{"id":37222,"date":"2018-01-03T18:39:43","date_gmt":"2018-01-03T16:39:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=37222"},"modified":"2023-01-21T17:45:26","modified_gmt":"2023-01-21T15:45:26","slug":"marlina-omicidio-in-quattro-atti-di-mouly-surya-la-recensione-in-anteprima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/marlina-omicidio-in-quattro-atti-di-mouly-surya-la-recensione-in-anteprima.html","title":{"rendered":"Marlina, omicida in quattro atti di Mouly Surya: la recensione in anteprima"},"content":{"rendered":"<p>La crudele avventura di Marlina, donna indonesiana rimasta vedova, inizia proprio dentro le mura di casa, con l&#8217;arrivo improvviso di un gruppo di uomini sconosciuti. Questi la costringono a preparare la cena, quindi il capobanda, il losco Markus, le spiega in tutta tranquillit\u00e0 quelle che sono le loro intenzioni: la donna sar\u00e0 derubata del suo denaro e del bestiame, quindi verr\u00e0 stuprata a turno da ciascuno dei banditi.<\/p>\n<p>Marlina da parte sua affronta la tesa situazione con uno sguardo duro e un&#8217;espressione fredda, ha gli occhi di&nbsp;chi sta prendendo la mira prima di partecipare ad uno scontro a fuoco. Non avviene niente di simile, ma il paragone assume una certa coerenza in questo film che \u00e8 stato proprio definito un \u201cwestern al femminile\u201d: Marlina infatti prende in mano la situazione, ribaltando le carte in tavola e uccidendo gli assalitori con una cena avvelenata. A Markus, il solo che riesce infine a toccare la donna, spetta un destino speciale: lei, quasi come una moderna Giuditta, gli taglia la testa nel pieno della violenza sessuale, portandola&nbsp;con s\u00e9 fino ai minuti finali del film come un macabro trofeo del proprio coraggio. Due banditi riescono comunque ad allontanarsi dalla casa con il bottino: saranno loro a braccare la donna per l&#8217;isola per recuperare la testa del loro capo, mentre lei tenta disperatamente di far in modo che venga fatta giustizia.<\/p>\n<p>Una giustizia che, come nella migliore tradizione cinematografica delle storie di vendetta \u00e8 fin troppo timida quando garantita dalle forze di polizia, mentre \u00e8 efficace e catartica se conquistata con le proprie mani. La denuncia ufficiale di Marlina \u00e8 rallentata dalla burocrazia e resa difficile dall&#8217;atteggiamento degli agenti uomini, che sembrano pi\u00f9 interessati&nbsp;a sapere il numero esatto di assalitori piuttosto che mostrare solidariet\u00e0 alla vittima, la quale tra l&#8217;altro non pu\u00f2 dimostrare la violenza prima di essere visitata da un medico. La sua parola non conta nulla.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che la storia individuale di Marlina, se si considera l&#8217;attuale condizione sociale della donna nello Stato&nbsp;indonesiano, assume le forme di un importante grido di denuncia dall&#8217;ampio respiro. La regista trentasettenne Mouly Surya imposta dunque un film tutto incentrato sulla forza della sua protagonista, una figura forte e ostinata \u00abispirata dall&#8217;immagine delle donne che ho incontrato sull&#8217;isola di Sumba\u00bb ha raccontato la regista e che riassume in s\u00e9 caratteri tradizionalmente virili. Da un punto di vista cinematografico, ecco allora giustificata l&#8217;attribuzione dell&#8217;etichetta di western per questo Marlina, omicida in quattro atti: virilit\u00e0, sangue freddo e storie di vendetta sono elementi topici di questo genere, riformulati in questa pellicola al fine di far emergere un personaggio femminile forte, protagonista di una quotidiana&nbsp;sfida contro quella discriminazione tra sessi che \u00e8 ancora molto sentita nel paese della regista.<br \/>\nI suggestivi paesaggi dell&#8217;isola di Sumba fanno da scenario ad un racconto di sangue e violenza che dichiara attraverso le immagini i propri modelli cinematografici: Marlina procede a cavallo lungo strade deserte come gli anti-eroi solitari di Leone e Eastwood, mentre la testa mozzata non pu\u00f2 non rievocare quella di Alfredo Garcia presente nel film di un altro grande regista di western, Sam Peckinpah.<br \/>\nSe i riferimenti cinematografici si lasciano apprezzare per il modo in cui vengono trasposti,&nbsp; il film manca forse del giusto ritmo, caratteristica che sembra in effetti non desumere dalla tradizione alla quale fa riferimento. La suddivisione in quattro atti (La rapina, Il viaggio, La confessione, Il parto) introduce una scansione narrativa tipica del racconto pulp, tra romanzo e fumetto, che qui perde di efficacia perch\u00e9 non supportato da un intreccio sufficientemente accattivante.<\/p>\n<p>Manca l&#8217;azione e la tensione non si alza&nbsp;mai quanto basta per trascinare davvero lo spettatore dentro la storia, condividendo la passione della protagonista. Forse allora la storia di rivalsa di questa povera ma determinata vedova indonesiana sente troppo il peso di un&#8217;etichetta di genere cos\u00ec legata a ritmi e personaggi diversi. Si sente la mancanza di un personaggio davvero carismatico, capace di rivestire con ancora pi\u00f9 prepotenza i panni della vendicatrice e in questo senso la storia del cinema ha gi\u00e0 offerto una serie di ottimi esempi, specialmente legati al cinema orientale. Al di fuori di un discorso di genere, la storia di Marlina diretta da Mouly Surya richiama comunque l&#8217;attenzione su di s\u00e9 come atto di denuncia e come interessante tentativo registico, in cui raccontare quello che potrebbe essere un comune fatto di cronaca secondo uno stile che, lontano da sensibilit\u00e0 documentaristica, si ispira con intelligenza alle derive pi\u00f9 violente del cinema contemporaneo, senza tuttavia coglierne a fondo quel potenziale catartico che dovrebbe caratterizzarlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esce nelle sale italiane gioved\u00ec 18 gennaio 2018 il film Marlina, omicida in quattro atti, della regista indonesiana Mouly Surya. Lungometraggio di finzione, selezionato nella Quinzaine des R\u00e9alisateurs a Cannes 2017, appena premiato con il Mercurius Prize a Noir in Festival e distribuito in Italia da Lab 80 film \u00e8 il racconto del viaggio di vendetta e redenzione di una vedova che vive sull&#8217;isola di Sumba che \u00e8 stata violentata e depredata da un gruppo di uomini.<\/p>\n","protected":false},"author":68,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,185,10],"tags":[],"class_list":["post-37222","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-covercinema","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37222","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/68"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37222"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37222\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37231,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37222\/revisions\/37231"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37222"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37222"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37222"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}