{"id":98,"date":"2007-09-22T00:52:49","date_gmt":"2007-09-21T22:52:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni%20\/venezia-64-the-nines-john-august\/"},"modified":"2018-10-02T17:04:46","modified_gmt":"2018-10-02T15:04:46","slug":"venezia-64-the-nines-john-august","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.indie-eye.it\/cinema\/recensioni\/venezia-64-the-nines-john-august.html","title":{"rendered":"The nines di John August &#8211; Venezia 64: la recensione"},"content":{"rendered":"<p><em>I&#8217;m in no hurry for that final disappointment,<br \/>\nfor I know just as well as I&#8217;m standing here talking to you,<br \/>\nwhen that final moment comes and I&#8217;m breathing my lst breath, I&#8217;ll be saying to myself<br \/>\nis that all there is?<\/em><\/p>\n<p>John August \u00e8 un noto sceneggiatore, ha scritto per un buon numero di film diretti da Tim Burton, compreso l&#8217;adattamento per Big Fish, suoi sono i due Charlie&#8217;s Angels e Titan A.E. The Nines \u00e8 il suo debutto come regista supportatto da Dan Etheridge, produttore di provenienza prevalentemente televisiva. La scrittura di August \u00e8 l&#8217;aspetto pi\u00f9 ingombrante di The Nines, sviluppato a partire da tre blocchi narrativi spiraliformi, sovrapposti anche in termni di ruoli e spazi del racconto, definisce ogni sezione come un universo a parte capace di comunicare con gli altri sui tracciati di un multiverso alla Moorcock.<\/p>\n<p>The Nines anche in questo senso ha un&#8217;apparenza del tutto british. Ryan Reynolds \u00e8 una star della televisione agli arresti domiciliari per circostanze non del tutto chiare, due donne controllano i suoi movimenti, la prima preservando la sua esistenza dentro i confini della casa, la seconda cercando di fargli forzare i limiti dell&#8217;area. Nel secondo episodio, lo stesso Reynolds, interpreta l&#8217;ideatore di un Reality show che collassa con il suo universo, la dissoluzione progressiva del dispositivo fiction preme come un pericolo imminente sulla persistenza dell&#8217;iperrealt\u00e0 che gli sta intorno. L&#8217;ultima sezione vede ancora Reynolds ideatore di uno strano videogame chiamato Knowing, creatore di mondi che si sfrangiano dalla sua stessa creativit\u00e0\/volont\u00e0.<\/p>\n<p>The nines recupera una fascinazione digitale e archeologica di certe produzioni ITC e in particolare sembra riferirsi alla breve parabola televisiva di P.J. Hammond nel tentativo di re-inventare una fantascienza di tipo filosofico capace di sviluppare derive del racconto a partire dalle anomalie del tempo. La sensazione \u00e8 che il livello della scrittura assuma una posizione privilegiata in un vero e proprio contenitore di forte impatto televisivo che non si lascia andare alla sporcizia dei chroma key e ai mille mondi possibili di un&#8217;immagine digitalmente imperfetta.<\/p>\n<p>L&#8217;immagine raramente partecipa delle stesse possibilit\u00e0 aperte dal testo, tranne quando si lascia trascinare dal potere evocativo di <em>is that all there is?<\/em> la canzone di Peggy Lee sulla volatilit\u00e0 della memoria che viene disseminata nei dialoghi di The Nines come una possibilit\u00e0 di gemmazione del testo e che trasforma le visioni terribili e meravigliose di una vita di amore e disillusione in uno sguardo glaciale su universi che collidono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The nines recupera una fascinazione digitale e archeologica di certe produzioni ITC e in particolare sembra riferirsi alla breve parabola televisiva di P.J. 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