{"id":72078,"date":"2026-09-15T20:54:46","date_gmt":"2026-09-15T19:54:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=72078"},"modified":"2026-09-15T20:54:48","modified_gmt":"2026-09-15T19:54:48","slug":"the-world-before-di-yoon-dan-bi-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/covercinema\/the-world-before-di-yoon-dan-bi-recensione.html","title":{"rendered":"The World Before di Yoon Dan-bi: recensione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La morte di una figura nodale nell&#8217;evoluzione del nucleo \u00e8 l&#8217;innesco e il principio da cui promana l&#8217;esperienza nei due lungometraggi diretti da <strong>Yoon Dan-bi<\/strong> a distanza di sei anni.<br><br>Il nonno, simbolo patriarcale di aggregazione e piccole, grandi dissoluzioni intorno alla famiglia di <em><a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/covercinema\/moving-on-di-yoon-dan-bi-recensione.html\">Moving on<\/a><\/em> e la nonna del protagonista maschile in <strong>The World Before<\/strong>, energia nutritiva dell&#8217;isola di Soando, dove \u00e8 stato girato il film, pronta a dare da mangiare a tutti, anche alla giovane Jin, con cure e attenzioni materne.<br><br>La loro scomparsa determina una frattura del mondo circostante, che nel secondo film si estende dal valore centripeto e conservativo della casa, all&#8217;apertura verso l&#8217;esterno e la natura, nelle varie espressioni della vita insulare.<br>Quando Dujae, amico d&#8217;infanzia della diciassettenne Jin, torna da solo sull&#8217;isola per il funerale della nonna, rimarr\u00e0 nella casa vuota di questa, per ristabilire, durante i giorni di elaborazione del lutto, una connessione vitale con la ragazza, fatta di complicit\u00e0, gioco e una confidenza che non ha pi\u00f9 lo stesso significato dei ricordi infantili.<br><br>La scoperta dell&#8217;altro, come tensione verso le forme del desiderio, sprigiona i dettagli di un \u201cprimo mondo\u201d, capace di annullare l&#8217;organizzazione percettiva di quello precedente.<br><br>Il sentimento amoroso allora, provoca un nuovo grado di esistenza, che consente a Yoon Dan-bi di ampliare la prospettiva contemplativa di <em>Moving On<\/em> e di modificare la distanza d&#8217;osservazione, con una prossimit\u00e0 pi\u00f9 radicata nel punto di vista della protagonista femminile.<br>Senza abbandonare la composizione dell&#8217;inquadratura che consente di inscrivere i personaggi come parte di una realt\u00e0 data, sul solco dei cineasti che Yoon Dan-bi ama maggiormente, da Ozu a Edward Yang, \u00e8 il mondo percepito a cambiare, come emanazione diretta dei sentimenti di Jin, adesso vicina alla scoperta di una versione dell&#8217;isola che si apre al mistero di un sentimento incontenibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>The World Before<\/em> non \u00e8 allora cinema soggettivo, nell&#8217;accezione europea contemporanea, che vede nel pedinamento e nel movimento incerto dello sguardo allineato alla macchina da presa, il principale elemento di costruzione della realt\u00e0. Ci\u00f2 che cambia \u00e8 la fenomenologia, e la relazione tra animato e inanimato, secondo un principio mesologico che mette in comunicazione lutto, mondo naturale e metamorfosi del desiderio. Nel primo film, la ricombinazione corale della casa come entit\u00e0 autonoma, corrisponde per certi versi a quella individuale dell&#8217;isola nell&#8217;esperienza di Jin, parte di un corpo desiderante che esprime attraverso la morfologia dell&#8217;ambiente, tutte le sensazioni nei confronti di Dujae, anche quelle indicibili.<br><br>La quotidianit\u00e0 degli adolescenti in questo spazio, diventa fondamentale per Yoon Dan-bi, che ha vissuto a Soando con tutta la troupe per circa tre mesi, al fine di registrare anche quella vitalit\u00e0 locale non prevista in fase di sceneggiatura e che a mio avviso le ha consentito un avvicinamento ideale ad alcuni film di Naomi Kawase, legati alla relazione tra comunit\u00e0, tradizioni e irriducibilit\u00e0 degli epifenomeni naturali, qui mai caricati eccessivamente di senso, ma rigorosamente percepiti come manifestazioni locali di un ambiente che non si lascia mai ridurre interamente alla soggettivit\u00e0 dei personaggi.<br><br>Se la casa di <em>Moving On<\/em> allora, rappresentava il risultato di pi\u00f9 sedimentazioni mnestiche che acquisivano nuova vita attraverso la relazione tra soggetti e oggetti, in <em>The World Before<\/em>, \u00e8 la rivelazione di un mondo che Jin presumeva famigliare, a rivelare un limite non pi\u00f9 contenibile, neanche osservando la linea dell&#8217;orizzonte disegnata dal mare.<br><br>A memoria, \u00e8 una delle opere pi\u00f9 riuscite e dolenti sull&#8217;educazione sentimentale come espressione di innocente entusiasmo, sovrapposta a quel sentimento della fine, che la stessa condizione euforica pu\u00f2 sottendere.<br><br>Il nuovo Dujae, in fuga da una madre inadempiente e rifugiatosi nel guscio luttuoso che gli permette di farsi avvolgere dal ricordo della nonna, cerca e ripercorre una familiarit\u00e0 capace di congelare i ricordi delle estati passate, radicalmente diversi dall&#8217;esperienza di Jin, che in quei luoghi \u00e8 cresciuta e ha sviluppato i suoi sentimenti.<br>Yoon Dan-bi registra la bellezza dei giochi e dell&#8217;empatia ludica tra i due, su quel crinale ambivalente in cui anche una semplice pedalata condivisa, pu\u00f2 rappresentare sentimenti e desideri diversi per il soggetto che guarda. Ci\u00f2 che per il ragazzo continua ad essere un modus apparentemente indistinguibile dalla fuga nella realt\u00e0 dell&#8217;infanzia, per Jin determina l&#8217;espressione di desideri cos\u00ec forti da ferire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il racconto di formazione allora, non consiste semplicemente nell&#8217;apprendimento, ma nell&#8217;impossibilit\u00e0, traumatica, di tornare indietro, alla precedente rappresentazione del mondo che il semplice ricordo suggerirebbe. Il mondo di prima \u00e8 allora quello ancora precedente alla trasformazione dello sguardo.<br>La stessa scoperta della sessualit\u00e0 viene rappresentata attraverso le forme dell&#8217;osservazione che Jin pu\u00f2 esprimere, scrutando Dujae mentre dorme, desiderandolo brutalmente nell&#8217;ombra della sua camera, ripercorrendo tutte le occasioni per avvicinare il corpo del ragazzo al proprio, con una tensione che disinnesca totalmente la prospettiva vojeuristica e ci restituisce l&#8217;esperienza soggettiva del personaggio, come irrimediabilmente immersa nella possente indifferenza dello spazio insulare.<br><br>Gi\u00e0 per <em>Moving on<\/em> parlavo di \u201cestate come sentimento della fine\u201d, ed \u00e8 proprio su questa transitoriet\u00e0 che viene costruita l&#8217;esperienza di Jin, tanto da escluderla dal campo visivo nella dolorosa sequenza conclusiva, quando l&#8217;orizzonte \u00e8 quello del ritorno a casa di Dujae, risucchiato dall&#8217;esigenza della figura materna, e l&#8217;osservazione di quella cornice diventa insostenibile.<br><br>Jin cessa violentemente di abitare quel desiderio impossibile, mentre Dujae si allontana dallo spazio estivo, per lasciare completamente dentro la ragazza, nella tragedia del distacco.<br>Con un fuori campo che include lei e l&#8217;isola stessa, probabilmente destinata ad un&#8217;angosciosa irriconoscibilit\u00e0, il mondo dopo non sar\u00e0 pi\u00f9 lo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[Immagine dell&#8217;articolo elaborata da Michele Faggi con strumenti AI generativi e riferimenti\/innesti fotografici originali realizzati da Michele Faggi \u00a9 indie-eye 2026 ]<\/p>\n\n\n<style>.kt-tabs-id72078_46234c-2f > .kt-tabs-content-wrap > .wp-block-kadence-tab{border-top:3px solid #0a6689;border-right:0px solid #0a6689;border-bottom:0px solid #0a6689;border-left:0px solid 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class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A memoria, The World Before, opera terza per Yoon Dan-bi  \u00e8 una delle opere pi\u00f9 riuscite e dolenti sull&#8217;educazione sentimentale come espressione di innocente entusiasmo, sovrapposta a quel sentimento della fine, che la stessa condizione euforica pu\u00f2 sottendere. Visto al Toronto Film Festival<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":72089,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[185,525725],"tags":[],"class_list":["post-72078","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-covercinema","category-settembre-2026"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72078","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72078"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72078\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72090,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72078\/revisions\/72090"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72089"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72078"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=72078"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72078"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}