{"id":31965,"date":"2016-02-23T19:51:52","date_gmt":"2016-02-23T17:51:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=31965"},"modified":"2023-01-21T17:48:23","modified_gmt":"2023-01-21T15:48:23","slug":"il-club-di-pablo-larrain-una-tempesta-di-merda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/covercinema\/il-club-di-pablo-larrain-una-tempesta-di-merda.html","title":{"rendered":"Il club di Pablo Larrain: recensione"},"content":{"rendered":"<p>Il cuore nero di&nbsp;&#8220;<strong>El Club<\/strong>&#8221;&nbsp;viene eviscerato dal corpo marcio di una nazione per come la descrivono i personaggi creati da Roberto Bola\u00f1o, e la Chiesa del nuovo film di <strong>Pablo Larrain<\/strong>&nbsp;non \u00e8 cos\u00ec diversa dal pensiero di padre Sebasti\u00e1n Urrutia Lacroix, il sacerdote dell&#8217;Opus Dei che in &#8220;Notturno Cileno&#8221; vive dentro una realt\u00e0 allucinatoria dove a sovrapporsi alla connivenza con il regime di Pinochet \u00e8 l&#8217;aspirazione verso la santit\u00e0. Non \u00e8 semplicemente una storia politica e criminale quella raccontata dallo scrittore cileno, quanto una &#8220;tempesta di merda&#8221; che diventa pensiero collettivo, una malattia che colpisce l&#8217;intera coscienza nazionale dove dolore e orrore sono ormai i tratti inscindibili di una societ\u00e0 che non riesce a risvegliarsi dal coma profondo.<\/p>\n<p>Tutta la tensione autodistruttiva di <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/post-mortem-di-pablo-larrain-cile-2010.html\">Post Mortem<\/a> dalla struttura ospedaliera si trasferisce in &#8220;El Club&#8221; dentro uno spazio ugualmente secluso, quello circoscritto di una piccola comunit\u00e0 di religiosi accuditi da Sorella Monica (<strong>Antonia Zegers<\/strong>), dediti alla preghiera quotidiana e alle scommesse sui levrieri da competizione. Quando ai quattro preti se ne aggiunger\u00e0 un quinto, padre Lazcano (<strong>Jose Soza<\/strong>), ad accoglierlo all&#8217;esterno della piccola struttura arriver\u00e0 Sandokan (<strong>Roberto Farias<\/strong>), un disadattato che alluder\u00e0 con insistenza alle molestie subite in giovent\u00f9 dal nuovo sacerdote. Spinto al suicidio dagli ospiti della casa, Lazcano si sparer\u00e0 un colpo in testa. Per indagare sulla vicenda il vaticano invier\u00e0 un giovane religioso, padre Garcia (<strong>Marcel Alonso<\/strong>); lo scopo \u00e8 quello di disperdere la piccola comunit\u00e0, nascondere i loro crimini e chiudere la casa.<\/p>\n<p>\u00c8 solo l&#8217;inizio di una lenta discesa agli inferi che Larrain sviluppa con un procedimento apparentemente legato ad una detection induttiva, accumulando gli interrogatori di Garcia con i preti della comunit\u00e0; ma invece di allargare dal dettaglio alla comprensione della verit\u00e0 separando il bene dal male, emerger\u00e0 un sistema di relazioni molto pi\u00f9 complesso e sostenuto dal silenzio radicato in una forma primigenia di omissione.<\/p>\n<p>Post Mortem si concludeva con un&#8217;inumazione che confondeva la dimensione politica con la sfera amorosa, ed \u00e8 la stessa relazione che in &#8220;El club&#8221; passa senza soluzione di continuit\u00e0 dall&#8217;orrore alla piet\u00e0, perch\u00e9 ci\u00f2 che rende il nuovo film di Larrain un&#8217;opera dalla forza sconvolgente, \u00e8 il continuo scivolamento dei carnefici nella posizione delle vittime, in un mutuo rispecchiamento che perde progressivamente le tracce originarie.<\/p>\n<p>Tutti i personaggi di &#8220;El Club&#8221; sembrano attraversati dalla stessa perversione e dalla stessa ansia di espiazione, dove la necessit\u00e0 di purificarsi nel silenzio converge con quella rimozione che per Bola\u00f1o \u00e8 stata acquisita da tutta la societ\u00e0 cilena.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Se la pancia non mi facesse cos\u00ec male e se non fossi cos\u00ec ubriaco mi confesserei in questo stesso momento, oppure la trascinerei in bagno e la inculerei una volta per tutte<\/em>&#8220;; &nbsp;\u00e8 un frammento di uno dei dialoghi pi\u00f9 potenti&nbsp;tra padre Lacroix e l&#8217;intellettuale Farwell contenuti in &#8220;Notturno Cileno&#8221;, e Larrain sembra acquisirne il senso pi\u00f9 profondo attraverso un cinema durissimo e viscerale che mentre si serve della parola come una sequenza ininterrotta di aporie e motti di spirito, conduce il gesto e l&#8217;immagine altrove, basta pensare ai continui slittamenti orientati a disinnescare la convergenza tipica del racconto corale, spingendoci verso il riconoscimento di un sentimento di orrore e rifiuto, confuso con l&#8217;improvvisa piet\u00e0 per gli ingiusti; mentre Sandokan sembra non poter uscire dal ruolo di agnello sacrificale, Sorella Monica sopprime ci\u00f2 che pi\u00f9 ama, e con un rovesciamento ulteriore, il teatro della violenza pi\u00f9 insopportabile sar\u00e0 di nuovo cancellato con il servizio estremo della lavanda dei piedi.<\/p>\n<p>Oltre ai colori desaturati di una fotografia laida curata da Sergio Armstrong, sodale collaboratore di Larrain e tra i pi\u00f9 importanti del cinema cileno degli ultimi anni, &#8220;El Club&#8221; sembra sfruttare in alcune sequenze una quadricromia sfalsata, sdoppiamento percettivo che a tratti allude senza sottolinearlo a quello stato di sospensione allucinatoria che affligge questo mondo a parte, cos\u00ec come la collettivit\u00e0 tutta.<\/p>\n<p>Larrain dissemina ovviamente il film di riferimenti specifici, non solo quelli che assimilano &#8220;la nueva Iglesia&#8221; al personaggio di Padre Garcia, un giovane e bellissimo religioso con il corpo tatuato, ma anche alcuni episodi che hanno coinvolto la chiesa cilena nel decennio tra il settanta e l&#8217;ottanta, e relativi alla rete di adozioni forzate legata alla sottrazione violenta di alcuni bambini dalle madri biologiche; ma non \u00e8 certo su questi aspetti che &#8220;El Club&#8221; si ferma, Larrain evita con grande coraggio di costruire un J&#8217;accuse lineare, preferendo, come in tutto il suo cinema, elaborare l&#8217;autopsia di un processo identitario e antropologico che non ha altre caratteristiche se non quelle di una riscrittura della storia di un paese annientato dall&#8217;oblio e da un atroce e colpevole sonnanbulismo interiore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Splendido film di Pablo Larrain in uscita il prossimo 25 febbraio nelle sale italiane. &#8220;El club&#8221; sembra ispirato alla descrizione terribile che Roberto Bola\u00f1o fa della societ\u00e0 cilena nei suoi libri; &#8220;tempesta di merda&#8221; che diventa pensiero collettivo, una malattia che colpisce l&#8217;intera coscienza nazionale dove dolore e orrore sono ormai i tratti inscindibili di una societ\u00e0 che non riesce a risvegliarsi dal coma profondo.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,185,212,10,220],"tags":[522404],"class_list":["post-31965","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-covercinema","category-nuovo-cinema-cileno","category-recensioni","category-top-news","tag-pablo-larrain"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31965","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=31965"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31965\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":53055,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/31965\/revisions\/53055"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=31965"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=31965"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=31965"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}