{"id":7568,"date":"2011-06-06T11:53:34","date_gmt":"2011-06-06T09:53:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=7568"},"modified":"2011-06-06T11:53:34","modified_gmt":"2011-06-06T09:53:34","slug":"rammbock-siege-of-the-dead-di-marvin-kren-germania-austria-2010","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/rammbock-siege-of-the-dead-di-marvin-kren-germania-austria-2010.html","title":{"rendered":"Rammbock (Siege of the Dead) di Marvin Kren (Germania \/ Austria, 2010)"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7569 alignleft\" title=\"rammbock1\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/rammbock1.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"254\" \/>Ci risiamo. Strilli in lontananza, rutti bestiali, inseguimenti subumani e il mondo intero va a puttane nel giro di poche ore. Trattasi dell\u2019epidemia pi\u00f9 affascinante e irreversibile che il cinema di genere continua a proporci dal 1968, con una meritoria accelerazione impressa dal nuovo millennio. Zombi. Ovvero la realizzazione pi\u00f9 probabile della favola della vita eterna, metafora perfetta della fine che la nostra societ\u00e0 sta facendo. Poco importa quanto e come si resista: prima o poi qualcuno \u2013 tua madre, tuo fratello, tuo figlio \u2013 ti morde e se la folla non ti scarnifica subito il tuo destino \u00e8 di proseguire la catena alimentare pappandoti tuo padre, tua sorella, tua figlia. La legge dei morti viventi \u00e8 uguale per tutti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7570 alignleft\" title=\"rammbock2\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/rammbock2.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"256\" \/>A differenziare <strong><em>Rammbock<\/em> <\/strong>dai film zombeschi a cui siamo abituati \u00e8 l\u2019ambientazione inedita: Berlino, per l\u2019esattezza il condominio noto come <strong>Sendelbach-H\u00f6fe<\/strong>, a <strong>Kreuzberg 61<\/strong>. La rivoluzione europea del genere romeriano per eccellenza \u00e8 cominciata nel 2002 con la Londra di <em>28 giorni dopo<\/em>, e ha visto un capitolo di rara efficacia (e sublime crudelt\u00e0) ne <em>La horde<\/em> (2009) di <strong>Yannick Dahan<\/strong> e <strong>Benjamin Rocher<\/strong>, girato in un condominio \u201cballardiano\u201d delle banlieues parigine. Pur essendo un\u2019opera prima dal budget limitatissimo \u2013 che giustifica i sessanta minuti di durata e la rapidit\u00e0 delle scene di violenza \u2013 <em>Rammbock<\/em> azzarda l\u2019introduzione di una nuova \u201cregola del gioco\u201d nello zombie-horror (che non riveliamo) e, pur facendo correre gli invasati, non deluder\u00e0 i fan pi\u00f9 esigenti del genere. Merito della sceneggiatura ben congegnata da <strong>Benjamin Hessler<\/strong> e della regia pulita di <strong>Marvin Kren<\/strong>, che non usa mai la camera a spalla come uno strumento di stordimento di massa.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7571 alignleft\" title=\"rammbock3\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/rammbock3.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"257\" \/>La trama \u00e8 presto detta: l\u2019austriaco Michael (<strong>Michael Fuith<\/strong>) si reca a Berlino per restituire le chiavi di casa all\u2019ex fidanzata Gabi (<strong>Anka Graczyk<\/strong>). L\u2019uomo resta bloccato nel condominio insieme al giovane operaio Harper (<strong>Theo Trebs<\/strong>); i due organizzano la fuga coinvolgendo gli altri inquilini. Tra esili porte sbarrate alla meno peggio, scalette anguste, soffitte polverosi e arieti improvvisati che spalancano labirinti argentiani all\u2019interno del vecchio edificio, <em>Rammbock<\/em> \u2013 letteralmente \u201cvoglia di saltar addosso \/ urtare \/ scopare\u201d \u2013 regala un\u2019ora di azione e tensione dal mezzod\u00ec all\u2019alba del giorno che, anche nella Germania filmica, segna il passaggio dalla normalit\u00e0 a un regime di sopravvivenza senza futuro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7572 alignleft\" title=\"rammbock4\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/rammbock4.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"255\" \/>La fotografia di<strong> Moritz Schulthei\u00df<\/strong> ci restituisce la Berlino tristanzuola e decadente dell\u2019immaginario collettivo, e non manca l\u2019inquadratura-clou della metropoli fumante mentre si propaga l\u2019idiozia assassina collettiva. Ma il cuore del film \u00e8 condominiale, e l\u2019atmosfera dominante \u00e8 intrisa dell\u2019<em>Unheimlich<\/em> tipico del miglior <strong>Polanski<\/strong>, con i vicini inquadrati da balconi e finestre a mo\u2019 di geroglifici umani impossibili da decifrare fino in fondo. <em>Rammbock<\/em> \u00e8 un <em>Kammerspiel<\/em> sulla degenerazione dei rapporti sociali, una \u201cfinestra sulla corte\u201d (il tipico <em>Hof <\/em>su cui danno quattro facciate di case popolari) dove tutti osservano tutti e la maggioranza degli occhi \u00e8 bianca come nel <strong>Raimi<\/strong> degli esordi. Il film di Kren vince la sua scommessa rinunciando alle malie dello splatter beffardo. Sceglie invece una strada pi\u00f9 difficile, che unisce l\u2019azione pura alla pausa di riflessione e al pathos (con tanto di incontro zombi-sentimentale commentato da musica sacra) e termina come una fiaba minacciosa, quasi una <em>Morte corre sul fiume<\/em> in salsa apocalittica. La storica <strong>Filmgalerie 451<\/strong>, che si \u00e8 occupata della distribuzione in sala della pellicola, ha curato anche l&#8217;edizione in dvd \u2013 da non perdere manco morti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.filmgalerie451.de\/en\/film\/rammbock\/\"><strong>Rammbock in DVD nell&#8217;edizione Filmgalerie 451<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-7569 alignleft\" title=\"rammbock1\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/rammbock1.jpg\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"254\" \/>Berlin Calling, parte da oggi una rubrica interna a Straneillusioni dedicata al cinema tedesco e curata da Simone Buttazzi, legata in particolare alla fisiologia urbana Berlinese; cinema e immagini che raccontano una citt\u00e0 tra le pi\u00f9 ricche di segni del vecchio continente. Si comincia con Rammbock, il film &#8220;Berlinese&#8221; sui morti viventi girato da  Marvin Kren nel 2010&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[120,19,10,8],"tags":[],"class_list":["post-7568","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-berlin-calling","category-news","category-recensioni","category-strana-illusione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7568","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7568"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7568\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7568"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7568"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7568"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}