{"id":41789,"date":"2019-08-12T17:44:24","date_gmt":"2019-08-12T15:44:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=41789"},"modified":"2023-01-21T17:31:46","modified_gmt":"2023-01-21T15:31:46","slug":"langle-mort-di-patrick-mario-bernard-pierre-trividic-sul-visibile-e-la-cecita-la-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/langle-mort-di-patrick-mario-bernard-pierre-trividic-sul-visibile-e-la-cecita-la-recensione.html","title":{"rendered":"L&#8217;Angle mort di Patrick Mario Bernard, Pierre Trividic: sul visibile e la cecit\u00e0, la recensione"},"content":{"rendered":"<p>Il piccolo Dominick piange, mentre tutta la famiglia di origini africane \u00e8 occupata nelle faccende quotidiane. La febbre altissima spinge la madre ad allontanarsi per cercare un rimedio, ma al suo ritorno la culla \u00e8 vuota.<\/p>\n<p>Il prologo de &#8220;<strong>L&#8217;Angle Mort<\/strong>&#8221; serve a <strong>Patrick Mario Bernard<\/strong> e <strong>Pierre Trividic<\/strong> per comunicare il trauma dell&#8217;invisibilit\u00e0 evitando la retorica delle facolt\u00e0 superumane. Tutto ci\u00f2 che precede i momenti in cui Dominick scompare alla vista dei comuni mortali \u00e8 caratterizzato da affanno, iperventilazione, ansia estrema. Un attacco di panico che lega la percezione del mondo al desiderio di occupare un punto cieco nella realt\u00e0 sociale condivisa.<\/p>\n<p>Attivi entrambi come sceneggiatori per&nbsp; Guillaume Nicloux, Anne Fontaine, Pascale Ferran e gi\u00e0 co-registi de &#8220;L&#8217;Autre&#8221;, che nel 2008 aveva fatto vincere la Coppa Volpi a Dominique Blanc, la coppia di autori francesi continua ad indagare l&#8217;inafferrabilit\u00e0 della dimensione psichica come sintomo di quell&#8217;alterit\u00e0 che si verifica nello spazio della corporeit\u00e0. Il corpo trattiene le caratteristiche del visibile e dell&#8217;invisibile, rapportandosi alla propria percezione del mondo e allo stesso tempo sottraendosi. Ed \u00e8 cos\u00ec per Dominick ( <strong>Jean-Christophe Folly<\/strong>) , la cui vita affettiva a trent&#8217;anni dalla sua nascita sembra regolata da quella precariet\u00e0 che solo l&#8217;esperienza del margine pu\u00f2 giustificare, un punto cieco dove lo sguardo dell&#8217;esclusione pu\u00f2 indifferentemente aver origine dall&#8217;altrui percezione o dall&#8217;inclusione di un pregiudizio palindromo e gi\u00e0 visto, nella propria esperienza del mondo.&nbsp;<\/p>\n<p>Una duplicit\u00e0 che sembra confermata dall&#8217;incontro con&nbsp; Richard (<strong>Sami Ameziane<\/strong>), amico d&#8217;infanzia e complice dello stesso disagio: la facolt\u00e0 di diventare invisibile. Nell&#8217;incessante ricerca di fenomeni simili, l&#8217;amico crede di aver individuato la presenza concreta di persone dotate di straordinari poteri, in grado di offrire un senso all&#8217;inspiegabile. Scorrono sul suo monitor le immagini di misteriosi suicidi alle stazioni della metropolitana, dove il gesto irrazionale del gettarsi nel vuoto viene indirizzato ad una forza fisica intangibile che lo provoca, cos\u00ec come l&#8217;abilit\u00e0 di un prestidigitatore che ha trovato la possibilit\u00e0 di guadagnarsi da vivere, sfruttando i propri poteri per creare un&#8217;illusione &#8220;vera&#8221;.<br \/>\nIl luogo dello spazio che si materializza tra la pupilla spalancata e la palpebra che si chiude repentinamente, \u00e8 l&#8217;angolo morto dove visibilit\u00e0 ed esclusione della stessa coincidono e si biforcano, aprendosi al molteplice.&nbsp;<\/p>\n<p>Il rapporto che si instaura tra Dominick e la bella insegnante di musica interpretata dall&#8217;attrice iraniana <strong>Golshifteh Farahani<\/strong> rovescia i pregiudizi percettivi che legano l&#8217;uomo a Viveka ( <strong>Isabelle Carr\u00e9<\/strong>), la donna con cui intrattiene una relazione quasi regolare, secondo un principio legato al &#8220;<em>senso di colpa post-coloniale<\/em>&#8220;, come le verr\u00e0 fatto notare brutalmente da alcuni amici. Elham, non vedente, sprigiona quell&#8217;erotismo aptico e sensoriale che l&#8217;uomo non riesce altrimenti a vivere e allo stesso tempo riduce l&#8217;ansia legata al passaggio dalla visibilit\u00e0 all&#8217;invisibilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n<p>Al contrario degli eroi descritti dalla letteratura e dal cinema di fantascienza, Dominick non si camuffa con i vestiti per passare &#8220;visibilmente&#8221; inosservato, ma si sbarazza di ogni maschera, vagando completamente nudo per la suburbia parigina e ferendosi i piedi nel contatto con la strada. Un martirio che lo connette fortemente all&#8217;esperienza mondana, proprio quando si stacca irrimediabilmente da essa.&nbsp;<\/p>\n<p>Tutti gli elementi pi\u00f9 espliciti che regolano il confronto tra visibile e invisibile, sfruttando una materia teorica pi\u00f9 evidente, come nel caso della relazione con Elham, non sprofondano nelle sabbie mobili del simbolismo, percorrendo una strada empirica e possibile.&nbsp;<br \/>\nDifficile stabilire chi tra i due sia capace realmente di vedere al di l\u00e0 delle proprie facolt\u00e0, perch\u00e9 alla forzatura di Dominick, che crede di scorgere nello sguardo di Elham dalla finestra un indirizzamento soggettivo con la capacit\u00e0 di individuare la sua aura, corrisponde la paura atavica della donna rispetto all&#8217;agnizione di quel punto cieco che diventa per lei visione improvvisa e violenta.<\/p>\n<p>In questa sovversione, si verifica uno sdoppiamento tra la percezione e il nome affidato da questo alla &#8220;cosa&#8221;, quasi che visibile e invisibile cambiassero di posizione, occupando entrambi uno spazio contrastante e indicibile.&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre Elham guarda con il tatto, lo sguardo vacilla di fronte ad un corpo che si ritrae dal visibile, ma che in virt\u00f9 del proprio negarsi, si identifica con un occhio ossessivamente spalancato sul mondo. Sfugge allora a qualsiasi definizione quell&#8217;angolo morto che coinvolge l&#8217;oggetto prima d&#8217;esser visto, perch\u00e9 nascosto da un ostacolo o perch\u00e9 semplicemente risiede in una posizione ancora potenziale. Entrambi, spaventati dalle proprie facolt\u00e0, scambiano tatto e vista con una relazione asimmetrica tra vicinanza e distanza, trovandosi e perdendosi, amandosi e tradendo l&#8217;uno la fiducia dell&#8217;altra.<\/p>\n<p>Immerso in una luce livida e notturna dal talentuoso <strong>Jonathan Ricquebourg<\/strong>, &#8220;L&#8217;Angle Mort&#8221; \u00e8 anche un film sul modo di osservare e vivere le grandi citt\u00e0 globali, tra marginalit\u00e0 dell&#8217;esperienza privata e perdita della coscienza collettiva, dove all&#8217;interno del contenitore degli stati-nazione, siamo tutti membri destinati ad un&#8217;invisibilit\u00e0 senza uscita.&nbsp;<br \/>\nL&#8217;unico modo per tornare ad appropriarsi del proprio sguardo, come accade a Viveka al di l\u00e0 della vetrina dell&#8217;asian shop dove Dominick ha trovato un nuovo lavoro, \u00e8 riconoscere la propria vulnerabilit\u00e0 in quella degli altri.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nello sconcertante film della coppia di autori francesi, a 11 anni di distanza da &#8220;L&#8217;Autre&#8221; che consent\u00ec a Dominque Blanc di conquistare la Coppa Volpi, Dominick pu\u00f2 diventare invisibile e individuare un punto cieco della visione, quello che nella citt\u00e0 globale ci annulla, destinandoci ad un oblio senza uscita.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,10,220],"tags":[26389,26392,26390,26391],"class_list":["post-41789","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-recensioni","category-top-news","tag-cinema-francese","tag-golshifteh-farahani","tag-patrick-mario-bernard","tag-pierre-trividic"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41789","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=41789"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41789\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41827,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/41789\/revisions\/41827"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=41789"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=41789"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=41789"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}