{"id":31902,"date":"2016-02-17T23:10:11","date_gmt":"2016-02-17T21:10:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=31902"},"modified":"2016-03-28T16:50:44","modified_gmt":"2016-03-28T14:50:44","slug":"kollektivet-di-thomas-vinterberg-berlinale-66-concorso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/news\/kollektivet-di-thomas-vinterberg-berlinale-66-concorso.html","title":{"rendered":"Kollektivet di Thomas Vinterberg &#8211; Berlinale 66: Concorso"},"content":{"rendered":"<p>La famiglia \u00e8 il tema numero uno del cinema di Thomas Vinterberg: da \u201cFesten\u201d (1998) fino a \u201cIl sospetto\u201d (2012), passando per \u201cRiunione di famiglia\u201d (2007), il regista danese ha messo in scena splendidi gruppi disfunzionali in uno o pi\u00f9 interni. \u201cLa comune\u201d non fa eccezione, anzi estende con intelligenza il concetto di famiglia per regalare allo spettatore un\u2019ennesima prova della maestria di Vinterberg (e del co-sceneggiatore Tobias Lindholm).<\/p>\n<p>Tratto dall\u2019eponima pi\u00e8ce portata a teatro dai due autori, il film racconta di Erik (Thomsen), che eredita una casa da 450 metri quadri in seguito alla morte del padre. La moglie Anna (Dyrholm) lo convince ben presto a rinunciare alla vendita fondando un\u2019autentica comune di dieci persone (otto adulti, un\u2019adolescente e un bambino), non solo amici ma anche individui mai visti prima, che si sottopongono al voto dei comunardi secondo modalit\u00e0 ben note agli studenti fuori sede. Il tutto in una citt\u00e0 danese a cavallo degli anni Settanta.<\/p>\n<p>La ricostruzione del periodo \u00e8 perfetta: vestiario, mobilio, obliteratrici sull\u2019autobus e tv in bianco e nero fanno il miracolo, insieme a brani d\u2019epoca che meritano di essere scoperti durante la visione. Lo score di Fons Merkies \u00e8 toccante e ben utilizzato, la fotografia di Jesper T\u00f8ffner indaga tutte le sfumature del bruno (in pieno stile scandinavo).<\/p>\n<p>Il copione padroneggia la situazione da Grande Fratello ante litteram con sensibilit\u00e0 e acume, mostrandoci di fatto uno dei tanti modelli alternativi alla famiglia del family day \u2013 mostruoso e disfunzionale come qualsiasi nucleo di persone. Invece di puntare sulla coralit\u00e0 (a rischio dispersione), il film si concentra sulla coppia di protagonisti e sull\u2019invaghimento di Erik per la giovane Emma (Neumann), sua studente, che finisce per essere inclusa nella comune accelerandone l\u2019entropia.<\/p>\n<p>Come suo solito, Vinterberg cambia spesso registro e sterza sul finale provocandoci un infarto, ma al contrario del suo connazionale Lars mantiene un rispetto e un\u2019empatia nei confronti dei personaggi tali da garantire una chiusa non solo soddisfacente dal punto di vista drammaturgico, ma anche rincuorante. \u201cLa comune\u201d pu\u00f2 essere letta come una metafora della fine dell\u2019era dell\u2019acquario e delle sue belle speranze, ma quel che conta \u00e8 che \u00e8 un gran pezzo di film.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un tuffo nell\u2019era dell\u2019acquario e nelle utopie morenti di quegli anni. Kollektivet di Thomas Vinterberg in concorso a Berlino 66, la recensione<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[304,185,191,19,254],"tags":[],"class_list":["post-31902","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-berlinale-66","category-covercinema","category-festivalcinema","category-news","category-newsmain"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31902","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31902"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31902\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32402,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31902\/revisions\/32402"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31902"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31902"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31902"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}