{"id":9298,"date":"2011-12-01T02:32:37","date_gmt":"2011-12-01T00:32:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/?p=9298"},"modified":"2015-12-08T17:10:41","modified_gmt":"2015-12-08T15:10:41","slug":"%e2%80%9crocco-e-i-suoi-fratelli%e2%80%9d-di-mauro-giori-lindau-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/strana-illusione\/%e2%80%9crocco-e-i-suoi-fratelli%e2%80%9d-di-mauro-giori-lindau-2011.html","title":{"rendered":"Luchino Visconti, Rocco e i suoi fratelli di Mauro Giori (Lindau, 2011)"},"content":{"rendered":"<p>1960. E\u2019 la stagione della \u201c<strong>Dolce Vita<\/strong>\u201d e dell\u2019\u201d<strong>Avventura<\/strong>\u201d quando \u201c<strong>Rocco e i suoi fratelli<\/strong>\u201d arriva nelle sale e <strong>Visconti<\/strong>, alieno dalle divagazioni oniriche felliniane e dagli sconquassi metafisici di <strong>Antonioni<\/strong>, scioglie il neorealismo nel melodramma con la storia dei cinque fratelli lucani, \u201ccome le dita di una mano\u201d dice la madre di verghiana memoria, arrivati nella citt\u00e0 tentacolare, la Milano della nebbia, delle fabbriche e degli incontri di pugilato. Due trattamenti, un soggetto, sei redazioni della sceneggiatura, e una mole di appunti, scalette, brani e lettere testimoniano il complesso lavoro preparatorio che precedette la realizzazione del film, mettendo in luce ripensamenti e cambi di fronte, mutamenti nell\u2019intreccio, nella caratterizzazione dei molti personaggi e perfino nelle ascendenze letterarie. \u201cRocco e i suoi fratelli\u201d, il saggio omonimo di<strong> Mauro Giori<\/strong>, si propone <em>in primis<\/em> di rimettere ordine nell\u2019intricata matassa di supposizioni e false certezze relative alle origini della pellicola, interpretando aspirazioni del regista e contributi personali degli sceneggiatori (da Suso\u00a0 Cecchi D\u2019Amico a Pasquale Festa Campanile, fino allo stesso Visconti) nell\u2019alveo del rapporto con il leggendario <strong>Goffredo Lombardo<\/strong>, il patron della <strong>Titanus<\/strong> che lanci\u00f2 il film come un capolavoro annunciato alla <strong>Mostra del cinema di Venezia<\/strong>, e poi fu accusato da Visconti di non aver difeso la pellicola dagli attacchi di censori e magistrati. Variazioni e modifiche testimoniano la difficile ricerca di un equilibrio \u201ca quattordici mani\u201d che si tradurr\u00e0 in un opera di difficile catalogazione, ove gli intenti sociali si mescolano all\u2019idiosincrasia viscontiana per le passioni (auto)distruttive, e i riferimenti culturali si confondono con gli spunti psicoanalitici. Gente che va e gente che viene: un nucleo familiare e la sua ineluttabile dissoluzione attraverso il contatto con le forme pi\u00f9 inquietanti del boom e dell\u2019urbanizzazione selvaggia, fino al discorso conclusivo di Ciro (Guido Aristarco ci scriver\u00e0 un saggio \u201cCiro e i suoi fratelli\u201d), il fratello operaio che sapr\u00e0 ancora parlare di fratellanza e di giustizia sociale. \u201cRocco\u201d \u00e8 anche un romanzo di formazione (collettiva) rovesciato che guarda al <strong>Verga<\/strong> dei <strong>Malavoglia<\/strong> (travolti dalla fiumana del progresso) e al <strong>Mann<\/strong> di \u201cGiuseppe e i suoi fratelli\u201d, ma costruisce i suoi personaggi nel solco delle immagini dostoevskijane dell\u2019\u201dIdiota\u201d, con Rocco che soffre delle debolezze e delle \u201ccrisi di santit\u00e0\u201d del principe Myskin. Al di l\u00e0 delle fonti dichiarate e pi\u00f9 celebrate, Giori individua quelle forse pi\u00f9 profonde e meno esplicitate: in \u201cRocco\u201d vive lo spirito dei racconti milanesi di <strong>Testori<\/strong> che si occup\u00f2 probabilmente della correzione dei dialoghi milanesi e mise a disposizione un repertorio di caratteri e atmosfere che emergono a pi\u00f9 riprese nell\u2019universo viscontiano. Altrettanto intricate, fra attacchi preventivi, calcolato ribrezzo e entusiasmi proletari risultarono le reazioni a pellicola finita quando, dopo la presentazione veneziana, Visconti si illuse di sfuggire alle forbici dei censori, dando invece il via al fuoco incrociato di detrattori ed estimatori, in un momento storico in cui ogni dibattito culturale sembrava destinato a trasformarsi in discussione politica (e in questa chiave fu interpretato il premio di consolazione vinto alla Mostra del Cinema). Se alcune scene furono scorciate per offesa al pubblico decoro (la violenza e poi l\u2019omicidio di Nadia, la prostituta legata a Simone, ma innamorata di Rocco), la pellicola resse alle accuse di razzismo nella delineazione dei personaggi meridionali, finendo per\u00f2 per incontrare a fasi alterne il favore del pubblico operaio (\u201cAvrei preferito un vecchio western onesto e facilone\u201d commenta un lettore de \u201cLa Stampa\u201d), spaventato dagli eccessi melodrammatici che animano le esistenze altrimenti grigie dei protagonisti. Non solo analisi della struttura filmica, ma prezioso strumento per indagare le modalit\u00e0 di ricezione dell\u2019opera nella trama culturale dell\u2019epoca, il saggio di Giori rappresenta quindi un elemento prezioso all\u2019interno della letteratura viscontiana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il saggio di Giori rappresenta un elemento prezioso all\u2019interno della letteratura viscontiana; Sofia Bonicalzi ci parla del volume edito da Lindau e intitolato &#8220;Rocco e i suoi Fratelli&#8221;&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":71757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"wpai_generated_summary":"","wpai_meta_description":"","footnotes":""},"categories":[302,19,10,16,8],"tags":[],"class_list":["post-9298","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-libri","category-news","category-recensioni","category-s-teorie","category-strana-illusione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9298","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9298"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9298\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31031,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9298\/revisions\/31031"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9298"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9298"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9298"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}