Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

“La Liverpool di Francia”. Così viene soprannominata Clermont-Ferrand, cittadina nel cuore dell’Auvergne, in virtù della brulicante attività concertistica che la contraddistingue. Della scena musicale il festival Europavox è senza dubbio l’espressione più completa e di grande risonanza; "l'unité dans la diversité", questo il motto programmatico di un progetto partecipativo, che oltre ai grandi nomi, si lega allo scouting di nuovi artisti e non solo. Giuseppe Zevolli era in loco per indie-eye come unico rappresentante della stampa Italiana insieme a due inviati di Freequency, questo è il reportage completo della manifestazione, tra racconto e fotografie... 

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E alla fine arrivano gli Hives. Badass dall’inizio alla fine, il quintetto svedese non si è arrugginito, in caso ve lo steste chiedendo. Il loro show è di fatto l’hype assoluto del festival e non a caso è allestito in pompa magna, iper-rumoroso, iper-scenografico, iper-celebrativo. Il leader e cantante Howlin’ Pelle Almqvist si conferma istrione scalmanato, urlatore e agitatore di folle presuntuoso e provocatorio, che per un’ora e mezza continua a stuzzicarci dicendo che non faremo mai abbastanza il clamore che si meritano. Non c’è da stupirsi che qualche giorno fa abbiano dichiarato al Guardian “Rock ‘n’ roll is shit at the moment”. Il loro è il solito garage portato all’estremo, che il Forum ci rende cristallino e sferzante per un’ora e mezza di adrenalina pura. Certo, a chi ha passato i 18 al ventesimo “ARE YOU REAAAADY?!” di Howlin’ vien la tentazione di retrocedere ai lati del pogo, ma la credibilità scapestrata degli Hives riesce davvero a convincere. Si divertono come matti, ci mostrano le chiappe e ci deridono da sotto i loro cappelli alla Residents, annunciano i nuovi pezzi da Lex Hives e ci invitano a portare tutta la famiglia, nonne mamme zie, a vedere i loro prossimi live, perché, dicono, chi altro potremmo portarle a vedere? Aver mollato la Universal e ritrovarsi liberi e impuniti sembra aver fatto bene al gruppo, non c’è che dire. Forse il loro spessore inizia e finisce in quei “Come on!” (anche il titolo di un nuovo brano) quintuplicati a rintronarci tra un pezzo e l’altro, ma il risultato è a dir poco rinvigorente e funziona bene come valvola di sfogo finale dei tre giorni.

Un ultimo concerto chiude definitivamente la line up di Europavox e lasciando gli Hives vien la curiosità di capire chi sia stato scelto per smaltire l’adrenalina che ci han lasciato in corpo gli svedesi. Incontrastati, unico set rimasto a disposizione, sono i Mutiny On The Bounty, dal Lussemburgo. Math rock alla Foals, più danzereccio che celebrale, ultima sferzata per i nostri piedi ormai in dirittura d’arrivo e ultima occasione per il crowd surfing di giovani pulzelle.

Un festival consigliatissimo, un concentrato di stimoli con il giusto equilibrio tra i tanti momenti di sfogo e una più compassata contemplazione di nuovi talenti. Spuntano da ogni dove e come sempre è la vostra selezione e il vostro peregrinare a dare un senso all’estrema varietà. Au revoir Europavox, un anno passa in fretta.

 

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Giuseppe Zevolli

Giuseppe Zevolli

Nato a Bergamo, Giuseppe si trasferisce a Roma, dove inizia a scrivere di musica per Indie-Eye. Vive a Londra dove si divide tra giornalismo ed accademia.