Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Godzillamarket ha celebrato la sua attività con una festa al Tunnel di Milano; un'occasione per vedere in azione tutto il suo roster, capeggiato dai Ministri ma composto da molti altri nomi, magari meno noti ma ugualmente degni di attenzione, come ad esempio i Verbal e Diego Deadman Potron 

Di

Gran bella festa quella organizzata dalla Godzillamarket lo scorso giovedì 3 ottobre al Tunnel, uno dei pochi locali milanesi intra moenia ancora aperti e probabilmente il migliore come ambientazione e acustica per concerti rock. Per chi non lo sapesse la Godzilla è un’agenzia di booking attiva soprattutto nell’ambito di Milano e dintorni, legata in particolare al Magnolia e a gruppi che lì sono di casa, a partire dai Ministri, che erano gli ospiti a sorpresa della serata. Piuttosto che di loro, di cui ormai si parla giustamente con riverenza dato lo status che hanno raggiunto, o dei Selton, che pur traendo ispirazione dal maestro Jannacci non mi colpiscono in nessun modo, preferisco tessere le lodi dei nomi meno noti che hanno aperto la serata e che meriterebbero la stessa esposizione delle band citate e che anzi spero possano raggiungerla proprio grazie al serio lavoro della Godzillamarket.

E allora spazio ai Verbal, band bergamasca abbastanza inclassificabile, con ex-componenti degli Stardog, dei Bancale e della backing-band di Bugo, forse dalle parti del math-rock strumentale, ma molto più capace di non prendersi sul serio e di giocare col suono, plasmandolo e dando spazio anche al divertimento. Tre pezzi belli tirati quelli proposti, con interventi elettronici a dare ritmo. Spazio anche a Il Triangolo, penalizzati da qualche suono fuori posto (voce in cantina), ma forieri di buone canzoni che vanno a recuperare il beat anni Sessanta e Battisti con estrema eleganza, che qualcuno direbbe baustelliana, e che si spingono indietro anche fino ai Cinquanta, con la chitarra surf figlia degli Shadows. Citazione poi per i Figli di Madre Ignota, gente che quando va allo Sziget suona davanti a migliaia di persone non solo italiane come invece capita a nostri connazionali magari più famosi e che riempie i club di tutta l’Europa dell’est, forse perché il loro balkan sound è molto meno caricaturale di quello che piace alle nostre latitudini e molto più imbastardito ed elaborato. Infine, last but not least in questa carrellata, Diego Deadman Potron, che sembra arrivare dal Mississippi, da Holly Springs come R.L. Burnside, ma che invece vive in Brianza. Il suo blues elettrico da one man band è infatti credibilissimo e sentitissimo, suonato con lo stesso spirito di Burnside, tra un whisky, una scopata e un patto col diavolo. Al Tunnel ha presentato il suo nuovo disco, il secondo, Electro Voodoo (Afro Epilettoid). Il consiglio è quello di acquistarlo, magari a uno dei tanti concerti che Potron fa in giro per l’Italia.

[ Le Foto dell’articolo sono di Francesca Pontiggia ]

 

Fabio Pozzi

Fabio Pozzi

Fabio Pozzi, classe 1984, sopravvive alla Brianza velenosa rifugiandosi nella musica. Già che c'è inizia pure a scrivere di concerti e dischi, dapprima in solitaria nella blogosfera, poi approdando a Indie-Eye e su un paio di altri siti.