{"id":8534,"date":"2011-09-11T16:58:44","date_gmt":"2011-09-11T14:58:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=8534"},"modified":"2011-09-11T16:58:44","modified_gmt":"2011-09-11T14:58:44","slug":"venezia-68-unedizione-permeabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-68-unedizione-permeabile.html","title":{"rendered":"Venezia 68, un&#8217;edizione permeabile"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-8540 alignleft\" title=\"logo-grande-venezia-68\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/logo-grande-venezia-68.gif\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"229\" \/>La sensazione che Venezia 68 sia riuscita a combinare una serie di palinsesti in forte comunicazione tra di loro era gi\u00e0 abbastanza forte dopo la <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-68-la-conferenza-stampa.html\">conferenza stampa Romana<\/a>, ma la complessit\u00e0 delle opere presentate, nel bene e nel male, ci ha mostrato un cinema fuori cornice, dalla consistenza tattile, alla ricerca di una presenza fortemente fisica fuori dai formati tradizionali, un po&#8217; come il viaggio sensoriale verso la nascita dei bellissimi film di <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-68-orizzonti-kotoko-di-tsukamoto-shinya-giappone-2011.html\">Tsukamoto Shinya<\/a> a di <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-68-orizzonti-century-of-birthing-di-lav-diaz-filippine-2011.html\">Lav Diaz<\/a>. Lo dimostrano, al di l\u00e0 di preferenze e analisi critica, i film di <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-68-concorso-killer-joe-di-william-friedkin-usa-2011.html\">Friedkin<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-68-concorso-tao-jie-a-simple-life-di-ann-hui-hong-kong-2011.html\">Ann Hui<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-68-concorso-shame-di-steve-mcqueen-usa-2011.html\">Steve Mcqueen<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-68-concorso-a-dangerous-method-di-david-cronenberg-uk-germania-svizzera-canada-2011.html\">Cronenberg<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-68-concorso-444-last-day-on-earth-di-abel-ferrara-usa-2011.html\">Ferrara<\/a>,<a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-68-concorso-faust-di-alexander-sokurov-russia-2011.html\"> Sokurov<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-68-concorso-un-ete-brulant-di-philippe-garrel-francia-2011.html\">Garrel<\/a> tutti delineati in uno spazio fluttuante, sia esso vicino alle simmetrie di Shame o allo spazio psichico di Cronenberg, al digitale intimo di Ferrara o al movimento mutante e senza fine del Faust di Sokurov, alla finzione che non \u00e8 pi\u00f9 separabile dal documento nel bellissimo A Simple Life di Ann Hui o alla cicatrice tra simulazione e sentimento nel cinema di Garrel, fino alla destrutturazione dell&#8217;ottica teatrale e temporale in Friedkin. Tutto questo testimonia non solo una scelta radicale per i film del concorso,forse impensabile qualche anno fa, ma anche una stretta relazione ormai inscindibile tra la selezione ufficiale e <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/category\/festival\/venezia-68\/orizzonti-venezia-68\">Orizzonti<\/a>, la sezione pi\u00f9 coraggiosa della mostra. Rispetto al cinema da Camera di Friedkin e Ferrara (al di l\u00e0 del risultato, qui stiamo parlando anche di formato, i film di <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-68-orizzonti-cut-di-amir-naderi-giappone-2011.html\">Naderi<\/a>, Tsukamoto, <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-68-orizzonti-whores-glory-di-michael-glawogger-germania-austria-2011.html\">Glawogger<\/a>, avrebbero potuto tranquillamente essere inseriti nel palinsesto principale come esempi fortissimi di un cinema che si reinventa a partire dalla permeabilit\u00e0 dei mezzi. E se nella conferenza stampa conclusiva, tenutasi oggi alla terrazza Orizzonti, Marco M\u00fcller, per rispondere ad una domanda sulla forte presenza di documentari italiani, ha risposto dicendo che &#8220;le diverse linee del documentario sono pi\u00f9 interessanti del cinema narrativo italiano&#8221;, ci sar\u00e0 una ragione che vogliamo immaginarci vicina ad un cinema di &#8220;formato ridotto&#8221; in grado per certi versi di riconfigurare l&#8217;assetto di un mercato incerto sulla direzione da prendere. Venezia per M\u00fcller \u00e8 ovviamente anche una piattaforma importante per il lancio promozionale dei film a livello internazionale, lo dimostrano alcune scelte ma anche il dialogo con un contenitore vastissimo come quello del Toronto Film Festival cominciato gi\u00e0 dal 2009 con titoli come <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-65-the-hurt-locker-di-katherine-bigelow-in-concorso.html\">The Hurt Locker<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/the-wrestler-di-darren-aronofsky.html\">The Wrestler<\/a>; a dimostrazione di questo, la collocazione di Cronenberg e <a href=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/venezia-68-concorso-carnage-di-roman-polanski-francia-germania-polonia-spagna-2011.html\">Polansky<\/a> nei primi tre giorni di programmazione, come testimonianza della forza promozionale del festival. A noi piace pensare, al di l\u00e0 della disattenzione cronica della stampa quotidiana nei confronti di alcuni titoli, frutto di una preparazione di tipo divulgativo (probabilmente necessario alla macchina in toto) ad un festival mutante in grado di crescere con un dialogo interno tra ricerca e mercato che la direzione M\u00fcller ha favorito con una strategia e una preparazione davvero notevoli; un cambio di guardia in un momento storico-politico tragico per il paese, potrebbe significare il salto in un contesto incapace di portare avanti questa importante eredit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-8540 alignleft\" title=\"logo-grande-venezia-68\" src=\"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-content\/uploads\/logo-grande-venezia-68.gif\" alt=\"\" width=\"452\" height=\"229\" \/>La sensazione che Venezia 68 sia riuscita a combinare una serie di palinsesti in forte comunicazione tra di loro era gi\u00e0 abbastanza forte dopo la conferenza stampa Romana, ma la complessit\u00e0 delle opere presentate, nel bene e nel male, ci ha mostrato un cinema fuori cornice, dalla consistenza tattile, alla ricerca di una presenza fortemente fisica fuori dai formati tradizionali, alcune considerazioni e la conferenza stampa conclusiva dell&#8217;11 settembre nell&#8217;editoriale di Michele Faggi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[128,124,125,123,19,122,10,126,8,121],"tags":[],"class_list":["post-8534","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-controcampo-italiano","category-fuori-concorso-venezia-68","category-giornate-degli-autori-venezia-68","category-in-concorso-venezia-68","category-news","category-orizzonti-venezia-68","category-recensioni","category-settimana-della-critica-venezia-68","category-strana-illusione","category-venezia-68"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8534","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8534"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8534\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8534"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8534"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8534"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}