{"id":33191,"date":"2016-08-02T17:40:22","date_gmt":"2016-08-02T15:40:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=33191"},"modified":"2023-01-21T17:46:59","modified_gmt":"2023-01-21T15:46:59","slug":"equals-di-drake-doremus-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/equals-di-drake-doremus-la-recensione.html","title":{"rendered":"Equals di Drake Doremus: la recensione"},"content":{"rendered":"<p>Nome emergente della scena <em>indie<\/em> americana, il californiano <strong>Drake Doremus<\/strong> ambienta in un futuro post-apocalittico definitivamente alienato una <em>sci-fiction<\/em> scritta con <strong>Nathan Parker<\/strong> (gi\u00e0 sceneggiatore di <strong>Duncan Jones<\/strong> in <strong><em><a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/moon-di-duncan-jones-uk-2009.html\">Moon<\/a><\/em><\/strong>).<br \/>\nA fare da collante \u00e8 il tema amoroso. Dopo <em><strong>Like Crazy<\/strong><\/em> (2011) e <strong><em>Breathe In<\/em><\/strong> (2013) la love story fra i due protagonisti Nia e Silas, la coppia <strong>Kristen Stewart-Nicholas Hoult<\/strong>, <em><strong>Equals<\/strong> <\/em>chiude \u00a0la trilogia dell\u2019amore.<br \/>\nNell\u2019omologazione collettiva in cui <strong>Doremus<\/strong> immagina un\u2019umanit\u00e0 che ha deciso di trovare cos\u00ec, eliminando i sentimenti, il suo equilibrio al riparo da guerre e disastri vari, il legame che a tratti e per chiss\u00e0 quale alchimia pu\u00f2 rinascere fra umani \u00e8 lo scarto imprevisto, la cellula impazzita, lo scandalo inaccettabile in un sistema prono con supina acquiescenza ai voleri di Grandi Fratelli o Piccoli Padri che siano.<br \/>\nParticolarmente pericoloso \u00e8 dunque l\u2019amore, fra i sentimenti quello pi\u00f9 stravagante, nel senso etimologico del vagare impazzito fuori dal controllo sociale in quanto detentore magnifico di sconfinato potenziale eversivo.<br \/>\nL\u2019intervento punitivo \u00e8 pertanto immediato e definitivo, sradicare metastasi \u00e8 la <em>mission<\/em> dei reparti d\u2019igiene sociale.<br \/>\nMa attenzione, ci avverte il regista, \u201c<em>Equals \u00e8 una storia d\u2019amore in un mondo in cui l\u2019amore non esiste pi\u00f9<\/em>\u201d, dunque investe aree di riflessione ancora pi\u00f9 ampie delle consuete interpretazioni socio-politiche e, soprattutto, vuol salvaguardare la scioltezza del tessuto narrativo.<br \/>\nL\u2019ironia, lo sguardo intrusivo e dissacrante, il tocco lieve che fa intravedere in filigrana precipizi incommensurabili, sono credenziali forti del film, e anche quando il <em>plot<\/em> ha impennate ad alta tensione e l\u2019adrenalina comincia a scorrere, l\u2019autore insiste sul pedale della leggerezza.<br \/>\nQuel che accade deve scivolare nell\u2019alveo della pi\u00f9 banale normalit\u00e0, solo cos\u00ec, in un rilascio lento di indizi, l\u2019olimpica serenit\u00e0 di quel corpo sociale metter\u00e0 a nudo la sua inconsistenza e l\u2019equilibrio si riveler\u00e0 assolutamente falso.<br \/>\nSegno evidente di questa condizione di schizofrenica duplicit\u00e0 \u00e8 l\u2019affermazione categorica del \u201cprincipio di uguaglianza\u201d, a partire dal titolo. La perentoriet\u00e0 della parola apre le porte a fondati sospetti di manipolazione in atto.<br \/>\n\u201c<em>Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignit\u00e0 e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza<\/em>\u201d.<br \/>\nSuona a vuoto l\u2019articolo 1 della <strong>Dichiarazione Universale dei Diritti dell\u2019Uomo<\/strong> scritta nel 1948.<br \/>\nIl potere struttura i parametri del comportamento sociale, quella in cui Nia e Silas vivono (diciamolo pure, specchio di noi comodamente seduti a guardare nello specchio-cinema o a rileggere le pagine immortali di <strong>Orwell<\/strong>) \u00e8 una bolla anestetizzata e falsamente rassicurante, nulla che ricordi\u00a0un principio di libert\u00e0 e uguaglianza.<br \/>\nE\u2019 il cosiddetto <em>The Collective<\/em>, qualcosa che somiglia molto al concetto di Massa. Si tratta di una comunit\u00e0 di esseri umani, gli <em>Equals<\/em>, immuni da sentimenti. Automi anaffettivi, vivono in uno stato di equilibrio perfetto garantito da una sorta di lobotomizzazione indotta da meccanismi ed espedienti di varia natura di cui solo un misterioso staff dirigenziale conosce le chiavi. Giunti al grado zero della comunicazione, quel che devono fare \u00e8 vivere in giorni e attivit\u00e0 sempre uguali, immersi nella tavolozza minimalista degli spazi iperfunzionali di <strong>Tadao Ando<\/strong> (fra Tokyo e Osaka il numero maggiore di set, Singapore si aggiunge a tratti con la sua vegetazione tropicale lussureggiante a fare da straniante contrappeso).<br \/>\nIl silenzio \u00e8 dominante, le note di <strong>Bach<\/strong> e <strong>Chopin<\/strong> arrivano attutite da distanze siderali ad accompagnare il risveglio, ordinate e asettiche schiere biancovestite si avviano ogni giorno al lavoro. Quasi un secolo dopo il pensiero torna doverosamente a <strong>Metropolis<\/strong>.<\/p>\n<p>Un misterioso virus sta per\u00f2 minando le basi di quest\u2019ordine. Si tratta di S.O.S, acronimo per <em>Switched on Syndrome<\/em>, malattia che risveglia emozioni e sentimenti sopiti e mai del tutto annullati. Se contagiati, questi tornano ad esplodere con rinnovato vigore. E\u2019 cos\u00ec che amore e odio, paura e coraggio, rabbia, depressione e quant\u2019altro riprendono il loro corso, minacciando di infettare la popolazione in una pandemia senza freni.<br \/>\nIntercettati da un efficiente servizio d\u2019ordine, i malati sono immediatamente mandati in isolamento al Den, centro di recupero dove in realt\u00e0 si va a morire. Silas e Nia lavorano per la rivista scientifica Atmos, e nello scorrere asettico di giornate tutte uguali e gesti meccanici davanti alle loro strumentazioni avveniristiche, cominceranno ad avvertire i segni del contagio.<br \/>\nPassano dagli occhi, i sintomi, e sono sguardi brevi, stupiti, l\u2019amore \u00e8 un pianeta che nessuno dei due conosce e lo scopriranno gradualmente, ne scriveranno la grammatica di base in un <em>Kammerspiel<\/em> che <strong>Doremus<\/strong> guida con esattezza geometrica e grande sensibilit\u00e0.<br \/>\nLe difficolt\u00e0 che questo amore incontrer\u00e0 per sopravvivere sono il nucleo di questa mitopoiesi del futuro, un racconto tra <em>fantasy<\/em> e <em>horror<\/em> che, by-passando le ovvie suggestioni orwelliane, prefigura scenari ancora pi\u00f9 devastanti di perdita e sconfitta.<br \/>\nTornano alla mente pellicole che in vario modo e con angolazioni di volta in volta diverse, hanno ipotizzato le sorti di un mondo cloroformizzato o in procinto di esserlo. Pensiamo all\u2019alienazione progressiva dei cinque sensi nel magnifico <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/digital\/perfectsense9558.html\"><em><strong>Perfect sense<\/strong> <\/em><\/a>di <strong>David Mackenzie<\/strong> o all&#8217;evoluzione memetica che in <em><strong>Pontypool<\/strong><\/em> di <strong>Bruce<\/strong> <strong>McDonald <\/strong>mostra un\u2019umanit\u00e0 contagiata dal virus verbale, con scenari apocalittici di uomini intenti a divorarsi, <em>zombies<\/em> resi tali dal tragico fallimento della capacit\u00e0 della parola di creare relazione tra esseri umani.<br \/>\nNel finale avremmo forse preferito maggior realismo, in fondo la citazione di <strong>Shakespeare<\/strong> con la tragica sorte di Romeo e Giulietta autorizzava a questo. Ma poco male, a volte il destino ha strane interferenze, anche se, inevitabilmente, in chi guarda torna alla mente il desolato finale di <em><strong>1984<\/strong><\/em>:\u201c<em>Winston \u00e8 ormai un uomo finito. Per lui la lotta era finita. Egli era riuscito vincitore su s\u00e9 medesimo. Amava il Grande Fratello<\/em>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019omologazione collettiva che Doremus si immagina, il legame che a tratti e per chiss\u00e0 quale alchimia pu\u00f2 rinascere fra umani \u00e8 lo scarto imprevisto, la cellula impazzita, lo scandalo inaccettabile in un sistema prono con supina acquiescenza ai voleri di Grandi Fratelli o Piccoli Padri che siano. Equals di Drake Doremus in sala dal prossimo 4 agosto, la recensione<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,185,10],"tags":[],"class_list":["post-33191","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-covercinema","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33191","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33191"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33191\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33193,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33191\/revisions\/33193"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33191"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33191"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33191"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}