{"id":69893,"date":"2025-05-18T14:00:00","date_gmt":"2025-05-18T13:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=69893"},"modified":"2026-01-15T17:56:42","modified_gmt":"2026-01-15T16:56:42","slug":"amour-apocalypse-peak-everything-di-anne-emond-recensione-cannes-78","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/covercinema\/amour-apocalypse-peak-everything-di-anne-emond-recensione-cannes-78.html","title":{"rendered":"Amour Apocalypse (Peak Everything) di Anne \u00c9mond: recensione, Cannes 78"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anne \u00c9mond<\/strong> fa parte di quella generazione creativa che ha ridefinito il cinema francofono del Canada a partire dalla relazione tra soggettivit\u00e0 e un contesto sociale caratterizzato da tensioni marcate.<br>Dopo un esordio come <em>Nuit 1<\/em>, segnato dal rigore della messa in scena e da una drammaturgia claustrofobica, i temi dell\u2019alienazione, dell\u2019identit\u00e0 sessuale, della ricerca delle proprie radici e della ridefinizione dei corpi femminili, hanno alternativamente attraversato la sua filmografia. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 radicalmente cambiata la forma espressiva, di volta in volta orientata alla costruzione di racconti intimisti e sviluppati nella dimensione seclusa dello spazio relazionale, oppure alla decostruzione visuale di questi elementi, con un cinema che si \u00e8 adattato alla disamina delle diverse mutazioni generazionali in gioco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono due film per certi versi simili <em>Nelly<\/em> e <em>Jeune Juliette<\/em>, cos\u00ec come abitano un linguaggio meno eclettico e pi\u00f9 ancorato alla verit\u00e0 dei personaggi il gi\u00e0 citato <em>Nuit 1<\/em>, <em>Les \u00eatres chers<\/em> e il pi\u00f9 recente <em>Lucy Grizzli Sophie<\/em>, vicino alle atmosfere oscure dell\u2019esordio, per un racconto di sradicamento e ridefinizione dell\u2019identit\u00e0 femminile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Amour Apocalypse<\/strong> cambia nuovamente registro e recupera quella leggerezza apparente che ha caratterizzato alcune opere della regista quebecchese, con la scelta di un linguaggio pi\u00f9 vicino alla frammentazione visuale dei nuovi media, che animava film come <em>Nelly<\/em> e <em>Jeune Juliette<\/em>, ma in parte anche il precedente <em>Lucy Grizzle Sophie<\/em>, seppur da una prospettiva pi\u00f9 nera, disperata e meno incline all\u2019incorporazione di linguaggi pop.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 difficile scindere le due tensioni antipodali nel cinema di \u00c9mond, comunque attraversato da una tendenza oscura, distruttiva e introflessa, che coglie quasi sempre personaggi sul bordo, alla ricerca di uno spiraglio di luce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta rurale delle location tra Sudbury e Montreal e l\u2019idea della fine che affligge Adam, il protagonista, segnala questa tensione tra esterno ed interno che sin dal titolo ossimorico caratterizza un\u2019opera ondivaga, alla ricerca dell\u2019innesco situazionale della commedia, proprio a partire dalle inversioni del senso comune sulla vita e la sostenibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprietario di un canile, Adam divide la sua vita tra la gestione degli ospiti e una vita solitaria, scandita dalla presenza intermittente del padre, figura che sembra uscita dal cinema scorretto di Kervern &amp; Del\u00e9pine, tanto \u00e8 terragno, laido e primario nelle sue manifestazioni quotidiane.<br>Ossessionato dalle conseguenze dei cambiamenti climatici, si isola da qualsiasi possibilit\u00e0 affettiva che non sia la cura dei suoi cani preferiti, immaginando catastrofi imminenti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il futuro, annichilito da un presente minaccioso e dalle caratteristiche apocalittiche, non \u00e8 immaginabile e il modo in cui Adam vive il momento \u00e8 costellato di piccoli accidenti dove non riesce a far fruttare gli istanti, per troppa paura e soprattutto, per troppa gentilezza. Vivere troppo in ritardo e allo stesso tempo, anticipare la fine stessa dei desideri, sfocia nell\u2019annichilimento. Superata la soglia dei quaranta si confronta quotidianamente con la sua assistente, una giovane dalla sessualit\u00e0 prorompente, che lo seduce pi\u00f9 di una volta, lo masturba impudicamente in riva al fiume, lo tiene a distanza e lo svuota di tutte le energie erotiche. In questa piccola enclave che sembra completamente isolata dalla civilt\u00e0, Adam sviluppa una forte depressione e si avvicina a molti personaggi femminili del cinema di \u00c9mond, fino a rappresentare una vera e propria controparte di quell\u2019universo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nello spazio chiuso della sua camera, dopo aver ordinato una lampada per provare la fototerapia, instaura un rapporto empatico con Tina, help desker della ditta che ha prodotto il dispositivo.<br>La regista canadese insiste sulle loro telefonate e sullo spazio aurale che queste riescono a creare. Questo \u00e8 il prodotto dello scarto tra isolamento e immaginazione e pu\u00f2 instillare il dubbio che quella voce femminile sia il risultato di un&#8217;applicazione IA.<br>Adam non lo dice mai, se non con una battuta per sincerarsi che non sia cos\u00ec, ma quel discrimine viene introdotto dalla decorporeizzazione delle relazioni che tutti viviamo attraverso i dispositivi di comunicazione pi\u00f9 diffusi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec come \u00e8 incorporea la paura della fine, dove la minaccia dell\u2019apocalisse viene sollecitata dalla diffusione di immagini mediali che incontrano forme di instabilit\u00e0 interiore, Adam assegna al valore assoluto della voce un\u2019esperienza di cura e attenzione che non riesce a riconoscere nella vita reale.<br>La concatenazione situazionale della commedia comincia da qui, ovvero dalla casualit\u00e0 di eventi al limite, dove la sospensione dell\u2019incredulit\u00e0 diventa un accordo tacito con lo spettatore, perch\u00e9 su quegli stessi principi, opposti e coincidenti, si basa sostanzialmente la paura di vivere e di uscire dalla propria comfort zone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco che tutto diventa un prodotto della scoperta e della meraviglia e il film si apre all\u2019esperienza quando Adam decide di sbarazzarsi dei filtri virtuali, per andare a cercare Tina nel suo stesso ambiente. Anne \u00c9mond sposa allora il tocco leggero del gioco, dell\u2019avventura romantica e dell\u2019ingenuit\u00e0 necessaria che occorre per affrontarla, ma non rinuncia, all\u2019interno dell\u2019involucro pi\u00f9 disimpegnato, a rivelare il dolore che ogni storia individuale nasconde. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da una parte la rottura di ogni convenzione, che per Tina \u00e8 rappresentata da una famiglia gi\u00e0 strutturata, mostra le potenzialit\u00e0 di una scelta libera, ma anche il prezzo che occorre pagare quando si decide di interrompere un corso per intraprenderne un altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c9mond non \u00e8 interessata a imboccare la strada della catarsi o dell\u2019elaborazione di un senso di colpa, al contrario suggerisce che la dimensione emergenziale sia l\u2019unico motore possibile di ogni storia.<br>Su quell\u2019emergenza che Adam ritiene pervasiva fino a generare immobilit\u00e0, si innesta al contrario la vitalit\u00e0 di Tina, capace di danzare sul baratro. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019improvvisa esplosione di un evento atmosferico catastrofico, pu\u00f2 allora essere interpretata come l\u2019inizio della fine o semplicemente come un orizzonte possibile per ricostruire i propri desideri altrove. Rispetto allo scientismo che azzera ogni possibilit\u00e0 di ricerca interiore, Adam e Tina, con al seguito le sue figlie e il golden retriever preferito che comprende solo il francese, possono allontanarsi nella tempesta senza attendere di farsi inghiottire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fotografia di <strong>Olivier Gossot<\/strong>, tra zoom a schiaffo, improvvise impennate documentariste, tagli ex abrupto e un\u2019incertezza dello sguardo che si allinea alle nevrosi di Adam, contribuisce alla rilettura del cinema della regista francese. Questo vive ancora degli stessi contrasti e di antinomie spesso brucianti, come in quella formidabile sequenza conclusiva che nello spazio di un piano sequenza, mette insieme con grande vitalismo l\u2019amore filiale con una ribollente urgenza erotica. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece di spezzare il quadro idilliaco, lo allarga, lo arricchisce e mette ancora una volta al centro il primato dei corpi, come mappe di una geografia complessa e necessaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[<em>Materiali stampa e fotografici concessi da ufficio stampa The Pr Factory<\/em>]<\/p>\n\n\n<style>.kt-tabs-id69893_a13b6d-91 > .kt-tabs-content-wrap > .wp-block-kadence-tab{border-top:3px solid #0a6689;border-right:0px solid #0a6689;border-bottom:0px solid #0a6689;border-left:0px solid #0a6689;border-top-left-radius:0px;border-top-right-radius:0px;border-bottom-right-radius:0px;border-bottom-left-radius:0px;padding-top:var(--global-kb-spacing-sm, 1.5rem);padding-right:var(--global-kb-spacing-sm, 1.5rem);padding-bottom:var(--global-kb-spacing-sm, 1.5rem);padding-left:var(--global-kb-spacing-sm, 1.5rem);background:var(--global-palette9, #ffffff);}.wp-block-kadence-tabs .kt-tabs-id69893_a13b6d-91 > .kt-tabs-title-list li{margin-top:0px;margin-right:8px;margin-bottom:0px;margin-left:0px;}.wp-block-kadence-tabs .kt-tabs-id69893_a13b6d-91 > .kt-tabs-title-list li:last-child{margin-right:0px;}.wp-block-kadence-tabs .kt-tabs-id69893_a13b6d-91 > .kt-tabs-title-list li .kt-tab-title, .wp-block-kadence-tabs .kt-tabs-id69893_a13b6d-91 > .kt-tabs-content-wrap > .kt-tabs-accordion-title .kt-tab-title{line-height:1.4em;font-weight:regular;font-style:normal;border-top-width:0px;border-right-width:0px;border-bottom-width:0px;border-left-width:0px;border-top-left-radius:4px;border-top-right-radius:4px;border-bottom-right-radius:0px;border-bottom-left-radius:0px;padding-top:8px;padding-right:20px;padding-bottom:8px;padding-left:20px;border-color:var(--global-palette7, #eeeeee);color:var(--global-palette4, #2D3748);background:var(--global-palette7, #eeeeee);}.wp-block-kadence-tabs .kt-tabs-id69893_a13b6d-91 > .kt-tabs-content-wrap > .kt-tabs-accordion-title .kt-tab-title{margin-top:0px;margin-right:8px;margin-bottom:0px;margin-left:0px;}.wp-block-kadence-tabs .kt-tabs-id69893_a13b6d-91 > .kt-tabs-title-list li .kt-tab-title:hover, .wp-block-kadence-tabs .kt-tabs-id69893_a13b6d-91 > .kt-tabs-content-wrap > .kt-tabs-accordion-title .kt-tab-title:hover{border-color:var(--global-palette7, #eeeeee);color:var(--global-palette3, #1A202C);background:var(--global-palette8, #F7FAFC);}.wp-block-kadence-tabs .kt-tabs-id69893_a13b6d-91 > .kt-tabs-title-list li.kt-tab-title-active .kt-tab-title, .wp-block-kadence-tabs .kt-tabs-id69893_a13b6d-91 > .kt-tabs-content-wrap > .kt-tabs-accordion-title.kt-tab-title-active .kt-tab-title{border-color:var(--global-palette7, #eeeeee);color:#ffffff;background:#0a6689;}@media all and (max-width: 1024px){.kt-tabs-id69893_a13b6d-91 > .kt-tabs-content-wrap > .wp-block-kadence-tab{border-top:3px solid #0a6689;border-right:0px solid #0a6689;border-bottom:0px solid #0a6689;border-left:0px solid #0a6689;}}@media all and (max-width: 767px){.kt-tabs-id69893_a13b6d-91 > .kt-tabs-content-wrap > .wp-block-kadence-tab{border-top:3px solid #0a6689;border-right:0px solid #0a6689;border-bottom:0px solid #0a6689;border-left:0px solid #0a6689;}}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-tabs alignnone\"><div class=\"kt-tabs-wrap kt-tabs-id69893_a13b6d-91 kt-tabs-has-2-tabs kt-active-tab-1 kt-tabs-layout-tabs kt-tabs-tablet-layout-inherit kt-tabs-mobile-layout-inherit kt-tab-alignment-left \"><ul class=\"kt-tabs-title-list\"><li id=\"tab-amourapocalypse\" class=\"kt-title-item kt-title-item-1 kt-tabs-svg-show-always kt-tabs-icon-side-right kt-tab-title-active\"><a href=\"#tab-amourapocalypse\" data-tab=\"1\" class=\"kt-tab-title kt-tab-title-1 \"><span class=\"kt-title-text\">Amour Apocalypse<\/span><\/a><\/li><li id=\"tab-poster\" class=\"kt-title-item kt-title-item-2 kt-tabs-svg-show-always kt-tabs-icon-side-right kt-tab-title-inactive\"><a href=\"#tab-poster\" data-tab=\"2\" class=\"kt-tab-title kt-tab-title-2 \"><span class=\"kt-title-text\">Poster<\/span><\/a><\/li><\/ul><div class=\"kt-tabs-content-wrap\">\n<div class=\"wp-block-kadence-tab kt-tab-inner-content kt-inner-tab-1 kt-inner-tab4b3e23-69\"><div class=\"kt-tab-inner-content-inner\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Peak Everything di Anne \u00c9mond<\/strong> (Amour Apocalypse &#8211; Canada 2025 &#8211; 97 min)<br><strong>Sceneggiatura<\/strong>: Anne \u00c9mond<br><strong>Fotografia<\/strong>: Olivier Gossot<br><strong>Montaggio<\/strong>: Anita Roth<br><strong>Musica<\/strong>: Christophe Lamarche Ledoux<br><strong>Interpreti<\/strong>: Patrick Hivon, Piper Perabo, \u00c9lizabeth Mageren, Gilles Renaud, \u00c9ric Kamala Boulianne, Gord Rand, Connor Jessup, Leona Son, Sienna Feghouli, Denis Houle, Jean-Carl Boucher, Beno\u00eet Mauffette, Arlen Aguayo Stewart, Martin Dubreuil<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-kadence-tab kt-tab-inner-content kt-inner-tab-2 kt-inner-tab195308-00\"><div class=\"kt-tab-inner-content-inner\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a  href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/amour-apocalypse-poster-anne-emond.jpg\" data-rel=\"lightbox-gallery-0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/amour-apocalypse-poster-anne-emond.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-69897\"\/><\/a><\/figure>\n<\/div><\/div>\n<\/div><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cambia apparentemente registro narrativo Anne \u00c9mond, ma nel tocco leggero di una commedia situazionale che sospende l&#8217;incredulit\u00e0, trova le ragioni dell&#8217;amore sul bordo del baratro, rinnovando il suo cinema acuminato e ricco di vitali antinomie. Visto a Cannes 78 nella sezione Quinzaine des cin\u00e9astes. La recensione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":69896,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[185,191],"tags":[525640],"class_list":["post-69893","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-covercinema","category-festivalcinema","tag-cannes-2025"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69893","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=69893"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69893\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70500,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/69893\/revisions\/70500"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/69896"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=69893"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=69893"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=69893"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}