{"id":330,"date":"2008-01-16T05:32:07","date_gmt":"2008-01-16T03:32:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/una-fedina-violenta\/"},"modified":"2026-01-20T17:39:12","modified_gmt":"2026-01-20T16:39:12","slug":"una-fedina-violenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/una-fedina-violenta.html","title":{"rendered":"Una fedina violenta: A History of Violence di John Wagner"},"content":{"rendered":"<p><strong>Through the jungle, very softly flits a shadow and a sigh \u2013 He is Fear, O Little Hunter, he is Fear!<\/strong> \u2013 <em>Fear<\/em>, di Rudyard Kipling, citato da John Wagner in esergo al secondo capitolo di <em>A History of Violence<\/em>, Vertigo, 1997.<br \/>\n\u00ecAl festival di Cannes del 2005 concorsero due film-fumetto. <em>Sin City<\/em> di Robert Rodriguez (&amp; Tarantino), tratto da sua maest\u00e0 Frank Miller, e <em>A History of Violence<\/em>, di David Cronenberg, dalla graphic novel scritta da John Wagner, illustrata da Vince Locke e letterata da Bob Lappan. History \u00e8 il primo \u201cromanzo grafico\u201d di Wagner, fumettista britannico trasferitosi negli Stati Uniti la cui fama \u00e8 legata soprattutto a Judge Dredd. Vince Locke, illustratore di <em>Sandman<\/em>, si trov\u00f2 a collaborare con Wagner per la prima volta. Il risultato piacque alla critica ma ebbe scarse ricadute commerciali; la versione cinematografica ha contribuito in maniera decisiva a riportare in auge una delle migliori narrazioni a fumetto degli ultimi anni, che fa di Wagner un autore paragonabile al succitato Miller, ad Alan Moore, a Chris Claremont \u2013 solo per citarne alcuni. Ne <em>Il motore degli eventi<\/em> (2001) Max Gazz\u00e8 e Carmen Consoli cantano: Sensi di colpa \/ studiare fumetti \/ come minore \/ letteratura. Opere come <em>A History of Violence<\/em> sono letteratura tout-court. Impossibile negarlo oggi, come gi\u00e0 negli anni \u201990.<\/p>\n<p>A History of Violence \u00e8 l\u2019ottavo film di Cronenberg tratto da un\u2019opera letteraria. Vale la pena di listare gli altri: La zona morta (1983, da King), <em>La mosca<\/em> (1986, dal racconto di George Langelaan del 1957 gi\u00e0 portato sullo schermo nel \u201958), <em>Inseparabili<\/em> (1988, dal romanzo Twins di Bari Wood e Jack Geasland), <em>Il pasto nudo<\/em> (1991, da Burroughs), <em>M. Butterfly<\/em> (1993, dalla splendida pi\u00e8ce di David Henry Hwang), <em>Crash<\/em> (1996, da Ballard), <em>Spider<\/em> (2002, da McGrath). Nell\u2019adattare il fumetto di Wagner &amp; Locke, lo sceneggiatore Josh Olson ha scelto di sfrondare, semplificare, ridurre il plot a una traiettoria lineare e impietosa. La regia di Cronenberg, snella, pulita, precisa e spietata come la sequenza dell\u2019hammam di <strong>Eastern Promises<\/strong> (2007), ha fatto il resto. E dopo la visione della <strong>Promessa dell\u2019assassino<\/strong> \u00e8 impossibile ignorare l\u2019<em>inseparabilit\u00e0<\/em> delle ultime due pellicole di Cronenberg. Non solo per la presenza di Viggo Mortensen\u2026 e nonostante Eastern Promises prenda le mosse da uno script originale di Steve Knight, l\u2019autore di <em>Dirty Pretty Things<\/em> (2002), di Stephen Frears. Questo per dire che il marchio del regista \u2013 un autore, davvero, letterario \u2013 ha fatto s\u00ec che History e Promises vadano a comporre un dittico sorprendente sui temi dell\u2019identit\u00e0, della vita criminale e del ricorso alla violenza. In <em>History<\/em> abbiamo un ex mafioso sotto copertura costretto a uccidere ancora per salvaguardare la sua (nuova) famiglia, una volta che la mala l\u2019ha scovato. In <em>Promises<\/em>, [spoiler] abbiamo un poliziotto della FSB (ex KGB) infiltrato nel girone della mafia russa londinese costretto a uccidere per salvare la pelle e le apparenze. Entrambi i film si concludono con un quadro che sottolinea integrazione: Tom \/ Joey \u00e8 accettato dalla sua famiglia per quel che \u00e8 (veramente), Nikolai assurge a nuovo capo della mafia russa cittadina nonostante ci\u00f2 che \u00e8 (veramente). Due storie speculari di identit\u00e0 nascoste, carsiche, in subbuglio. Non \u00e8 un caso che in entrambi i film il personaggio femminile innamorato del protagonista gli rivolga la pi\u00f9 basilare delle domande: chi sei (veramente)?<br \/>\nLa graphic novel di John Wagner \u00e8 divisa in quattro capitoli. \u00c8 lunga: quasi 300 tavole. Un autentico romanzo, che trova anche lo spazio per una lunga analessi che ci riporta nella New York della giovent\u00f9 di Joey, una Grande Mela vecchio stile che non pu\u00f2 non ricordare classici filmici della mafia italoamericana come Il Padrino parte seconda e C\u2019era una volta in America. Nel film, invece, Joey viene da \u201cPhilly\u201d ed \u00e8 colluso con la mafia irlandese. Wagner e Locke ci raccontano i primi passi di Joey nella mala, lungo le mean streets di Brooklyn, in compagnia del fratello Richie: trovano una pistola, imparano a usarla, architettano il colpaccio ai danni del boss Manzi, cavano un occhio al feroce Torrino col filo spinato. Lo stesso Torrino che, tuttavia, riesce 1) a mozzare un dito a Joey 2) a rapire Richie, destinato a restare suo ostaggio per anni, e anni, anni, mentre si scatena la caccia a un Joey in fuga e sotto copertura. Sono tutte importanti differenze rispetto al film. Il fumetto vanta una narrazione molto pi\u00f9 stratificata e complessa, sicuramente pi\u00f9 \u201ca effetto\u201d \u2013 l\u2019abbondare di sangue fa la sua parte \u2013 ma non per questo pi\u00f9 banale. La graphic novel ha infatti dalla sua la solida magniloquenza e l\u2019afflato tragico delle migliori \u201cgrandi narrazioni\u201d letterarie, compreso un finale vecchio stile che trancia la storia dopo il <em>redde rationem<\/em>. It\u2019s over. It\u2019s all over. La cena famigliare di cui ci rende testimoni Cronenberg \u00e8 quindi un escamotage pensato appositamente per lo schermo. Il tratto filiforme, essenziale e nervoso di Vince Locke d\u00e0 a <em>A History of Violence<\/em> un fascino out of time, estraneo alle mode passeggere che spesso ancorano i fumetti americani al momento della prima pubblicazione. Anche per questo il romanzo di John Wagner si configura, davvero, come una storia naturale, e universale, della violenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da A History Of Violence, la graphic novel di John Wagner, a Eastern Promises.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":71757,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[221,36,10,31],"tags":[],"class_list":["post-330","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-david-cronenberg","category-eastern-promises","category-recensioni","category-terzo-occhio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/330","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=330"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/330\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70766,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/330\/revisions\/70766"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=330"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=330"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=330"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}