{"id":3364,"date":"2009-12-08T15:29:37","date_gmt":"2009-12-08T13:29:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=3364"},"modified":"2024-04-08T15:54:49","modified_gmt":"2024-04-08T14:54:49","slug":"moon-di-duncan-jones-uk-2009","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/moon-di-duncan-jones-uk-2009.html","title":{"rendered":"Moon &#8211; di Duncan Jones (Uk &#8211; 2009)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si fa presto a dire Fantascienza classica, il primo lungometraggio di <strong>Duncan Jones<\/strong> mostra una superficie di citazioni (in)visibili che casomai si riferiscono alla stagione del crepuscolo. Science fiction filosofica che, anche per scelte, impostazione e budget, si avvicina ai metatesti pi\u00f9 &#8220;marginali&#8221; e critici del genere, due per tutti Dark Star di John Carpenter e Silent Running di Douglas Trumbull; <em>doppie immagini nello spazio<\/em> recuperate dalla cultura televisiva britannica dei primi anni &#8217;70, capace di sfruttare la dotazione &#8220;da camera&#8221; dei Chroma Key come un dispositivo ellittico, minimale e visionario del linguaggio. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una vitalit\u00e0 inventiva che nelle produzioni ITC probabilmente presenta il solo limite di un d\u00e8cor tecnologico fin troppo segnato dal tempo tanto da farsi risucchiare (soprattutto nell&#8217;esaltazione acritica dei fan) nel vortice stolido del modernariato vintage. Eppure dietro quella coltre di polvere germinavano idee portentose, come se tutta l&#8217;eredit\u00e0 stimolante e ingombrante dell&#8217;odissea Kubrickiana e lo specchio minaccioso del viaggio interiore Tarkovskyano venissero concentrati in una versione cameristica e intima, un viaggio dentro la complessit\u00e0 dei processi identitari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un piccolo film per tutti, che precede quella stagione \u00e8 per l&#8217;appunto una produzione di Gerry e Sylvia Anderson diretta fuori dalla madre patria da Robert Parrish e intitolata <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/digital\/journey-to-the-far-side-of-the-sun-di-robert-parrish\/\">Journey To the far side of the sun<\/a>; tutto il limite marionettistico di quel film, ancorato ad una percezione illusionistica del set, viene spazzato via nel film di Duncan Jones in una potentissima trasformazione del &#8220;visivo&#8221; in segno. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il set in fondo \u00e8 il corpo stesso di <strong>Sam Rockwell<\/strong>, immagine fisica e al contrario, prismatica, corpo imprigionato in una ricomposizione inquietante della memoria; la presenza traumatica delle ecchimosi che si complica a contatto con una riallocazione incessante del tempo, dove il confine tra visibile e invisibile viene elaborato da un trucco della mente, dal modo in cui i ricordi vengono, anche intimamente, manipolati . <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che davvero sorprende in <strong>Moon<\/strong> \u00e8 la trasformazione della ricchezza visiva, una materia difficile elaborata secondo un principio di realismo astratto, un processo di riduzione degli elementi che utilizza i riferimenti pi\u00f9 espliciti come segni della scrittura, oggetti che cambiano di senso. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Basta pensare all&#8217;interfaccia di comunicazione utilizzata da Gerty, il robot con la voce di <strong>Kevin Spacey<\/strong> che\u00a0 si serve di una serie di emoticons per trasmettere sensazioni affettive: simboli di un pacifismo tecnologico politically correct che Duncan traduce in una versione terribile e inquietante. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il doppio, triplo, quadruplo corpo dell&#8217;astronauta Sam Bell imprigionato nella serialit\u00e0 di un racconto gi\u00e0 scritto \u00e8 un veicolo che permette il processo di un&#8217;esperienza cognitiva come lento scivolamento della percezione; la serie si apre quando lo slittamento di senso si attiva come una possibilit\u00e0 &#8220;altra&#8221; e combinatoria della visione. Davvero un film fuori dall&#8217;ordinario vedere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il debutto di Duncan Jones sulla lunga durata \u00e8 una potentissima trasformazione del visivo in segno; attraverso una superficie di citazioni (in)visibili che si riferiscono al crepuscolo della fantascienza, Moon si rivela come uno splendido saggio di cinema filosofico; visto in anteprima allo Science + Fiction di Trieste&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71757,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,525570,19,10,8],"tags":[],"class_list":["post-3364","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-cinema-inglese","category-news","category-recensioni","category-strana-illusione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3364","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3364"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3364\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":58733,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3364\/revisions\/58733"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3364"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3364"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3364"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}