{"id":32059,"date":"2016-03-03T03:37:44","date_gmt":"2016-03-03T01:37:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=32059"},"modified":"2023-01-21T17:48:16","modified_gmt":"2023-01-21T15:48:16","slug":"tiramisu-di-fabio-de-luigi-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/tiramisu-di-fabio-de-luigi-la-recensione.html","title":{"rendered":"Tiramis\u00f9 di Fabio De Luigi: la recensione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Fabio De Luigi<\/strong> debutta dietro la macchina da presa e si porta dietro parte della sua famiglia televisiva, quella formatasi a Colorado. <strong>Tiramis\u00f9<\/strong> \u00e8 l&#8217;ennesimo tentativo di raccontare un&#8217;Italia condotta sull&#8217;orlo di un baratro per un&#8217;attitudine inarrestabile a truccare le carte, scambiarsi favori, raggiungere la gestione del potere dimenticandosi di qualsiasi valore individuale e collettivo, insomma &#8220;una novit\u00e0&#8221;.\u00a0De Luigi si serve di un motivo tiepidamente surreale per raccontare questo gioco di ruoli\u00a0e nel\u00a0film interpreta un rappresentante sanitario incapace di ottenere solidi profitti, fino a quando scoprir\u00e0\u00a0che il Tiramis\u00f9 della moglie (Vittoria Puccini) riscuote un incredibile successo tra amici, parenti e colleghi, tanto da diventare un vero e proprio\u00a0lasciapassare per infilare un successo aziendale dietro l&#8217;altro.<\/p>\n<p>Il Tiramis\u00f9 ha quindi una doppia funzione, sostituisce simbolicamente mazzette e corruttela e allo stesso tempo relega sullo sfondo la figura della Puccini, moglie fedele che rinuncia alle proprie ambizioni per diventare serva e\u00a0strumento\u00a0del marito. Sono i confini esilissimi entro cui si muove tutta l&#8217;allegoria del film, pericoloso polarizzatore che neutralizza completamente l&#8217;innesco della commedia.<\/p>\n<p>Questa di fatto non esiste, ridotta com&#8217;\u00e8\u00a0alla presenza immutabile del Tiramis\u00f9 come agente propulsore della gag, il solo gioco simbolico a cui si affida De Luigi. Ne consegue una scrittura sfilacciata, senza capo ne coda, legata ad un meccanismo che\u00a0isola i personaggi ad una serie di funzioni immobili, che si ripetono identiche per tutto il film. De Luigi \u00e8 ovviamente al centro e intesse relazioni binarie (l&#8217;insopportabile fratello della consorte, l&#8217;amico sfigato che apre il negozio di Vino e Vinili, la seduttrice Giulia Bevilacqua, la moglie inerte\u00a0come la madonna) \u00a0che si concludono in una dimensione episodica, non generando mai una reazione a catena o quel dinamismo causale che \u00e8 alla base anche della peggior commedia.<\/p>\n<p>La derivazione quindi \u00e8 quella dello sketch breve, dell&#8217;episodio televisivo, della comicit\u00e0 da camera che non riesce ad uscire dallo spazio del soliloquio e dal recinto del primo piano; tra sketch e messinscena c&#8217;\u00e8 in effetti un gran lavoro da fare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Deludente debutto alla regia per Fabio De Luigi, la recensione di Tiramis\u00f9<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,19,254,10,220],"tags":[],"class_list":["post-32059","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-news","category-newsmain","category-recensioni","category-top-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32059","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32059"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32059\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32071,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32059\/revisions\/32071"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32059"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32059"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32059"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}