{"id":40884,"date":"2019-03-17T14:09:50","date_gmt":"2019-03-17T12:09:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=40884"},"modified":"2023-01-21T17:34:46","modified_gmt":"2023-01-21T15:34:46","slug":"sofia-di-maryem-benmbarek-aloisi-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/sofia-di-maryem-benmbarek-aloisi-la-recensione.html","title":{"rendered":"Sofia di Maryem Benm\u2019Barek-Aloisi: la recensione"},"content":{"rendered":"<p>Sofia dispone fin dai primi minuti i corpi dei suoi personaggi in un organigramma visivo che si apre alla lettura e che riassume (come meglio sa fare chi possiede controllo cinematografico) in immagini perfettamente decodificabili la vasta complessit\u00e0 della situazione sociale marocchina. Il film dell\u2019esordiente Maryem Benm\u2019Barek-Aloisi \u00e8 sconvolgente per chiarezza di esposizione, lettura della sottigliezza del fatto politico e per la sensibilit\u00e0 in grado di cogliere un attimo preciso e di dilatarlo nella forma di un racconto. Operazione tutt\u2019altro che semplice, perch\u00e9 legata alla descrizione ambientale di una realt\u00e0 sociale e all\u2019immersione lucida in una trama di psicologie. A essere messo in scena \u00e8 in questo specifico caso il momento determinante in cui il contesto socioculturale si piega su un\u2019individualit\u00e0, determinandone vita e identit\u00e0: Sofia \u00e8 una ragazza di Casablanca che rimane incinta e rischia la prigione per avere fatto sesso fuori dal matrimonio. La sua vita, dopo le decisioni prese per lei dalla famiglia, cambier\u00e0 per sempre.<\/p>\n<p>L\u2019impatto emotivo del dramma \u00e8 comunicato con la tensione propria di un thriller, grazie alla quale l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019esperienza non sbiadisce a causa del filtro della rappresentazione ma rimane disarmante: la contrazione psicologica provata dalla ragazza protagonista &#8211; costretta a vivere un evento in cui i contorni della societ\u00e0 si assottigliano sulla sua pelle e in cui le contraddizioni dello stato passano sul suo corpo \u2013 trapassa il contratto tra spettatore e finzione e si impone allo sguardo come scheggia di un reale vicino, ignorato e non pi\u00f9 trascurabile, che agita e rimane oltre lo schermo. Si partecipa cos\u00ec anche dopo la visione della violenza di un dove politico in cui gli individui non sono liberi, in cui privato \u00e8 sinonimo di pubblico, in cui la legge \u00e8 presente negli interstizi delle mura domestiche e nelle sghembe smorfie della carne. Si intuisce cos\u00ec la geometria quotidiana di un\u2019intimit\u00e0 che \u00e8 tridimensionale punto cieco in cui gli individui non trovano nemmeno la tregua, il riparo a una politica versata nel controllo delle azioni dei singoli.<\/p>\n<p>Per comunicare con misura concreta l\u2019ineffabilit\u00e0 della situazione emotiva lo sguardo del regista ragiona sulle stanze, sugli abitacoli, sulle vie e sugli interni in cui si muovono e in cui sono costretti a muoversi i personaggi, stringendo e allargando prospettive, e scegliendo in parallelo la giusta dimensione per ogni tema dello spettro contenutistico. Il film fa infatti passare la storia della sua protagonista attraverso la costruzione di pi\u00f9 luoghi e intercetta in differenti momenti ma con la medesima urgenza il problema della condizione della donna, le tensioni di classe, le fratture provocate dagli interessi economici e le ferite ottenute dalla violenza: sempre trovando, nella registrazione simulata dell\u2019attivit\u00e0 della persona nel contesto, un significato che evade dai circuiti patetici e assume un peso sociale. Il finale \u00e8 conferma e elevazione alla potenza di tutto questo discorso di ambienti e risposte emotive, perch\u00e9 \u00e8 chiusura che elimina il futuro dal campo e fotografa senza accento tragico lo sguardo stanco con cui crollano i mondi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il film dell\u2019esordiente Maryem Benm\u2019Barek-Aloisi \u00e8 sconvolgente. 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