Claudio Cataldi – Homing season: malinconica memoria shoegaze.

Altre cover story

Pervaso da una sottile malinconia sin dalla bella cover (curata dall’artista palermitano Federico Lupo) , il nuovo lavoro di Cataldi riconduce indietro nel tempo, laddove gli umori waves, le chitarre, le armonie vocali e non, parlano una lingua che grossomodo si potrebbe collocare nella metà dei ’90 e che il dislocamento temporale, fa percepire oggi come straniante reperto di un possibile, immaginifico, altrove.

Solipsistico nelle mosse ma legato ad una concezione innodica ed epica che conduce, di volta in volta, in ambienti divisi tra shoegaze e grunge, post-punk, brit pop ed indie propriamente detto; dove Cure e Nirvana cedono il passo ai Jesus And Mary Chain e l’atmosfera tende a saturarsi, senza però mai farsi impenetrabile coltre noise, dalle parti dei My Bloody Valentine. Il ché avvicina di parecchio la sua penna a quella di Adam Franklin, che partendo da queste stesse coordinate, ha vergato le pagine storiche di Swervedriver e Toshack Highway.

Un suono pulito e diretto, quindi, in costante ricerca della perfetta forma ‘pop’, sia quando si muove sulle vie della melodia harrisoniana, come nella conclusiva Cal, che quando imbastisce trame psichedeliche su base funk à la Loveless (A Magic For You, Final). In mezzo piccole potenziali hit come la suggestiva Song Of Hate e la tirata Let’s Go To The Secret Place (come direbbero i Sonic Youth,under the influences of Jesus And Mary Chain”, per l’appunto) o struggenti esercizi cantautoriali sul limitare del folk come Take Care e September Air.

Un disco in bianco e nero, sincero, tormentato, che riesce a toccare corde profonde, dicendo parecchio pur parlando una lingua tutt’altro che sconosciuta.

 

Alessio Bosco
Alessio Bosco
Alessio Bosco - Suona, studia storia dell'arte, scrive di musica e cinema. Contatta la redazione di indie-eye: info@indie-eye.it Per comunicati stampa: cs@indie-eye.it Materiale promozionale: INDIE-EYE | VIA DELLA QUERCIOLA N. 10 | 50141 | FIRENZE

Ultimi articoli in evidenza

LongLake Festival 2026: il Buskers come geografia mobile delle culture urbane

Nella settimana conclusiva del LongLake Festival, Lugano affida gran parte della propria identità temporanea al linguaggio storicamente più nomade delle arti performative: quello del busking. Dal 22 al 26 luglio il centro cittadino ospita quaranta artisti provenienti da quattordici paesi, in una configurazione che si avvicina più a una mappa di circolazione culturale che a un cartellone tradizionale.

INDIE-EYE SHOWREEL

spot_img

Articoli Simili