{"id":440,"date":"2008-02-23T19:36:42","date_gmt":"2008-02-23T17:36:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/away-from-her-lontano-da-lei-di-sarah-polley\/"},"modified":"2020-08-21T17:20:59","modified_gmt":"2020-08-21T15:20:59","slug":"away-from-her-lontano-da-lei-di-sarah-polley","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/away-from-her-lontano-da-lei-di-sarah-polley.html","title":{"rendered":"Away from her &#8211; lontano da lei: di Sarah Polley"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sarah Polley<\/strong> ha realizzato <em>Away from her<\/em> tra i 27 e i 28 anni, vivendo attraverso una realt\u00e0 che potremmo considerare distante dalla sua comprensione solo in base a quel pregiudizio che colloca il tempo in una prospettiva lineare. Vivendo attraverso, invece di attraversare, svela un accecante percorso fatto di avvitamenti a partire dall\u2019idea di oblio. Il passato e il presente, leggeri e volatili come piume, perdono il loro limite reciproco in quella cancellazione degenerativa che mangia i contorni della memoria quando una persona \u00e8 affetta dal morbo di Alzheimer. Eppure Sarah Polley, nel guidare l\u2019energia e la bellezza senza tempo di Julie Christie dentro la perdita di se stessa, segue un movimento oscillatorio che drammaticamente rifiuta la degenerazione come escatologia progressiva; dimenticare \u00e8 anche ricordare, cancellare \u00e8 anche ricreare. Il <a href=\"http:\/\/www.internetbookshop.it\/code\/9788806174682\/munro-alice\/nemico-amico-amante.html\">breve racconto<\/a> di <strong>Alice Munro<\/strong> da cui \u00e8 tratto <em>Away from Her<\/em> muta in una complessa idea sulla percezione del tempo evitando di servirsi delle sconnessioni pi\u00f9 superficiali e fisiche del dispositivo diegetico; gli oggetti, i colori e i movimenti sono tracce di presenze sovrimpresse, minacciate dal bianco e dalla luce di <strong>Luc Montpellier<\/strong> che divora i margini dell\u2019immagine invertendo costantemente il confine gerarchico tra il frame e la sua cancellazione fuori dallo schermo. Sarah Polley immagina e percorre con numerosi travelling le porzioni di un set virtuale immerso nello studio saturo dei colori, dove gli oggetti e i corpi sono annichiliti in una dimensione spaziale da contorni allo stesso tempo netti e labili, quasi come se il cromatismo del mel\u00f2 Sirkiano fosse reinventato con un approccio sottrattivo a partire da quel senso di distanza iperrealista da cui era intimamente minato; cancro fecondo dell\u2019immagine che si avvicina sempre di pi\u00f9 alla sovresposizione con tutte le forme della dimenticanza osservate da un occhio al limite con l\u2019ipovisione. La produzione esecutiva di <strong>Atom Egoyan<\/strong> \u00e8 in un certo senso (im)palpabile, l\u2019architettura dei film del regista Armeno Canadese, dove il tempo collide e struscia letteralmente con i corpi e le cose, \u00e8 presente nell\u2019esordio di Sarah Polley con una forza molto pi\u00f9 intima e se si vuole, rigorosa. I layers sono incorporati, la stessa architettura di un tempo narrativo fatto di grinze non rischia di autosvelarsi come tale, ma \u00e8 rintracciabile nei movimenti interni e esterni all\u2019inquadratura, nel peso degli oggetti, in quegli <em>ordinary interiors<\/em> che ricordano il simulacro di stanza ricreato virtualmente nell\u2019agghiacciante finale di <em>Artificial Intelligence<\/em>. <em>Away from her<\/em> \u00e8 un film sulla memoria che non si serve della prepotenza del montaggio, preferendo appendersi e dondolarsi tra le tracce lasciate dalle immagini, in una costante reinvenzione della loro posizione e persistenza, \u00e8 lo splendido esordio dietro la macchina da presa di un&#8217;attrice che meriterebbe un&#8217;approfondita analisi fenomenologica!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vivendo attraverso, invece di attraversare, Away from Her svela un accecante percorso fatto di avvitamenti a partire dall\u2019idea di oblio. Finalmente nelle sale Italiane lo splendido esordio alla regia di Sarah Polley.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71757,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[187,185,14,10,8],"tags":[32326,32146,32328,32244,32240],"class_list":["post-440","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alcinema","category-covercinema","category-in-sala","category-recensioni","category-strana-illusione","tag-alice-munro","tag-alzheimer","tag-atom-egoyan","tag-away-from-her","tag-sarah-polley"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/440","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=440"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/440\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":44810,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/440\/revisions\/44810"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=440"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=440"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=440"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}