{"id":4547,"date":"2010-05-06T15:43:56","date_gmt":"2010-05-06T13:43:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=4547"},"modified":"2019-01-18T21:43:09","modified_gmt":"2019-01-18T19:43:09","slug":"due-vite-per-caso-la-colonna-sonora-intervista-a-louis-siciliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/due-vite-per-caso-la-colonna-sonora-intervista-a-louis-siciliano.html","title":{"rendered":"Due vite per caso, la colonna sonora, intervista a Louis Siciliano"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-4549 alignleft\" title=\"Louis nel suo studio\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/Louis-nel-suo-studio.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"360\">Compositore, polistrumentista, direttore d&#8217;orchesta, produttore musicale, ingegnere del suono, autore di colonne sonere. Queste definizioni in realt\u00e0 non bastano a presentare Louis Siciliano, figura eclettica e vulcanica che si addentra nei pi\u00f9 disparati linguaggi musicali con un\u2019agilit\u00e0 che deriva dalla sua ricerca curiosa ed inesauribile su tutto quello che \u00e8 altro da s\u00e9 (\u00abQuando non lavoro, studio\u00bb).<\/p>\n<p>Negli ultimi anni ha composto musiche per tantissimi film, ognuna assai diversa dall\u2019altra \u2013 l\u2019ultima per <em>Happy Family<\/em> di Salvatores \u2013 ed \u00e8 stato vincitore del Nastro d&#8217;argento nel 2005 e candidato al David Di Donatello nel 2006.<\/p>\n<p>Lo abbiamo intervistato per <em>Due vite per caso<\/em>, opera prima del regista Alessandro Aronadio, distribuito dalla Lucky Red, gi\u00e0 in concorso alla sezione Panorama del Festival di Berlino 2010 e in uscita nelle sale italiane dal 7 maggio.<\/p>\n<p>Protagonista del film \u00e8 Matteo, un ragazzo 24enne che vive una stagione di scelte cruciali: il mondo cerca di fargli credere che tutto per lui sia possibile, mentre il destino, o la societ\u00e0, o il caso appunto, finiscono per decidere inesorabilmente al posto suo. Della colonna sonora originale \u00e8 uscito un doppio album, edito da Warner Chappell. Frutto di un anno di lavoro infaticabile e di un approccio teorico innovativo, la poliedricit\u00e0 dell\u2019album emerge a cominciare dall\u2019elenco degli strumenti musicali impiegati, alcuni dai nomi esotici, altri dagli echi arcaici o postmoderni, di cui il pi\u00f9 conosciuto \u00e8 il sitar, il pi\u00f9 banale \u00e8 il salterium, passando per l\u2019arpa celtica, il flicorno, l\u2019ewi, il theremin, il dobro\u2026<\/p>\n<p><strong>Cominciamo con una domanda classica\u2026Cosa ti ha spinto a comporre la colonna sonora di <\/strong><em><strong>Due vite per caso<\/strong><\/em><strong>?<\/strong><\/p>\n<p>Fin dalla sceneggiatura, l\u2019ho trovato un progetto di grande spessore cinematografico e narrativo, oltre che sociologico e politico.<\/p>\n<p><strong>Conoscevi il regista Alessandro Aronadio gi\u00e0 prima di lavorare alla sua opera prima?<\/strong><\/p>\n<p>Conoscevo Alessandro da tempo, prima dal punto di vista umano e poi professionale. Mi aveva molto colpito un suo cortometraggio che ha fatto il giro del mondo, <em>Glorybox<\/em>, a cui sono molto affezionato, pur non avendoci lavorato. Gi\u00e0 quel lavoro denunciava una ricerca formale rara in un\u2019epoca di grande banalit\u00e0, cosa che, con le dovute differenze, ritrovo in <em>Due vite per caso<\/em>. Rimango sempre affascinato dalla ricerca.<\/p>\n<p><strong><a  href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/copertina-album.jpg\" data-rel=\"lightbox-gallery-0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4550 alignleft\" title=\"copertina album\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/copertina-album-293x300.jpg\" alt=\"\" width=\"293\" height=\"300\"><\/a>Nelle note di regia che si possono leggere sul tuo album, Aronadio afferma: \u00abAvevo chiesto a Louis di dare voce al mio Matteo, un protagonista per lo pi\u00f9 taciturno. La sua musica avrebbe parlato dove Matteo fosse stato in silenzio, avrebbe gridato dove lui si fosse limitato a parlare\u00bb\u2026<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, \u00e8 un personaggio che parla poco, che osserva, si guarda intorno e cerca di guardare dentro s\u00e9 stesso. Matteo sintetizza un momento che tutti noi prima o poi abbiamo passato, che \u00e8 quello della riflessione. La sua riflessione si scontra poi con le barriere che il sistema gli oppone: culturali, di casta, di pregiudizio, delle quali ogni giorno abbiamo prova in modo pi\u00f9 o meno grave.<\/p>\n<p>\u00c8 uno stadio che appartiene a tutti i giovani del mondo. Non \u00e8 un caso che Alessandro mi raccontava che a Buenos Aires (dove <em>Due vite per caso<\/em> \u00e8 stato in concorso al Festival BAFICI, <em>n.d.a.<\/em>) i ragazzi argentini hanno detto che il film sembrava girato l\u00ec\u2026<\/p>\n<p>Per tornare al mondo sonoro di Matteo, il metodo del musicista non \u00e8 razionale, ragiona d\u2019intuito, con l\u2019emisfero destro del cervello, quello emozionale. Ho quindi cercato di intuire il suo stato d\u2019animo, che poi \u00e8 anche il mio, partendo dal presupposto che non \u00e8 un film solo su Matteo, ma su una generazione. Egli \u00e8 un punto di una costellazione, un paradigma.<\/p>\n<p><strong>Insomma, \u00e8 facile poter riconoscere la tua totale adesione ai contenuti del film. Sembra quasi che <\/strong><em><strong>Due vite per caso<\/strong><\/em><strong> ti abbia offerto l\u2019opportunit\u00e0 di dare libero sfogo ai tuoi pensieri, ai tuoi valori\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 vero. Alessandro ha creato un progetto in cui tutti noi tecnici, che abbiamo lavorato al film, ci siamo rispecchiati, ci siamo sentiti coinvolti e spinti a dare il massimo. E posso dire che questo umore, l\u2019energia positiva, l\u2019armonia, si respiravano in tutti i reparti durante la lavorazione, dagli attori agli scenografi al direttore della fotografia. Sentirsi parte di un movimento, parte di una coscienza collettiva che non vuole tacere\u2026 questo \u00e8 stato il piccolo miracolo del film.<\/p>\n<p>In un momento in cui il denaro guida e controlla tutto, in cui la poca profondit\u00e0 ci circonda, creare una forza di pensiero \u00e8 stato importante. Certo un film non pu\u00f2 cambiare la societ\u00e0, ma pu\u00f2 creare spunti di riflessione, un\u2019occasione di analisi, per fare il punto sulla situazione. C\u2019\u00e8 gente stufa di essere trattata come dei mentecatti dalla tv. Senza voler essere drastici, la libert\u00e0 \u00e8 in serio pericolo e il film lo dice a caratteri cubitali, se lo si legge in un certo modo\u2026<\/p>\n<p><strong>Cosa ti aveva chiesto il regista dal punto di vista tecnico della soundtrack?<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo operato una ricerca su sonorit\u00e0 che rimandano pi\u00f9 al mondo del rumore che del suono. Quindi abbiamo cercato di fondere il rumore al sound design, facendolo diventare poesia, creando qualcosa, che stimolasse chi guarda il film ad un coinvolgimento psicologico adeguato. Poi, come in una certa cinematografia anglosassone, abbiamo fuso questa tecnica alla vera e propria musica, per creare emozionalit\u00e0 mentre l\u2019occhio di chi guarda \u00e8 agganciato alla ragione. Sound design e musica sono diventati un tutt\u2019uno.<\/p>\n<p>La musica poi \u00e8 stata usata anche in senso spaziale: con le tecniche di spazializzazione, attraverso i diffusori surround, gli spettatori saranno invasi dal suono a tutto tondo. Sembrano tecniche modernissime, ma in realt\u00e0 nelle cattedrali medievali, e ancor pi\u00f9 nel Rinascimento, si disponevano le masse strumentali davanti e dietro, proprio per circondare il pubblico\u2026<\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4551 alignleft\" title=\"Due-vite-per-caso-Movie-Poster\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/Due-vite-per-caso-Movie-Poster-209x300.jpg\" alt=\"\" width=\"209\" height=\"300\">\u00c8 la prima volta che riesci ad applicare tutto questo in una tua colonna sonora?<\/strong><\/p>\n<p>Ci ho sempre creduto, ma devi trovare un regista che abbia un linguaggio che te lo consente. Alessandro ne ha uno molto contemporaneo. Con lui ci siamo chiesti cosa significa far musica oggi. E ci siamo risposti che il nodo della questione \u00e8 la Sintesi. Chiunque oggi si interessi di comunicazione, non ne pu\u00f2 prescindere. In questa colonna sonora c\u2019\u00e8 il rock, l\u2019orchestra, il mondo notturno degli strumenti a fiato, l\u2019elettronica\u2026<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 qualcuno in particolare a cui ti ispiri?<\/strong><\/p>\n<p>Amo moltissimo l\u2019architettura (<em>su una sedia dello studio dove facciamo l\u2019intervista, c\u2019\u00e8 un libro sull\u2019architetto L. Kahn, che Louis si affretta a citare<\/em>). Qualcuno ha detto \u201ci buoni edifici lasciano meravigliose rovine\u201d e io proprio dalle rovine costruisco le mie impalcature. Dai Led Zeppelin, da Bowie, Miles Davis, Bach \u2013 e l\u2019elenco sarebbe lunghissimo \u2013 io affondo le mie radici, da cui poi, con umilt\u00e0, costruisco. Lo stesso accade quando Alessandro nel film cita Truffaut\u2026 non si ricorre a citazioni per essere i primi della classe, ma solo interiorizzando il passato si pu\u00f2 costruire il futuro.<\/p>\n<p><strong>Raccontaci un po\u2019 del tuo processo creativo, di come sono nati i brani per <\/strong><em><strong>Due vite per caso<\/strong><\/em><strong>\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Tutto \u00e8 partito dal microsuono, dall\u2019atomo sonoro. Ho mescolato come un chimico i suoni, i rumori, i singoli elementi. Durante la pre-produzione del film, ho preparato la mia tavolozza di colori\u2026 Verdi avrebbe detto che ho trovato la mia \u201ctinta sonora\u201d.<\/p>\n<p>Poi un semplice gesto musicale, un dito che rimbalza su un tasto, come una pallina che viene gettata a terra, ha fatto il resto. A questa unica nota ripetuta si sono aggiunti i particolari, i dettagli, come piccole cellule che si sommano. In questo senso la mia musica diventa quantistica. Tutto l\u2019album, sfrondato di tutto, si potrebbe ridurre a quella semplice nota.<\/p>\n<p>Successivamente, mentre assemblavo i microsuoni, i brani strumentali sono nati sulle immagini. Il racconto visivo del film mi ha molto stimolato: la serra (dove lavora il protagonista <em>n.d.a.<\/em>), i fiori, i silenzi di Matteo, i suoi sguardi persi, resi in modo formidabile dalla recitazione di Lorenzo Balducci.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 una scena del film a cui sei pi\u00f9 legato?<\/strong><\/p>\n<p>Adoro un passaggio tra varie scene: Matteo inizia a lavorare alla casa di campagna del padre, poi \u00e8 concentrato nel suo lavoro solitario della serra, mentre la sua inquietudine cresce fino al discorso che pronuncia Ivan sull\u2019importanza della rabbia. \u00c8 un climax musicale, che esplode con il sassofono acido che connota il personaggio di Ivan, ispirato al free jazz che negli anni Sessanta aveva forti connotazioni politiche di contestazione. L\u00ec il matrimonio tra la musica e le immagini \u00e8 perfetto.<\/p>\n<p><strong>Il tuo album \u00e8 ricco di special guests, musicisti e cantanti d\u2019eccezione\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Mi diverto a condividere il mio viaggio con amici, che danno vita a quello che nasce sulla carta apportando i loro personalissimi approcci. Pericle Odierna, grandissimo strumentista, ogni volta mi chiede \u201cChe follia mi farai fare \u2018sta volta?\u201d.<\/p>\n<p>Sono fortunato ed onorato di aver creato intorno a me una famiglia di musicisti, che collaborano con me da anni. Questo invitare altre persone a far suonare i propri pezzi deriva dall\u2019approccio del blues e del jazz. \u00c8 un sistema che permette un continuo dare e ricevere.<\/p>\n<p>Ne approfitto per ringraziare tutti coloro che hanno collaborato a questa colonna sonora, ognuno con la sua unicit\u00e0, tutti motivati allo stesso modo.<\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 durata la tua lavorazione a questa colonna sonora?<\/strong><\/p>\n<p>Se consideriamo da quando ho letto la primissima versione della sceneggiatura, dai primi confronti con il regista \u2026 sono passati circa quattro anni, durante i quali non ho smesso di pensarci! La stesura vera e propria della colonna sonora \u00e8 durata un anno. Ne sono venuti fuori 104 minuti di musica per una pellicola che ne dura 88 ed in cui, come \u00e8 naturale, la musica non pervade tutto il film! Ogni granello di energia che ho avuto l\u2019ho dedicato a questo progetto, ho dormito tre ore a notte, ma sono contento ed onorato di averlo fatto.<\/p>\n<p><strong>Il doppio album della colonna sonora racchiude un cd di soundtrack ed un cd di canzoni, che quasi mai compaiono nel film. Come mai questa scelta?<\/strong><\/p>\n<p>Le canzoni del secondo cd sono nate come extra, dagli \u201cscarti\u201d della soundtrack. Io detesto la forma canzone, come la si concepisce oggi: si urla al miracolo per cose che gi\u00e0 sono state fatte decine di anni fa da giganti della musica. Tuttavia riconosco che la gente ama questa forma\u2026e io amo la gente! Quindi ho deciso di comporne anch\u2019io, ma divertendomi a dissacrarne la forma stessa. Ho creato cos\u00ec canzoni antiradiofoniche, antimarketing, lunghe 6 minuti, senza ritornelli\u2026 <em>Love stays love<\/em> comincia ripetendo una melodia che canticchiava mio figlio di un anno! \u00c8 una forma di protesta contro la banalit\u00e0, di provocazione nei confronti di un\u2019industria musicale che non osa pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Beh, in realt\u00e0 l\u2019album \u00e8 pubblicato dalla Warner\u2026 etichetta di tutto rispetto! <\/strong><\/p>\n<p>Infatti riconosco che la Warner mi ha dato un grande appoggio, assecondando l\u2019uscita di un album cos\u00ec coraggioso. In particolare voglio ringraziare Giovanni Marolla, persona illuminata, che ha riconosciuto la qualit\u00e0 del progetto.<\/p>\n<p>Non credo che riuscir\u00f2 a realizzare un altro progetto simile, ma continuo ad avere fede nella qualit\u00e0, non mi piace la musica \u201cusa e getta\u201d, cos\u00ec come i film legati alla tendenza del momento. Non voglio essere immodesto, ma non \u00e8 un caso che il Festival di Berlino abbia selezionato <em>Due vite per caso<\/em>.<\/p>\n<p><strong>E a proposito di un\u2019esperienza importante come quella del Festival di Berlino, cosa puoi dirci?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 una vittoria che uno dei pi\u00f9 grandi festival di cinema mondiali abbia selezionato il film, cos\u00ec come \u00e8 stato una vittoria che in tutte e cinque le proiezioni abbiamo registrato il sold out, che il suo pubblico abbia dimostrato un\u2019accoglienza cos\u00ec calda, vivace e partecipata, che i critici internazionali abbiano apprezzato molto il film, che in Argentina i giovani vi si siano riconosciuti \u2026 Cosa chiedere di pi\u00f9?<\/p>\n<p><strong>E adesso, per concludere l\u2019intervista, hai spazio per libero sfogo\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Vorrei svegliarmi una mattina e apprendere che tutti hanno deciso di spegnere la televisione. Non se ne pu\u00f2 pi\u00f9 di progetti televisivi pessimi, poveri di idee, con scarse professionalit\u00e0, e dai costi elevatissimi che tolgono soldi al buon cinema, ai giovani registi, alle opere prime e seconde di qualit\u00e0.<\/p>\n<p>In Italia negli anni Sessanta si facevano 300 film all\u2019anno, ora solo una sessantina, ed il numero diminuir\u00e0 sempre pi\u00f9 con i continui tagli ai finanziamenti. Non si investe nella cultura, perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 comodo tenere il popolo addormentato.<\/p>\n<p>Spero che un film come <em>Due vite per caso<\/em> porti avanti la forza della cultura, quella viva, ad ampio raggio, mai presuntuosa, che stimoli il pensiero critico, che scateni la voglia di scardinare la gabbia, che sia una riposta a chi ci vuole tenere nel buio.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.duevitepercaso.it\/\">www.duevitepercaso.it<\/a><\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.luckyred.it\/duevitepercaso\/\">http:\/\/www.luckyred.it\/duevitepercaso\/<\/a><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.warnerchappell.it\/filmtv.jsp?currenttab=soundtrack#top\">http:\/\/www.warnerchappell.it\/filmtv.jsp?currenttab=soundtrack#top<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.myspace.com\/louissicilianofanclub\">http:\/\/www.myspace.com\/louissicilianofanclub<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-4548 alignleft\" title=\"Louis Siciliano\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/Louis-Siciliano-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"60\" height=\"60\" \/>Claudia Pecoraro Intervista Louis Siciliano, eclettico compositore, autore della colonna sonora di Due vite per caso, il film di Alessandro Aronadio in uscita domani, 7 maggio, nelle sale Italiane&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":24,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[427,19,13,10],"tags":[],"class_list":["post-4547","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-interviste","category-news","category-nuove-illusioni","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4547","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/24"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4547"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4547\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40561,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4547\/revisions\/40561"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4547"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4547"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4547"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}