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A due anni dal brillante Concordia, i Foxhound confezionano un album palpitante e denso, un tripudio di basso e batteria a cui si aggiungono gli arrangiamenti preziosi di archi e fiati. In Primaverà è già fra i migliori album dell'anno. 

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Se con Concordia (recensito qui su indie-eye) i ragazzi torinesi si erano fatti giustamente acclamare fino ad ottenere la Targa Giovani Mei Supersound come migliore gruppo nel 2012, la novella uscita rafforza e conferma le buone impressioni dell’esordio. Per chi se li fosse persi Riccardo Salvini (voce e chitarra), Lorenzo Masoero (voce e basso), Filippo Vindrola (batteria) e Luca Morino (chitarra), tutti classe 1992, hanno folgorato il 2012 aprendo per band come Peter Hoox, The XX, passando dal palco del Traffic della nativa Torino, a quello della Festa della Musica di Chianciano Terme ( Qui il documentario prodotto da Indie-eye ) fino a quello del Primavera Sound di Barcellona. Il segreto? Volendo riassumere in pochissime battute, aver fatto un album dai tempi perfetti, calcolato fino all’ennesimo grado, ballabile, coinvolgente, insomma aver fatto un album con tutti i crismi dell’english style, ma stando in Italia. Sono queste le premesse che portano alla lettura di In Primavera, undici tracce che hanno assorbito umori e scenari di luoghi esotici, acquisendo ora il groove delle percussioni tribaleggianti (Summer Yeast), ora gli arrangiamenti di archi da opera decadente e onirica (Gasulì), ora i cori sgangherati da Rock The Casbah.

Eppure non si avverte forzatura o artefatti nel lavoro dei Foxhound, solo una grande naturalezza, uno stare a proprio agio come se le tracce fossero delle chiacchiere annoiate da snocciolare l’una dietro l’altra. Fa niente poi se nel bel mezzo del racconto partono divagazioni funkeggianti come in Fitness (pezzo imperdibile dell’album), coretti alla Sympathy for the devil (Erase Me) o le capriole virtuose del basso che incontrano il gelo del sax (Out). E cosa dire della voce distorta in I Just don’t mind, il risveglio da una passaggiata narcotica che riesce a tenere insieme, eccome se ci riesce, l’approccio europop alla Boney M in Daddy Cool alle morgane da risveglio psichedelico.

Insomma, Foxhound è un cane da caccia dal fiuto miracolato. Ogni azzardo presente nel disco è una puntata vincente; la decisione di introdurre il contributo del sax tenore di Paolo Celoria o a quello del sax soprano di Luca Neri, l’introduzione del violino di Davide Rossi. Un mix vincente dove l’alternanza fra pop, dub, funk e riff catchy dà lustro all’intero lavoro. Foxhound sono dei surfisti del genere, e “In primavera” ha già tutti i requisiti per essere uno degli album dell’anno.

 

Foxhound
In Primavera

Autoprodotto, 2014 | New-funk | psycho-pop
TRACKLIST:

All alone on my own | Erase me | Fitness | I just don’t mind | Out | Gasuli’ | I don’t want to run today | Summer Yeast | Stars (anytime you want to) | That’s the sky | My life is so cool

 

Giulia Bertuzzi

Giulia Bertuzzi

Giulia vede la luce (al neon) tra le corsie dell'ospedale di Brescia. Studia in città nebbiose, cambia case, letti e comuni. Si laurea, diventa giornalista pubblicista. Da sempre macina chilometri per i concerti e guadagna spesso la prima fila.