{"id":4440,"date":"2010-05-06T09:00:29","date_gmt":"2010-05-06T07:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=4440"},"modified":"2010-04-30T13:53:59","modified_gmt":"2010-04-30T11:53:59","slug":"notte-folle-a-manhattan-di-shawn-levy-usa-2010","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/notte-folle-a-manhattan-di-shawn-levy-usa-2010.html","title":{"rendered":"Notte Folle a Manhattan di Shawn Levy (Usa &#8211; 2010)"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4441 alignleft\" title=\"Notte_folle_a_Manhattan\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/Notte_folle_a_Manhattan-300x205.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"205\" \/>Ordinaria coppia del New Jersey logorata dalla routine familiare, si impone la classica botta di vita per ravvivare il matrimonio, andando a cenare in un locale alla moda di Manhattan, tra la pi\u00f9 scintillante ed esclusiva fauna di New York. Ruberanno la prenotazione al tavolo, scatenando una catena di equivoci, che gli scatener\u00e0 contro una masnada di delinquenti, che scateneranno guai e disavventure, le quali scateneranno infine il tanto atteso ritorno di fiamma. <em>Notte folle a Manhattan<\/em> \u00e8 una commedia ritmata quanto prevedibile, che si regge sostanzialmente sul pretesto di unire sul grande schermo Tina Fey e Steve Carell, attualmente protagonisti di due delle serie tv pi\u00f9 amate d\u2019America, rispettivamente <em>30 Rock<\/em> e <em>The Office<\/em>. Dopo <em>Notte Brava a Las Vegas<\/em> e <em>Una Notte al Museo<\/em>, Levy prosegue sul suo consueto modello di commedia: un evento straordinario e inaspettato (perlopi\u00f9 situato dopo il tramonto, come avrete forse intuito) sconvolge i pattern esistenziali dei protagonisti, dando loro l\u2019opportunit\u00e0 di appianare divergenze ed errori sepolti dalle consuetudini quotidiane. Il tutto \u00e8, proprio come consuetudine, infiocchettato da una carrellata di volti noti nei ruoli di contorno e da una buona dose di effetti speciali ben realizzati (non pi\u00f9 tirannosauri in CGI, ma un inseguimento automobilistico degno di un film d\u2019azione). In questo caso, tra i numerosi camei di fama giovanil-televisiva si scorgono divi di Hollywood in caduta libera come Ray Liotta e Mark Wahlberg, che forniscono alla causa poco pi\u00f9 di faccia, pettorali e recitazione minima sindacale. La coppia di interpreti principali \u00e8 per\u00f2 obiettivamente in possesso di una naturale verve comica in grado di risollevare le peggiori cadute di stile, ed in effetti i loro duetti e le gag ricorsive sulle idiosincrasie della loro vita famigliare sono ci\u00f2 che meglio funziona nell\u2019economia del film. Peccato che la struttura a numeri comici, pi\u00f9 simile all\u2019andamento di un variet\u00e0 del sabato sera che al fluire coerente di una trama, finisca per stiracchiare ed elevare di importanza proprio le trovate pi\u00f9 pretestuose e imbarazzanti, come quella della lap-dance nel finale. Perlomeno si tratta di un cinema sincero fin dal titolo: giro di giostra di una sera, risate a cervello spento per staccare dal tran-tran. Oltreoceano (non sempre ma spesso) prodotti di questo tipo possono contare su produzioni solide e valide professionalit\u00e0 che tra un product placement e l\u2019altro fanno baluginare un briciolo di rispetto per lo spettatore. Forse non \u00e8 un caso che nelle nostre sale il film venga martoriato da un doppiaggio che si intestardisce a far passare per slang giovanile obbrobri come \u201cdoppio-rinco\u201d e \u201cmega-sbaglio\u201d. Sintomo di una diversa vicinanza al sentire del pubblico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-4442 alignleft\" title=\"manhattan\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/manhattan.jpg\" alt=\"\" width=\"60\" height=\"60\" \/>Esce domani nelle sale Notte folle a Manhattan di Shwan Levy, Alfonso Mastrantonio l&#8217;ha visto per noi in anteprima, la recensione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[19,13,10],"tags":[],"class_list":["post-4440","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-news","category-nuove-illusioni","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4440","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4440"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4440\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4440"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4440"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4440"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}