells con Bradley Cooper e Sienna Miller nelle sale italiane, la recensione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,19,254,10,220],"tags":[],"class_list":["post-30820","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-news","category-newsmain","category-recensioni","category-top-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30820","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30820"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30820\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30844,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30820\/revisions\/30844"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30820"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30820"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30820"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}