giovedì, Febbraio 25, 2021

Indie

Il Buio – L’Oceano Quieto

Il Buio no è una band scontata, preferisce la violenza trattenuta e non platealmente data in pasto alla massa

Underdog – Keep Calm

Keep Calm segna un ritorno importante per gli Underdog dopo l’ottimo Keine Psycoterapie

Mark Lanegan & Duke Garwood – Black Pudding

Mark Lanegan ritorna, questa volta in collaborazione con Duke Garwood, con un disco di blues scarnificato e sperimentale, in cui a volte la sua voce resta in secondo piano rispetto alla sperimentazione, con risultati comunque appaganti

Silver Jews – Early Times (Drag City, 2012)

Early Times racchiude le primissime uscite in lo-fi dei Silver Jews, la creatura di David Berman

Ofeliadorme – Bloodroot

Squisito dream pop dalle tinte fiabesche quello di Ofeliadorme, reinventa una certa psichedelia con essenziale leggerezza, la recensione di Giulia Bertuzzi...

The Virgins – Strike Gently

Un album funk e indie rock, il seguente paga pegno ai Dire Straits e ai Talking Heads. Le mirabili avventure degli americani The Virgins, reinventatisi nel loro secondo Lp Strike Gently. La recensione di Elia Billero.

Tablo – Circolo Vizioso

A due anni da Non mi senti, esce a fine 2012 il terzo album di Tablo, già Nicola Tabellini, in diffusione per la Mizar Records. La recensione di Giulia Bertuzzi...

L’Orso – L’Orso

Primo full lenght dopo tre EP per L'orso, pubblica come sempre Garrincha dischi

Marnie Stern – The Chronicles of Marnia (Kill Rock Stars, 2013)

L'evoluzione del virtuoso è lei, Marnie Stern, classe '79 da New York, della chitarra fa quel che vuole con maestria e consapevolezza del fatto che il 95% dei solisti alla chitarra provoca sbadigli. La recensione di The Chronicles of Marnia a cura di Elia Billero.

Fuochi di Paglia – Del carciofo e di altre storie (Fuochi di Paglia – Labella, 2012)

Fuochi Di Paglia, Del Carciofo e di altre storie è uscito da qualche mese, ma Flora Strocchia lo trova così interessante da averne sviscerata tutta l'anima sognante, giocherellona e demenziale; la recensione...

Big Harp – Chain Letters

Un mix di suoni e di sensazioni che oscillano nell'orbita di un cabaret oscuro e meditabondo, un folk cittadino sufficiente oliato dai fumi di vino, sigarette e whisky

Paletti – Ergo Sum

Così, disinvolto nell'indossare il vestito del cantautorato pop italiano, Paletti inanella pezzi in rapida successione, otto schiocchi di lingua rapidi e secchi senza troppi preamboli o manfrine

videoclip news