{"id":39831,"date":"2018-10-11T11:26:27","date_gmt":"2018-10-11T09:26:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=39831"},"modified":"2023-01-21T17:35:42","modified_gmt":"2023-01-21T15:35:42","slug":"girl-di-lukas-dhont-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/girl-di-lukas-dhont-la-recensione.html","title":{"rendered":"Girl di Lukas Dhont: la recensione"},"content":{"rendered":"<p>Quando ti trovi davanti a una delle ballerine di Degas hai l\u2019immediata sensazione che quell\u2019immagine sia l\u2019incarnazione o il faticoso conseguimento della perfezione sempre desiderata. La danza \u00e8 simbolo di equilibrio, di femminilit\u00e0, ma allo stesso tempo ha in s\u00e9 un elemento di destabilizzazione, uno sciagurato alone di insicurezza e di angoscia.<br \/>\n<strong>Girl<\/strong>, opera d\u2019esordio del regista belga <strong>Lukas Dhont<\/strong>, procede su due piani narrativi paralleli, il primo riguarda la giovane Lara, quindicenne, ammessa alla Royal Ballet School di Anversa, alla ricerca della realizzazione e all\u2019adempimento del suo sogno di adolescente. Il secondo \u00e8 uno scorcio di quotidianit\u00e0, medici e psicologi che preparano questa giovane a poter diventare ci\u00f2 che vuole davvero, una ragazza, un intervento chirurgico che le permetta la transizione fisica. Lara \u00e8 una transgender, una figura angelica e magnetica che non riconosce il suo organo maschile. Queste due narrazioni si incrociano, si sovrappongono, mondi che entrano in contatto e si sbriciolano, quando Lara prova a sentirsi a suo agio nella propria pelle.<\/p>\n<p>L\u2019umiliazione che prova a essere incastrata in quel corpo e la crudelt\u00e0 di essere travisata per quello che cerca di essere. Il dramma \u00e8 nella sua testa, \u00e8 nell\u2019immagine che vede riflessa nello specchio.<\/p>\n<p>Le ragazze non hanno problemi a condividere lo spogliatoio, le docce, ma ci\u00f2 non impedisce a Lara di nascondersi in un angolo. I suoi insegnanti non riconoscono mai in lei una trans, anche la muscolatura diversa che influenza spesso i suoi movimenti diventa motivo per farla impegnare pi\u00f9 a fondo. Ma Lara sente un disagio continuo e profondo, prima di ogni lezione in un rituale masochistico e disperato, nasconde il suo pene sotto delle bende elastiche che la portano ad avere un\u2019infezione. Non ci sono fonti o pressioni che le arrivano dall\u2019esterno. Il padre Mathias, interpretato da <strong>Arieh Worthalter<\/strong>, \u00e8 amorevole e solidale, una figura che ricorda il personaggio di Michael Stuhlbarg in <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/covercinema\/chiamami-col-tuo-nome-di-luca-guadagnino-la-recensione-in-anteprima.html\">Call Me by Your Name<\/a>.<\/p>\n<p>Questa adolescente introversa \u00e8 sola con i suoi demoni, lotta per un auto-accettazione.<br \/>\nUn senso di tranquilla disperazione si insinua dall\u2019inizio, in quei sorrisi accennati che l&#8217;attore <strong>Victor Polster<\/strong> fa davanti a una cinepresa che non lo abbandona mai, attratta morbosamente da ogni dettaglio, scava in ogni solco di quel corpo giovane, indugiando sul collo e il torace che Lara guarda riflesso per scorgere qualche mutamento, un accenno di seno che non arriva.<\/p>\n<p>\u00c8 un film silenzioso, il regista si affida al linguaggio del corpo, agli sguardi e alle immagini piuttosto che al dialogo con la durezza naturalistica che appartiene ai fratelli Dardenne. I piedi che sanguinano come quelli di ogni ballerina diventano la metafora del modo con cui Lara compromette il suo stato di salute, abusando degli ormoni e smettendo di mangiare. Gli spettatori come occhi indiscreti attendono, sentono crescere l\u2019imbarazzo, il malessere, il fastidio di Lara che culminano in un finale incredibilmente violento.<br \/>\nGirl ha una forma ellittica, elude il passato, l\u2019infanzia, il riconoscimento di un desiderio, l\u2019approdo alla certezza, delimita il tempo, racconta una storia in divenire e gli audaci passi necessari ad arrivare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mondi che entrano in contatto, sbriciolandosi nella lotta tra identit\u00e0 e corpo. Il durissimo esordio di Lukas Dhont. Girl, nelle sale italiane distribuito da Teodora Film. La recensione.<\/p>\n","protected":false},"author":74,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,231,10,220],"tags":[],"class_list":["post-39831","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-lgbt","category-recensioni","category-top-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39831","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/74"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39831"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39831\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41182,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39831\/revisions\/41182"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39831"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39831"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39831"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}