{"id":6050,"date":"2010-11-29T01:01:36","date_gmt":"2010-11-28T23:01:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=6050"},"modified":"2010-11-29T01:01:36","modified_gmt":"2010-11-28T23:01:36","slug":"una-vita-tranquilla-di-claudio-cupellini-italia-2010","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/una-vita-tranquilla-di-claudio-cupellini-italia-2010.html","title":{"rendered":"Una Vita Tranquilla di Claudio Cupellini (Italia, 2010)"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-6051 alignleft\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/una_vita_tranquilla__4_-300x211.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"211\" \/>Il passato ritorna sempre a chiudere il conto. Questo, in sintesi, il messaggio veicolato dall\u2019ultima pellicola di <strong>Claudio Cupellini<\/strong>. Un tema gi\u00e0 affrontato qualche anno fa da <strong>Cronemberg<\/strong> con <em>A<\/em> <em>History of Violence<\/em> e da sempre un t\u00f2pos letterario piuttosto frequentato. Dopo un esordio leggero e insapore come <em>Lezioni di Cioccolato<\/em> era lecito non aspettarsi un film di questo tipo. Il regista, incredibilmente, spiazza pubblico e critica con un noir solidissimo, ricco di colpi di scena e carico di tensione fino all\u2019ultimo minuto. Un\u2019opera quanto mai attuale, cosiderato che l\u2019episodio all\u2019origine di tutto si ricollega alla gestione malavitosa dello smaltimento dei rifiuti. Tuttavia le similitudini con <em>Gomorra<\/em> finiscono qui: l\u2019argomento in questo caso non \u00e8 che un pretesto per riportare la Camorra nella vita di Rosario, cuoco campano emigrato in Germania che mette il cinghiale acanto alle aragoste perch\u00e8 <em>\u201ctanto questi son tedeschi, si mangiano tutto\u201d<\/em>. Come era stato per <em>Le Conseguenze dell\u2019Amore<\/em>, l\u2019intromissione della mala nella vita del protagonista non \u00e8 tanto funzionale ad una critica sociale, quanto piuttosto motivo di riflessioni esistenziali declinate secondo una prospettiva prevalentemente personale. Nella fattispecie, Rosario si trover\u00e0 costretto a delle scelte che metteranno in discussione quella \u201cvita tranquilla\u201d cos\u00ec faticosamente raggiunta. Per quanto possa sembrare superfluo ribadirlo, <strong>Toni Servillo<\/strong> (qui insolitamente barbuto) conferma in pieno le sue eccellenti doti di interprete, fagocitando col consueto charme e l\u2019inconfondibile mimica facciale l\u2019intera vicenda (in effetti la pellicola si fa notare molto di pi\u00f9 come un film \u201ccon Servillo\u201d che come un film \u201cdi Cupellini\u201d). Tenuto a battesimo da <strong>Martone <\/strong>e pi\u00f9 tardi attore-feticcio di <strong>Sorrentino<\/strong>, Servillo \u00e8 riuscito ad affrancarsi da tale pesante &#8211; per quanto lusinghiera \u2013 eredit\u00e0, arrivando a nobilitare con la sua sola presenza ogni progetto cui prenda parte. Artista completo, a suo agio tanto in sala di proiezione che a teatro (recentemente ha dato prova anche delle sue doti di regista con l\u2019adattamento di <strong>Goldoni<\/strong> <em>Trilogia della Villeggiatura<\/em>), si \u00e8 imposto nel corso dell\u2019ultimo decennio come una delle figure pi\u00f9 convincenti\u00a0 e rappresentative di certo cinema d\u2019autore. Senza nulla togliere all\u2019opera del regista, la buona riuscita dell\u2019operazione si deve anche all\u2019ottima sceneggiatura di <strong>Filippo Gravino<\/strong>, originariamente intitolata <em>Il Nemico dell\u2019Acqua<\/em> e vincitrice del <em>Premio Solinas<\/em> nel 2003. La ciliegina sulla torta \u00e8 costituita dalla suggestiva colonna sonora del compositore <strong>Teho Teardo<\/strong>, ormai affermato professionista, alla sua quarta prova accanto a Servillo dopo <em>La Ragazza del Lago<\/em>, <em>Il Divo<\/em> e <em>Gorbaciof<\/em>. Il brano di chiusura, cantato da <strong>Blixa Bargeld<\/strong> degli <strong>Einst\u00fcrzende Neubauten<\/strong>, varrebbe da solo il prezzo del biglietto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-6051 alignleft\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/una_vita_tranquilla__4_-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"60\" height=\"60\" \/>Federico Fragasso ci parla dell&#8217;ultimo film di Claudio Cupellini, una vita tranquilla&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[19,13,10],"tags":[],"class_list":["post-6050","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-news","category-nuove-illusioni","category-recensioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6050","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6050"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6050\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6050"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6050"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6050"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}