{"id":4686,"date":"2010-05-27T17:18:46","date_gmt":"2010-05-27T15:18:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=4686"},"modified":"2010-05-27T17:18:46","modified_gmt":"2010-05-27T15:18:46","slug":"la-bocca-del-lupo-%e2%80%93-di-pietro-marcello-italia-2009","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/la-bocca-del-lupo-%e2%80%93-di-pietro-marcello-italia-2009.html","title":{"rendered":"La Bocca del Lupo \u2013 di Pietro Marcello (Italia, 2009)"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4687 alignleft\" title=\"bocca_lupo\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/bocca_lupo-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" \/>Ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 di nuovo ne<em> La Bocca del Lupo<\/em>, \u00e8 la sua assoluta disinvoltura nell\u2019essere vecchio. La sua freschezza risiede nel coraggio di non essere vintage, nella voglia di essere passato coniugato al presente senza essere passatista. Ce ne occupiamo solo adesso, solo per ragioni di tempo e di spazio, dopo il trionfo al Torino Film Festival e il David come miglior documentario, ma dateci la soddisfazione di unirci al coro di lodi, dato che  l\u2019opera prima di Pietro Marcello rappresenta davvero una perla rara, da ammirare per\u00f2 senza rubarla al guscio grezzo della sua ostrica. La storia d\u2019amore tra Enzo e Mary \u00e8 un soggetto spontaneamente maledetto,  improbabile e inattuale, ma proprio vederne i protagonisti respirare e aggirarsi per i giorni nostri  (che sono nostri per appropriazione indebita e arrogante) ci dice molto dello sgretolamento multiforme della societ\u00e0 contemporanea. Di macerie parla il film, e maceria vuole essere. Crollano palazzi e impalcature nei filmati d\u2019archivio, che altro non sono che detriti di sguardo, insieme ai giochi di strada dei bimbi, ai tuffi  dal molo, al lavoro nei tunnel, agli ecosistemi dei vicoli e del porto di Genova, che \u00e8 impossibile riportare alla vita senza scavare, senza lasciare graffi e aloni sulla pellicola. Le schegge visive e sonore si susseguono e affastellano testimoniandosi a vicenda, amplificando via via la sensazione della propria assenza nel nostro quotidiano. Maceria disseppellita \u00e8 la stessa pratica del <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/nuove-illusioni\/archivi-montaggio-trasferimenti-esempi-di-found-footage-cinematografico\/\"><em>found-footage<\/em><\/a>, per troppo tempo predicata nel deserto della sperimentazione e recentemente restituita alla narrazione dal lavoro di Alina Marazzi, distante da Marcello per tematiche sociali ma affine per la sconfinata fiducia nell\u2019empatia tra immagine e immagine. Maceria \u00e8 lo scultoreo Vincenzo, galeotto genovese dall\u2019accento siciliano, caratterista di s\u00e8 stesso senza traccia di sofisticazione, reperto archeologico di icone maschili in estinzione, violento in ogni premura e premuroso in ogni violenza (tutto racchiuso nella spaventevole fermezza con cui accarezza i propri cani). Maceria \u00e8 il corpo del travestito Mary e la sua dipendenza da eroina sostituita dalla dipendenza per un orco-bambino conosciuto nel limbo atemporale del carcere.  Poi la separazione forzata causa  scarceramento di lei e la voglia di preparare al meglio un angolo vecchio in un mondo nuovo che sapesse accogliere il gigante senza spaventarlo.  Nello sguardo di Marcello non c\u2019\u00e8 traccia dell\u2019entomologica  ed epica stratificazione delle classi mostrataci ai tempi da Visconti o Pasolini e ultimamente recuperata con scarso tempismo da <em>Io Sono L\u2019Amore<\/em> di Guadagnino. Le miserie non creano pi\u00f9 scompiglio tra le ipocrisie del benessere, ma chiedono piuttosto di aver diritto di esistenza senza commiserazione. Come i due protagonisti, appoggiati con tenerezza l\u2019uno a l\u2019altro sul fondale della loro esistenza, questo cinema non rischia di invecchiare o snaturarsi perch\u00e9 chiede solo di esistere e mostrare, senza giudicare altro se non il giudizio stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-4688 alignleft\" title=\"2A3E3A5C213E632B61A341_Large\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/2A3E3A5C213E632B61A341_Large-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"60\" height=\"60\" \/>Alfonso Mastrantonio ci parla de La Bocca del Lupo, di Pietro Marcello&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[19,13,10],"tags":[],"class_list":["post-4686","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-news","category-nuove-illusioni","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4686","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4686"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4686\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4686"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4686"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4686"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}