sabato, Settembre 26, 2020

Nextech 2010 – 16,17,18 Settembre – Stazione Leopolda, Firenze

Giunto ormai alla sua quinta edizione, il festival Nextech arriva puntuale come ogni anno ad allietare la chiusura dell’estate fiorentina. L’ex stazione Leopolda, uno degli spazi più incredibili di cui la città dispone, è il luogo perfetto per ospitare manifestazioni di questo livello: grazie ad una partnership fra Musicus Concentus, Intooitiv, Tenax,  Stazione Leopolda Srl, e con il contributo del Comune di Firenze, Assessorato alla Cultura e Contemporaneità, è stato possibile radunare alcuni fra gli esponenti delle più svariate tendenze elettroniche internazionali, per tre serate all’insegna del divertimento e della ricerca sonora. Coadiuvate dalle proiezioni di alcuni fra i migliori visual artists italiani, le performances di artisti e DJ si sono alternate sul palco principale, mentre le sale interne ospitavano la mostra degli allievi di Accademia Italiana – scuola fiorentina di moda e design – e il piazzale Gae Aulenti forniva il banco di prova per una installazione sperimentale a cura del team di Architettura Sonora.

Per chi scrive – prevedibilmente – la palma va alle esibizioni di Alva Noto/Blixa Bargeld (N.D.R. per una video intervista a Bargeld realizzata da indie-eye network, questo è il link) dal carattere decisamente sperimentale, e dei Lali Puna (N.D.R. Foto intervistati da indie-eye network da questa parte) contraddistinti invece da una vena più accessibile e pop. Vecchia conoscenza di indie-eye, Bargeld (presto di nuovo su indie-eye per una video intervista insieme a Chiara Guidi, Alexander Balanescu, Teho Teardo) rimane un artista incredibilmente carismatico, ironico e capace di magnetizzare l’attenzione dello spettatore con la sua mera presenza. Fortunatamente queste qualità compensano la natura scontrosa del personaggio, a tratti palesemente ostile nei confronti del fonico e del suo stesso compagno d’avventura Alva Noto, al quale dopo tutto si deve il successo tecnico dello show. Il pubblico tributa al duo tedesco una sincera dimostrazione di stima, salutandolo con un’ovazione. La band di Valerie Trebeljahr, dal canto suo, raccoglie notevoli consensi cullando i presenti per oltre un’ora e mezzo con un pop elettronico sognante ed immaginifico. Oltre ai grandi classici del suo repertorio, il gruppo di Monaco ha presentato i brani del recente Our Inventions, abbandonandosi spesso e volentieri a lunghe improvvisazioni strumentali. Curiosa la performance del duo canadese Flabbergast, composto dal musicista Guillaume Coutu Dumont e dal DJ e produttore Vincent Lemieux: sospesi fra house, funk, techno, gospel, swing e afro-beat, hanno dimostrato ancora una volta come Montreal sia ormai uno dei centri nevralgici della nuova scena musicale internazionale. Un po’ sottotono gli italiani We Love, impeccabili sul piano del look e dello stile, ma forse non altrettanto graffianti dal punto di vista musicale.

Il resto della selezione è stata dedicata alle sonorità più in linea con le dinamiche da dancefloor. Colpisce nel segno la formazione inedita dei Visionquest: nativi di Detroit e residenti a Berlino, Ryan Crosson e Shaun Reeves hanno comprensibilmente esplorato ogni recondito anfratto della techno più notturna e cerebrale. Meno oscuro, più vivace e “rock” – seppur tecnicamente ineccepibile – l’approccio di Erol Alkan, una vera bomba ad alto potenziale rilasciata sui pavimenti scivolosi della pista da ballo. Raffinatissimo Agoria, le cui influenze soul/jazz tradiscono il ben noto tocco francese. Chiuderà in bellezza Guy Gerber con la sua personale visione della techno, musica da ballo corretta secondo traiettorie dinamiche e melodiche.

Anche se solo per pochi giorni, la convention riunitasi alla Leopolda ha elevato il nostro capoluogo al rango delle maggiori capitali europee. L’atmosfera esclusiva ed internazionale che si respirava al Nextech, d’altronde, giustifica l’incredibile affluenza di pubblico registrata in occasione di tutte e tre le serate. Da parte nostra non possiamo che rallegrarci del risultato ottenuto dalla manifestazione; confidando nella lungimiranza delle amministrazioni comunali, ci auguriamo che tali successi contribuiscano a promuovere altri eventi di questo tipo, e ad aprire sempre più spesso al pubblico lo splendido spazio della ex stazione Leopolda.

Federico Fragasso
Federico Fragasso
Federico Fragasso è giornalista free-lance, non-musicista, ascoltatore, spettatore, stratega obliquo, esegeta del rumore bianco

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