{"id":4659,"date":"2010-05-24T23:41:59","date_gmt":"2010-05-24T21:41:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=4659"},"modified":"2010-05-24T23:42:31","modified_gmt":"2010-05-24T21:42:31","slug":"omaggio-alla-cineteca-svizzera-di-losanna-milano-26-30-maggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/nuove-illusioni\/omaggio-alla-cineteca-svizzera-di-losanna-milano-26-30-maggio.html","title":{"rendered":"Omaggio alla cineteca svizzera di Losanna, Milano 26-30 maggio"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-4661 alignleft\" title=\"film_san.gottardo\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/film_san.gottardo.jpg\" alt=\"\" width=\"281\" height=\"400\" \/>Dal 26 al      30 maggio 2010 presso SPAZIO OBERBAN, in V.le veneto 2 a Milano <strong><em>OMAGGIO ALLA      CINETECA SVIZZERA DI LOSANNA<\/em><\/strong>; Per celebrare e rilanciare la      collaborazione tra\u00a0<strong>Fondazione Cineteca      Italiana<\/strong> e la\u00a0<strong>Cineteca Svizzera <\/strong>di Losanna \u00e8 stata ideata una      ricca rassegna-omaggio che prevede non solo\u00a0<strong>lungometraggi<\/strong> ma anche\u00a0<strong>documentari<\/strong>,\u00a0<strong>corti<\/strong> e\u00a0<strong>medio metraggi <\/strong>tutti, fatta eccezione per\u00a0<em>Pane e cioccolata<\/em>,\u00a0<em>Brucio nel vento<\/em> e\u00a0<em>Fuori dalle corde<\/em>,\u00a0<strong>inediti in      Italia<\/strong>. In accordo con il neodirettore della      Cineteca Svizzera\u00a0<strong>Fr\u00e9d\u00e9ric      Maire<\/strong>, che incontrer\u00e0 il pubblico di Spazio Oberdan prima della      proiezione di\u00a0<em>Pane e      cioccolata<\/em> (mer. 26      maggio. h 21), si \u00e8 scelto di selezionare quei titoli il cui comune      denominatore fosse il tema della\u00a0<strong>frontiera<\/strong>,      dell\u2019<strong>immigrazione<\/strong> e      dell\u2019<strong>integrazione<\/strong> \u2013 non      sempre facile &#8211; tra cittadini italiani e svizzeri. Nel programma, sono senz\u2019altro da      segnalare\u00a0<strong><em>Il viaggio      della speranza <\/em><\/strong>(Sa. 29 mag. (h 21.30),\u00a0<strong>premio Oscar<\/strong> come miglior film straniero      1991,\u00a0<strong><em>Il      fabbricasvizzeri<\/em><\/strong> (Do.      30 mag. h 19), uno dei maggiori successi di sempre in territorio      elvetico,\u00a0<strong><em>Dove la terra      gela<\/em><\/strong> (Sa. 29 mag. h      17), premio del cinema svizzero 1998 per il miglior film di finzione e le      opere di maestri come\u00a0<strong>Villi      Hermann<\/strong> (<strong><em>San      Gottardo<\/em><\/strong>, Pardo d\u2019argento al Festival di Locarno) e\u00a0<strong>Alain Tanner<\/strong> (<strong><em>Gli uomini del      porto<\/em><\/strong>), e il lungometraggio muto\u00a0<strong><em>Borderline<\/em><\/strong> (Kenneth Macpherson, 1930),\u00a0<strong>rarissimo e prezioso<\/strong> esempio di\u00a0<strong>avanguardia      cinematografica<\/strong> che sar\u00e0      presentato in edizione restaurata. Ad arricchire la proposta, il programma      prevede anche una\u00a0<strong>breve      selezione<\/strong> (1945 \u2013 1970)      di\u00a0<strong>Cinergionali      svizzeri<\/strong>. Questo mezzo di informazione, nato in Svizzera nel 1923 con      gran successo di pubblico, interrotto nel 1930 per la forte concorrenza      delle \u201cattualit\u00e0\u201d internazionali sonore, ripreso nel 1939 e definitivamente      abbandonato nel 1975 con l\u2019affermarsi dei telegiornali, \u00e8 stato una vera e      propria scuola per molti registi e montatori elvetici, ma continua a essere      una fonte inesauribile di documenti ed informazioni sulla storia del      paese. La\u00a0<strong>Cineteca Svizzera<\/strong> nasce a Losanna nel 1948 (in realt\u00e0      era sorta gi\u00e0 nel 1943 a Basilea col nome \u201cArchives du Film\u201d) avendo alla      guida uno dei pionieri della cinefilia mondiale, il critico Freddy Buache,      collaboratore e amico di Henri Langlois. Sotto la sua direzione (dal 1951 al      1995) le collezioni si ampliano tanto da poter ormai far classificare la      Cineteca, a detta della Fiaf (la Federazione internazionale che riunisce gli      archivi filmici), come la 6. al mondo per importanza, con circa 70.000 film,      2.300.000 foto, 230.000 manifesti e innumerevoli libri, riviste,      sceneggiature, dossiers e fondi. Per maggiori informazioni:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cinematheque.ch\/\">www.cinematheque.ch<\/a><\/p>\n<p>&#8220;<em>La rassegna dedicata alla Cineteca di      Losanna assume un duplice significato<\/em>&#8220;, osserva il Vicepresidente e      Assessore alla Cultura della Provincia di Milano, Novo Umberto Maerna,      &#8220;<em>perch\u00e9 da un lato ci consente di proporre una serie di pellicole      contraddistinte dall&#8217;elevata qualit\u00e0 artistica, mentre dall&#8217;altro rinsalda      un legame di amicizia e condivisione culturale che da sempre      contraddistingue Milano, l&#8217;Italia e la Svizzera, nazione a noi affine per      una moltitudine di ragioni. E di un comune sentire fondato anche sulla      cultura cinematografica<\/em>&#8220;, conclude Maerna.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Calendario delle      proiezioni:<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>Me. 26 mag.      (h 19)<\/p>\n<p><strong>Siamo      italiani<\/strong><\/p>\n<p>R.:Alexander J. Sailer.\u00a0Sc.:Alexander J. Sailer, Rob Gnant, June Kovach.\u00a0Svizzera,      1964, b\/n, 75\u2019, doc.<\/p>\n<p>Il film      mostra la discriminazione che la comunit\u00e0 di lavoratori immigrati italiani      in Svizzera (circa 500 mila all\u2019epoca),<\/p>\n<p>considerati      cittadini di seconda categoria, sub\u00ec in quegli anni. L\u2019opera, accolta alla      sua uscita nelle sale con aspre polemiche, \u00e8 considerata oggi un classico      del cinema documentaristico elvetico e Alexander J. Seiler uno dei fondatori      del \u201cNuovo cinema svizzero\u201d.<\/p>\n<p>Me. 26 mag.      (h 21)\/Do. 30 mag. (h 10.30)<\/p>\n<p><strong>Pane e      cioccolata<\/strong><\/p>\n<p>R.: Franco      Brusati. Sc.: Franco Brusati, Jaia Fiastri, Nino Manfredi. Int.: Nino      Manfredi, Anna Karina, Johnny Dorelli, Paolo Turco, Ugo D\u2019Alessio, Tano      Cimarosa. Italia, 1973, col., 115\u2019.<\/p>\n<p>L\u2019immigrato      italiano Nino Garofoli lavora in Svizzera come cameriere stagionale. Sogna      di essere assunto e di portare a vivere l\u00ec      la sua famiglia, ma perde il posto. Condannato ad abbandonare il Paese, Nino      non si arrende: rifugiatosi in casa di Elena, profuga greca legata a un      funzionario di polizia, riesce a farsi assumere da un industriale italiano      trasferitosi in Svizzera per questioni fiscali. Ma la mattina del suo primo      giorno di servizio scopre che l\u2019industriale, persi affetti e denaro, si \u00e8      suicidato.<\/p>\n<p><strong>Sc\u00e8nes de      notre histoire <\/strong>(Scene      della nostra storia) R.: Charles Blanc-Gatti. Svizzera, 1940,      4\u2019.<\/p>\n<p><strong>Les      Diablerets <\/strong>(I      diavoletti) R.: Charles Blanc-Gatti.\u00a0Svizzera,      1939, 4\u201934\u2019\u2019, animaz.<\/p>\n<p>Artista      losannese soprannominato il \u201cpittore dei suoni\u201d, Charles Blanc-Gatti      partecip\u00f2 al movimento dei pittori \u201cmusicalistes\u201d nato all\u2019inizio del      ventesimo secolo, il cui scopo era quello di ricreare l\u2019emozione musicale      nella pittura, adottandone la visione ritmica. Nel 1938 l\u2019artista fond\u00f2 a      Montreux lo studio di film d\u2019animazione Montreux Colorfilm che produsse      diversi cortometraggi, principalmente commerciali (pubblicit\u00e0, film      turistici). Nel 1939 Blanc-Gatti present\u00f2 il suo film Chromophony; qualche      anno dopo Walt Disney, negando qualsiasi fonte di ispirazione, presenter\u00e0      Fantasia (1946), nel quale si ritrova una sequenza del tutto simile      all\u2019opera dell\u2019artista svizzero.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Prima della      proiezione di mercoled\u00ec 26 maggio, incontro con Fr\u00e9d\u00e9ric Maire, Direttore      della Cineteca Svizzera di Losanna.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Gio. 27 mag.      (h 19)\/Do. 30 mag. (h 15)<\/p>\n<p><strong>San      Gottardo<\/strong><\/p>\n<p>R. e      sc.:Villi Hermann. Int.:Hans-Dieter Zeidler, Maurice Aufair, Didier Flamand,      Roger Jendly, Ingold Wildenauer, Mathias Gn\u00e4dinger, Dimitri, Giairo Daghini,      Edgar Devalle, Antonio Lofaro, Mich\u00e8le Gleizer, Michel Cassagne, Compagnia      del Collettivo di Parma. Svizz.\/Ger., 1977, 90\u2019,      v.o. sott. ital.<\/p>\n<p>Il film      mette in parallelo i due grandi trafori del massiccio del San Gottardo: lo      scavo della galleria ferroviaria (1872-1882) e lo scavo del tunnel      autostradale (1969-1976). Opera sull\u2019emigrazione e sullo spostamento delle      forze lavoratrici, mette in luce fatti storici come la quotidianit\u00e0 della      vita degli emigranti e avvenimenti come lo sciopero degli operai del San      Gottardo (1875), violentemente represso dalla milizia svizzera. San Gottardo      si articola su due livelli narrativi: il primo \u00e8 una ricostruzione storica      degli avvenimenti del primo traforo; il secondo, tocca direttamente la      realt\u00e0 recente del traforo autostradale. Presentato a Cannes nel 1977, vinse      lo stesso anno\u00a0il Premio      speciale della giuria e il Pardo d\u2019argento\u00a0al Festival      di Locarno.<\/p>\n<p><strong>Cinegiornale n. 251: Alla fine della guerra in Italia <\/strong>(8\u2019)<\/p>\n<p>Ve. 28 mag.      (h 19)<\/p>\n<p><strong>Lo      stagionale<\/strong><\/p>\n<p>R. e      sc.:Alvaro Bizzarri. Int.:Rolando Mion, Roberto Frisulli, Giacomo Paronitti,      la famiglia Solimeo, Salvatore Calandra,<\/p>\n<p>Luciano      Florentini, Jean Geiser, Paola Delucia<strong>. <\/strong>Svizzera, 1971, b\/n,      50\u2019.<\/p>\n<p>Svizzera,      inizio anni \u201870: la politica in materia di immigrazione \u00e8 al centro del      dibattito politico e sociale. Alvaro Bizzarri,<\/p>\n<p>semplice      operaio italiano, con i mezzi del cinema amatoriale decide di illustrare la      sua condizione e quella di altre centinaia di migliaia di emigrati. Senza      conoscere il mestiere e senza risorse, trova l\u2019energia necessaria per      motivare i suoi amici e consacrare tutto il suo tempo libero in un\u2019avventura      impegnativa: la creazione di un film. Lo stagionale racconta la storia di      Giuseppe che, in seguito alla morte della moglie, deve prendere con s\u00e9 in      Svizzera &#8211; dove lavora come stagionale &#8211; il figlio. Ma lo statuto di      stagionale vieta al figlio di rimanere con il padre e le      autorit\u00e0<\/p>\n<p>gli negano      il permesso di soggiorno. Il ragazzo, in attesa dell\u2019espulsione, \u00e8 cos\u00ec      costretto a vivere chiuso in casa, aspettando il ritorno del padre dal      lavoro.<\/p>\n<p><strong>Braccia si,      uomini no<\/strong><\/p>\n<p>R.:Peter      Ammann, Ren\u00e9 Burri. Sc.:Peter Ammann. Svizz.\/Italia, 1970, col., 50\u2019,      doc.<\/p>\n<p>Il 7 giungo      1970 il popolo svizzero \u00e8 chiamato a pronunciarsi sull\u2019iniziativa      \u201cSchwarzenbach\u201d, il cui obiettivo \u00e8 quello di ridurre la popolazione      straniera nel paese. Tra la fine di aprile e il giorno dello scrutinio, gli      autori documentano i momenti forti di una campagna impregnata di      nazionalismo e xenofobia, intervistando cittadini e lavoratori stagionali,      studenti, immigrati, politici. Il film mostra le condizioni di vita degli      stranieri, in particolare italiani, nella Svizzera della fine degli anni      \u201960, ponendosi il problema dell\u2019integrazione. Con il 46% di voti favorevoli,      l\u2019iniziativa non pass\u00f2 per un soffio.<\/p>\n<p>Ve. 28      mag. (h 21.30)<\/p>\n<p><strong>Borderline<\/strong><\/p>\n<p>R.:Kenneth Macpherson . Int.:Paul Robeson, Eslanda Robeson, Helga      Doorn, Gavin Arthur, Charlotte Arthur, Robert Herring, Blanche Lewin.\u00a0Svizzera,      1930, 60\u2019, muto.<\/p>\n<p>Quarto e      ultimo film girato da Kenneth Macpherson \u2013 fondatore della rivista bilingue      Close-up &#8211; nei dintorni di Montreux, considerato come esempio tardivo del      cinema muto di avanguardia. Interpretato da un gruppo di amici dell\u2019autore,      la maggior parte animatori della rivista, tra cui il celebre cantante nero      Paul Robeson e la scrittrice Hilda Doolitle (sotto pseudonimo di Helga      Doorn, amica di Freud e Ezra Pound), il film costituisce una sintesi      notevole delle ricerche formali<\/p>\n<p>dell\u2019avanguardia europea della fine del cinema muto. Riflessione      sull\u2019intolleranza e il razzismo, racconta il malessere creato dalla presenza      di una coppia di colore in una comunit\u00e0 bianca. La scelta di un interprete      principale di colore, laddove pochi anni prima Hollywood fa interpretareIl      cantante di jazz a un attore bianco (Al Jolson, truccato da Afro-      Americano), \u00e8 un coraggioso atto politico.<\/p>\n<p>Accompagnamento dal vivo al pianoforte di\u00a0<strong>Antonio      Zambrini<\/strong>.<\/p>\n<p>Sa. 29 mag.      (h 15)<\/p>\n<p><strong>Brucio nel      vento<\/strong><\/p>\n<p>R.: Silvio      Soldini. Sc.: S. Soldini, Doriana Leondeff.\u00a0Int.:Ivan Franek, B. Luke\u0161ov\u00e1, C. G\u00f6tz, C. Baehr, C. Pallas, P.      Forman.\u00a0Italia\/Svizz., 2002, col., 118\u2019,\u00a0ver.      or. ceca e francese., sott. ital.<\/p>\n<p>Tobias vive      da anni in Svizzera, fuggito dal paese natale perch\u00e9 convinto di aver ucciso      il padre naturale. Sopravvive facendo l\u2019operaio, ma la sua ambizione \u00e8      scrivere. In tutte le donne cerca Line, la figlia del suo stesso padre amata      in giovent\u00f9. E un giorno la incontra. Lei, sposata e madre di una bambina,      non lo riconosce, ma gli svela che il loro padre non \u00e8 morto. Tobias finir\u00e0      per conquistarla e ricominciare con lei una nuova  vita.<\/p>\n<p>Sa. 29 mag.      (h 17)<\/p>\n<p><strong>Waalo fendo      \u2013 L\u00e0 o\u00f9 la terre g\u00e8le (Dove la terra gela)<\/strong><\/p>\n<p>R.:Mohammed      Soudani. Sc.:Saidou Moussa Ba, da un\u2019idea di M. Soudani. Int.:Saidou Moussa      Ba, Bara N\u2019Gom, Souleymane Ndiaye. Svizzera, 1997, col., 67\u2019,\u00a0v.o.      sott. ital.<\/p>\n<p>Storia di      Yaro, giovane senegalese immigrato in Italia con il sogno dell\u2019Occidente.      Due anni dopo, il fratello minore, Demba, lo raggiunge a Milano. Tra      finzione e documentario, il film descrive il mondo degli extra-comunitari in      cui africani, magrebini e      altri stranieri coabitano e lottano tra loro e contro tutti per assicurarsi      la sopravvivenza quotidiana. Girato tra Milano, la Sicilia e il Senegal, il      film vinse il primo Premio del cinema svizzero &#8211; costituito nel 1998 &#8211; per      il\u00a0miglior film      di finzione.<\/p>\n<p>Cinegiornale      n. 985.1:\u00a0Alloggi per      lavoratori stranieri (2\u2019).<\/p>\n<p>Cinegiornale      n. 1102.3:\u00a0Lavoratori      stranieri sotto un altro aspetto (1\u201939\u2019\u2019).<\/p>\n<p>Cinegiornale      n. 1118.3:\u00a0Lavoratori      stranieri (51\u2019\u2019).<\/p>\n<p>Cinegiornale      n 1398.2:\u00a0Le      condizioni di vita dei lavoratori stranieri (1\u201946\u2019\u2019).<\/p>\n<p>Sa. 29 mag.      (h 19)<\/p>\n<p><strong>Les Hommes      du port (Gli uomini del porto)<\/strong><\/p>\n<p>R.:Alain      Tanner. Svizz.\/Fr., 1995, col., 65\u2019, doc.,\u00a0v.o.      sott. ital.<\/p>\n<p>Nuovo      documentario cinematografico girato da Tanner dopo Les Apprentis (1964), il      film \u00e8 uno sguardo estremamente personale del cineasta sul porto di Genova.      L\u2019inizio del film rivela il passaggio di Tanner nella citt\u00e0 portuale nel      1947, quando aveva 17 anni. Tra ritratto e lavoro sulla      memoria, passato e      presente, l\u2019opera permette al cineasta di riprendere contatto con la citt\u00e0 e      con la realt\u00e0 dei lavoratori portuali, di cui      ritraccia la storia attraverso le sorti della \u201cCompagnia Unica Lavoratori      Merci Varie\u201d.<\/p>\n<p><strong>Schwarzenbach<\/strong><\/p>\n<p>R.:Luc      Yersin. Svizzera, 1970, 33\u2019,\u00a0doc.,      v.o. francese con commento in italiano.<\/p>\n<p>Un breve      film militante di Luc Yersin, apprezzatissimo sound designer di molti      registi svizzeri, contro l\u2019inizativa \u201cSchwarzenbach\u201c. Le sequenze che      illustrano il quotidiano degli immigrati italiani sono intervallate da      interviste al \u201cpopolo elvetico\u201c: funzionari, giornalisti, cittadini, giovani      militanti di destra che si esprimono apertamente contro gli stranieri perch\u00e9      troppi, sporchi, diversi. Il film termina con una manifestazione di      lavoratori immigrati.<\/p>\n<p>Sa. 29 mag.      (h 21.30)<\/p>\n<p><strong>Reise der      Hoffnung (Il viaggio della speranza)<\/strong><\/p>\n<p>R.: Xavier      Koller. Sc.: X. Koller, Feride Cicekoglu. Int.:Necmettin Cobanoglu, Nur      S\u00fcrer, Emin Sivas, Erdinc Akbas, Yaman Okay, Yasar G\u00fcner, H\u00fcseyin Mete,      Yaman Turcan. Svizz.\/Ger.\/UK\/Italia, 1990, col., 110\u2019,\u00a0v.o.      sott. ital.<\/p>\n<p>Per fuggire      a una situazione di estrema povert\u00e0, una coppia di contadini turchi      abbandona il villaggio di montagna in cui vive,      tentando di raggiungere illegalmente la Svizzera con il figlio di sette      anni. Il film racconta il loro drammatico viaggio, guidato      dalla speranza di una vita migliore.Pardo di      bronzo a Locarno nel 1990, vinse l\u2019Oscar per il miglior film straniero      l\u2019anno dopo.<\/p>\n<p>Do. 30 mag.      (h 19)<\/p>\n<p><strong>Die      Shweizermacher (Il fabbricasvizzeri)<\/strong><\/p>\n<p>R.:Rolf      Lissy. Sc.:Rolf Lissy, Christa Maerker, Georg Janett, Martin Shassman,      Pierre Lachat. Int.:Walo L\u00fc\u00f6nd, Emil Steinberger,\u00a0Beatrice      Kessler, Wolfgang Stendar, Hilde Ziegler, Claudio Caramaschi, Silvia Jost.      Svizzera, 1978, col., 107\u2019,\u00a0v.o.      sott. ital.<\/p>\n<p>Max Bodmer      e il suo assistente Moritz Fischer, funzionari della polizia di Zurigo, sono      incaricati di esaminare il quotidiano e i comportamenti dei candidati alla      naturalizzazione svizzera. Al rigore di Bodmer che segue il regolamento alla      lettera, si oppone il malessere di Fischer, innamorato di una      \u201crichiedente\u201d.Commedia satirica sull\u2019integrazione \u2018forzata\u2019 nella Svizzera      degli anni \u201970, rimane uno dei pi\u00f9 grandi successi commerciali del paese, il      pi\u00f9 visto sino a Titanic.<\/p>\n<p>Do. 30 mag.      (h 21.15)<\/p>\n<p><strong>Fuori dalle      corde<\/strong><\/p>\n<p>R.:Fulvio      Bernasconi. Sc.:Fulvio Bernasconi, Vincenza Consoli. Int.:Michele Venitucci,      Maya Sansa, Juan Pablo Olgade,<\/p>\n<p>Vilim      Matula, Mauro Serio, Claudio Misculin. Svizz.\/Italia, 2007, col.,      86\u2019.<\/p>\n<p>Michele      \u201cMike\u201d Lo Russo, giovane pugile italiano, viene trasferito ad Amburgo, dove      lo aspetta una carriera piena di promesse. Tutto sembra andare per il meglio      fino al giorno in cui Lo russo perde un combattimento e il suo manager      decide di non rinnovargli il contratto. Mike si lascia allora sedurre dal      mondo senza regole degli incontri di boxe clandestini, comincia a vincere e      a guadagnare bene, ma presto si rende conto che non \u00e8 quello l\u2019universo al      quale vuole appartenere, e che uscirne \u00e8 pi\u00f9 difficile di quanto si      aspettasse.<\/p>\n<p><strong>Modalit\u00e0      d\u2019ingresso:<\/strong><strong> <\/strong><\/p>\n<p>Cinetessera annuale: \u20ac 3,00, valida anche per le proiezioni all\u2019Area      Metropolis 2.0<\/p>\n<p>Biglietto d\u2019ingresso: \u20ac 5,00<\/p>\n<p>Spettacoli delle h 15 e h 17 feriali e h 15 festivi: \u20ac      3,00<\/p>\n<p>Biglietti in prevendita: \u20ac 6,00 (pi\u00f9 diritti di      prevendita)<\/p>\n<p>Carnet valido per 8 spettacoli a scelta (esclusi gli spettacoli in      prevendita): \u20ac 35,00<\/p>\n<p>I      tesserini delle Universit\u00e0 sono validi come Cinetessera 2010<\/p>\n<p><strong>Info per il      pubblico:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cinetecamilano.it\/\">www.cinetecamilano.it<\/a> &#8211;\u00a0<strong>02.7740.6316<\/strong> (a partire da 30\u2019      prima dell\u2019inizio del primo spettacolo di ogni giorno)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.provincia.milano.it\/cultura\"><br \/>\n<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-4661 alignleft\" title=\"film_san.gottardo\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/film_san.gottardo-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"60\" height=\"60\" \/>Una ricca rassegna-omaggio che prevede non solo lungometraggi  ma anche documentari, corti e medio metraggi, da non perdere&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[15,19,13],"tags":[],"class_list":["post-4659","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-festivalnews","category-news","category-nuove-illusioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4659","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4659"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4659\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4659"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4659"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4659"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}