{"id":37232,"date":"2018-01-05T21:45:53","date_gmt":"2018-01-05T19:45:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=37232"},"modified":"2025-11-25T14:18:49","modified_gmt":"2025-11-25T13:18:49","slug":"chiamami-col-tuo-nome-di-luca-guadagnino-la-recensione-in-anteprima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/chiamami-col-tuo-nome-di-luca-guadagnino-la-recensione-in-anteprima.html","title":{"rendered":"Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino: la recensione in anteprima"},"content":{"rendered":"<p>Ne &#8220;<a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/coverstory\/sufjan-stevens-carrie-lowell-il-vuoto-di-dio-e-dio-medesimo.html\">Il vuoto di Dio \u00e8 Dio medesimo<\/a>&#8221; parlavamo della consapevole desertificazione artistica ed estetica di <strong>Sufjan Stevens<\/strong>, con lo sguardo rivolto verso l&#8217;abisso e uno specchio che riflette la propria morte senza alcuna scorciatoia simbolica. Vuoto di ricordi condivisi,&nbsp; vuoto di storia, vuoto di momenti vissuti nella ricostruzione disperata del volto della madre. Questo stesso spossessamento dall&#8217;immagine emerge con incredibile forza dal minimalismo di &#8220;<strong>Visions Of Gideon<\/strong>&#8220;, uno dei tre brani originali scritti dal musicista americano per il film di <strong>Luca Guadagnino<\/strong> e collocato sul piano sequenza conclusivo. Il volto di <strong>Timoth\u00e9e Chalamet<\/strong> contratto dal dolore cerca di attraversare lo schermo mentre le liriche di Stevens giocano con le parole <em>Video<\/em> e <em>Gideon<\/em>, indicandoci il crinale tra immagine e memoria, amore e idolatria, in un avvitamento tra digitalizzazione dei ricordi e il complesso riferimento alla figura di Gedeone, esca per altri significati rispetto a quelli direttamente biblici <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/recensore\/videoclip\/sufjan-stevens-the-greatest-gift-il-video-in-cut-out-animation.html\">di cui il cantautore di Detroit<\/a> si serve spesso, con intenti polisemici.&nbsp;<\/p>\n<p>Eppure, questa sovrapposizione tra verit\u00e0 e falsificazione, dove ci si chiede se il ricordo sia stato davvero vissuto o semplicemente registrato come traccia su un supporto artificiale, toglie il fiato grazie a quella commistione inscindibile tra &#8220;elettronica&#8221; e elementi acustici gi\u00e0 tecnologizzati presente in tutta l&#8217;ultima produzione di Stevens,&nbsp;sorprendendoci al centro di quest&#8217;ansia d&#8217;amore, mentre cerchiamo una connessione con lo sguardo di Chalamet, la cui persistenza \u00e8 un artificio esplicito che non scolpisce il tempo n\u00e9 comunica alcun sentimento se non quello opaco di un&#8217;immagine senza alcuna tridimensionalit\u00e0, superficie impenetrabile che non riflette e non ci risponde, rivelatasi&nbsp; ex-abrupto.<\/p>\n<p>&#8220;Insulare&#8221; come <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/covercinema\/a-bigger-splash-di-luca-guadagnino-la-recensione.html\">A Bigger Splash<\/a>, <strong>Chiamami col tuo nome<\/strong> cerca di cogliere lo scarto tra desiderio e appagamento nel peregrinare a vuoto dei suoi protagonisti, lungo i percorsi palustri di Moscazzano, allusi da un&#8217;atmosfera sospesa e mai veramente mostrati, attraverso una morfologia del movimento che nelle intenzioni vorrebbe essere bertolucciana, in quella ricerca di un orizzonte che si scopre improvvisamente sottratto alla vista. Perdersi e perdere il filo della narrazione nel movimento incerto dell&#8217;esperienza, recuperando la formazione documentaristica che emergeva nel film precedente con una serie di segmenti molto simili, dove la manualit\u00e0 rituale del lavoro sembra penetrare e spezzare il flusso del racconto.&nbsp;<\/p>\n<p>Non vogliamo parlare di sentimenti n\u00e9 di leggerezza, perch\u00e9 nonostante la luce di&nbsp;<strong>Sayombhu Mukdeeprom<\/strong>, la coproduzione e la scrittura di James Ivory sembra recuperare i riflessi delle produzioni condivise con&nbsp;<strong>Ismail Merchant<\/strong>, dove la qualit\u00e0 fenomenica veniva sostituita dalla pesantezza di una pittura immaginale e artefatta del sentimento nostalgico.<br \/>\nE mentre &#8220;Chiamami col tuo nome&#8221; svuota un&#8217;immagine dietro l&#8217;altra, alla ricerca di una flagranza gi\u00e0 compromessa dall&#8217;eccessivo carico culturale e semantico, proprio nel 1983 <strong>Jean Becker<\/strong> realizzava&nbsp;L&#8217;\u00e9t\u00e9 meurtrier, film stratificatissimo che sotto la luce di un&#8217;estate nascondeva il ritratto impietoso della provincia e di un intero decennio; un&#8217;immagine dentro l&#8217;altra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esce il 25 gennaio il nuovo film di Luca Guadagnino. Film svuotato pi\u00f9 che sul vuoto. La recensione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,185,10,220],"tags":[],"class_list":["post-37232","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-covercinema","category-recensioni","category-top-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37232","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37232"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37232\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37244,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37232\/revisions\/37244"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}