{"id":33468,"date":"2016-09-06T18:53:20","date_gmt":"2016-09-06T16:53:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=33468"},"modified":"2023-01-21T22:34:58","modified_gmt":"2023-01-21T20:34:58","slug":"el-ciudadano-ilustre-di-gaston-duprat-mariano-cohn-venezia-73-concorso-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/el-ciudadano-ilustre-di-gaston-duprat-mariano-cohn-venezia-73-concorso-la-recensione.html","title":{"rendered":"El ciudadano ilustre di Gast\u00f3n Duprat, Mariano Cohn &#8211; Venezia 73 &#8211; Concorso: la recensione"},"content":{"rendered":"<p>\u201c <em>The past is a foreign country: they do things differently there<\/em>\u201d .<\/p>\n<p>Riavvolgere il nastro della propria vita \u00e8 operazione quanto mai rischiosa, il passato \u00e8 sempre una terra straniera e ben lo sa <em>Mr<\/em>. Daniel Mantovani (<strong>Oscar Martinez<\/strong>), il protagonista di <strong><em>El ciudadano ilustre<\/em><\/strong>, scrittore di successo che torna dopo quarant\u2019anni al suo paesello e mal gliene incoglie.<br \/>\nIl tempo scava infatti trincee profonde, e se la prima fuga \u00e8 stato un giovanile atto di coraggio, il ritorno pu\u00f2 essere il crollo di quel castello di ricordi che alla distanza si sono colorati di sogno e nostalgia.<br \/>\nMa <strong><em>El ciudadano ilustre<\/em><\/strong> non vuol essere un crepuscolare \u201camarcord\u201d n\u00e9 un <em>bonjour tristesse<\/em> lungo viali coperti di <em>feuilles mortes<\/em>.<br \/>\nEroe positivamente teso in una solida e consapevole affermazione del proprio posto nel mondo, Daniel Mantovani \u00e8 un orizzonte aperto che nulla vale a restringere, n\u00e9 il successo, a cui sembra autenticamente indifferente (ne \u00e8 prova la sua seduta\u00a0all\u2019Accademia Svedese che l\u2019ha appena insignito del Nobel e, schierata in pompa magna dai reali in gi\u00f9, \u00e8 comicamente esterrefatta di fronte al suo discorso di \u201cringraziamento\u201d), n\u00e9 l\u2019amara e definitiva constatazione dell\u2019asfissia morale e culturale di quel piccolo mondo da cui scapp\u00f2 lontano quarant\u2019anni prima.<br \/>\nC\u2019\u00e8, sotto la trama leggera del racconto che si snoda ricco di inventiva, colpi di scena, trovate spesso surreali e non di rado esilaranti, un senso che gli interstizi tra le parole fanno balenare e il finale a sorpresa mette a nudo con forza. Si tratta di una riflessione politica importante, che investe parole grosse come libert\u00e0, impegno individuale, responsabilit\u00e0 umana all&#8217;interno della storia.<br \/>\nIl mondo di Daniel Mantovani \u00e8 il risultato di un cammino denso di vissuto. Nei suoi libri ha sempre e solo parlato di Salas, quel suo paesino a 300 km da Buenos Aires dove il tempo sembra essersi fermato e la vita scorre apparentemente tranquilla con i ritmi di sempre.<br \/>\nI personaggi dei suoi racconti ora riemergono al vivo, ma senza il filtro dell\u2019arte che trasfigura e sublima appaiono nella nuda immediatezza del reale, la loro carica simbolica si \u00e8 annullata e sono tornati ad essere stupide, a volte feroci marionette in cerca d\u2019autore.<br \/>\nPurtroppo per\u00f2 nella vita reale non si volta pagina n\u00e9 tanto meno si chiude il libro. L\u2019uomo in carne e ossa vive, opera e sorprende. Mantovani, tornato per uno strano, inspiegabile impulso a riconsiderare le sue radici, viene spiazzato dall\u2019imprevedibile modificabilit\u00e0 della vita, le sorprese, non proprio gradevoli, non sono poche e quel passato \u00e8 una terra straniera dove rischia grosso, come un migrante senza le carte in regola.<br \/>\nC\u2019\u00e8, sotteso al racconto che si snoda leggero, sfumando gradualmente dal comico al grottesco fino ad assumere venature <em>thriller<\/em> nel finale, un discorso sull\u2019arte che circolarmente apre e chiude la storia.<br \/>\nMantovani, lo capiamo dalla prima scena a Stoccolma, rifiuta la parte dell\u2019intellettuale <em>\u00e9ngag\u00e9<\/em>, l\u2019arte per lui \u00e8 sovversione o non \u00e8, e il Nobel \u00e8 l\u2019abbraccio mortale, definitivo, del potere, l\u2019inizio della fine per un artista. Sempre capace di scandalizzare, mai supinamente prona al potere o asservita ad un\u2019 etichetta, l\u2019arte non chiede corone n\u00e8 prebende.<br \/>\nLa vita inventa intrecci, <em>climax,<\/em> peripezie e catastrofi, l\u2019arte se ne appropria. Non appartiene che a s\u00e9 stessa e pertanto non accetta nulla di quel gran Circo Barnum che l\u2019umanit\u00e0 le costruisce sempre intorno, dagli apparati pi\u00f9 sofisticati e costosi alle comiche sagre di paese, dove \u201cil cittadino illustre\u201d \u00e8 portato in giro sul carro dei vigili del fuoco come la madonna pellegrina.<br \/>\nCerimonie ufficiali, targhe e onorificenze, presidenza di giurie in improbabili concorsi in cui si premiano orrende croste chiamate quadri, tutto quello che Daniel Mantovani ha evitato come la peste, sempre, ora lo ritrova intatto a Salas, solo a livelli decisamente pi\u00f9 picareschi. Lontano dai <em>red carpet<\/em> e dalle Accademie che contano si accorge che tutto il mondo \u00e8 paese.<br \/>\nMa il suo ritorno sar\u00e0 comunque fertile perch\u00e8 l\u2019arte trionfa e scombina le carte che l\u2019uomo accuratamente dispone. Il ritorno a Salas sar\u00e0 l\u2019oggetto del suo prossimo libro.<br \/>\nE dunque, quello che abbiamo visto \u00e8 accaduto realmente o Daniel Mantovani era solo il personaggio di un romanzo che raccontava il suo ritorno? Romanzo nel romanzo o storia vera romanzata? Chiss\u00e0 come stanno veramente le cose fuori della caverna? Non lo sapremo mai, ma continuiamo a fidarci delle ombre che l\u2019arte stampa sul muro, sono l\u2019unica realt\u00e0 possibile, ed \u00e8 onesta per statuto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gast\u00f3n Duprat e Mariano Cohn si muovono con sicurezza sui registri del comico e del serio, la recensione de El ciudadano ilustre<\/p>\n","protected":false},"author":33,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[10,220,311],"tags":[],"class_list":["post-33468","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-recensioni","category-top-news","category-venezia73"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33468","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/33"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33468"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33468\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33481,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33468\/revisions\/33481"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33468"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33468"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33468"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}