venerdì, Dicembre 4, 2020

Femita – Femmine Rock dello Stivale di Laura Pescatori

Femita, Femmine Rock Dello Stivale è il volume di Laura Pescatore pubblicato da Edizioni Underground. Una mappatura della musica al femminile attraverso una serie di interviste. Le presenti e le assenti

Posticipato causa Covid-19, il volume di Laura Pescatori colma quella che lei stessa chiama una lacuna: affrontare il panorama italiano della musica rock al femminile, dopo una lunga passione esterofila, culminata in “Riot not Quiet – 365 giorni di Rock Al Femminile“, aneddoti e pillole quotidiane legate al vasto territorio della musica femminile anglofona. 
Partendo dal genoma cantautorale, l’autrice scardina alcune convenzioni percettive e svela un panorama ricchissimo, pieno di idee e compatto nel rifuggire alcuni stereotipi sessisti duri a morire in ambito musicale. 


Obiettivo dell’autrice, rintracciare gli aspetti femminili nella musica rock intesi come attitudine e stile di vita. Senza limiti di stile e approccio, la Pescatori si muove tra nomi storici e figure emergenti, introdotta da una prefazione di Jenny Sorrenti che descrive il progetto come gesto di libertà, mentre a Massimo Pirotta viene affidata un’escursione discografica al femminile dagli anni 60 fino agli 80, vent’anni di vinile in sintesi. Rock, punk, pop, Jazz, musica popolare, cantautorato. Non ci sono filtri se non nella scelta parziale fatta dall’autrice, che ha incluso nomi importanti, ma ne ha esclusi altrettanti.
Il libro ha una struttura documentale e si serve del mezzo “intervista” per approfondire l’oggetto di analisi.

Tra i nomi presenti, Mumble Rumble, formazione emiliana nata a Bologna nei primi novanta, Elena Ledda, erede di Maria Carta e tra le voci più importanti del panorama cantautorale, Cristina Donà, uno dei nomi più stimolanti della musica italiana tutta, Teresa De Sio, artista versatile e poliedrica, tra i nomi più rilevanti e noti del cantautorato nostrale. Gli apolidi Svetlanas guidati dall’incontenibile Olga, la straordinaria Rita “Lilith” Oberti, voce e anima dei seminali Not Moving, la cantante Jazz Vanessa Tagliabue York, Sabrina Napoleone, musicista, autrice e organizzatrice del Lilith Festival, dedicato alla musica al femminile. E poi Patrizia Di Malta, indimenticabile voce del Gruppo Italiano, la genovese e grintosa Cristina Nico, le emiliane Tremende, prodotto verace degli anni novanta, Beatrice Campisi e il suo lavoro tra jazz e musica popolare, la siciliana Francesca Incudine, uno dei nomi più interessanti degli ultimi anni, le toscane The Cleopatras, nome storico dell’underground garage, la giovanissima Agnese Valle con il suo pop che sin da subito è stato notato dalle Targhe Tenco, le  Killin’ Baudelaire, un nome “assoluto” come Helena Velena, transgender, produttrice, agitatrice culturale, scrittrice, icona della scena punk italiana in un’accezione molto larga. E ancora Erica Mou, Ilenia Volpe, la straordinaria Stefania Pedretti, parte del progetto OvO insieme a Bruno Dorella e titolare di ?Alos.


Sono molti di più i progetti raccontati dalla Pescatori, che per ragioni di spazio non possiamo citare. Ci vorremmo invece soffermare sulle defezioni, altrettanto importanti. Manca Francesca Messina, aka Femina Ridens, uno dei progetti più stimolanti e creativi degli ultimi anni, capace di fondere nello spazio della forma canzone, ricerca e sperimentazione, con un’immediatezza e una duttilità canora rarissima. Francesca è voce importante ed è una veterana della scena musicale, dopo aver cominciato in ambito dance negli anni novanta con un progetto conosciuto in tutta Europa come Lady Violet (ha partecipato ad Eurofestival ed altre kermesse notissime) ha coraggiosamente cambiato approccio e obiettivi, imponendosi come una delle voci più interessanti del panorama italiano femminile contemporaneo, riconosciuta da numerose testate di settore. Manca anche Debora Petrina, straordinaria musicista sospesa tra Jazz e musica contemporanea e autrice di una serie di dischi tra pop e sperimentazione tra i più belli degli ultimi anni; uno di questi annovera le collaborazioni di David Byrne, John Parish, Jherek Bischoff. Manca Patrizia Laquidara, tra le interpreti pop “uscite” da Sanremo più versatili, ostinate e coraggiose, nel perseguire un metissage tra musica popolare, Jazz e imprestiti brasiliani; del resto, quante artiste e artisti italiani possono dire di aver lavorato a fianco di uno straordinario musicista come Arto Lindsay? Manca Alice, senza la quale non si sarebbero aperte molte strade per quelle musiciste che puntavano alla qualità e non ci riferiamo solo alle collaborazioni con Battiato, ma ad un disco davvero seminale come “Il sole nella pioggia”, dove intorno alla sua figura carismatica ruotavano musicisti come Peter Hammill, Steve Jansen, Jon Hassell e Richard Barbieri, per citarne solo alcuni. Manca Giorgia Del Mese, una delle cantautrici più solide degli ultimi anni. Manca Beatrice Antolini, tra le voci più personali e innovative del panorama italiano, cantautrice, polistrumentista, session woman, all band girl. Manca una bluesgirl come Elli De Mon, che sovverte radicalmente lo stereotipo del blues come musica eminentemente ritagliata su performer maschili.  Mancano voci seminali come quelle di  Angela Baraldi, Nada, Ginevra De Marco, Rettore, Marina Rei. Ne mancano molte altre, importanti, eccentriche ed eccedenti, coraggiose, ma ci fermiamo qui. Alcune di loro sono citate frettolosamente in una postfazione a cura di Serena Abrami un po’ striminzita, altre non compaiono, peccato.

Non rimane altro che augurarsi un loro inserimento nella prossima edizione di “Femita”.

Autore: Laura Pescatori
Pagine: 332
Prezzo: 15 Euro
Uscita prima edizione: Settembre 2020

Laura Pescatori collabora con Radio Onda d’Urto dal 2009 conducendo Navdanya, trasmissione etico e culturale e Rebel Girl trasmissione musicale prettamente al femminile. Nello stesso anno idealizza ed organizza la prima edizione del Lady Pink Festival giungendo ad oggi alla terza edizione, ed è in preparazione la quarta. Nel 2016 viene chiamata come responsabile eventi culturali/musicali per il circolo ricreativo Amici della Musica, nel 2017 pubblica il libro “Animalando” una silloge di poesie contro lo sfruttamento animale (umano e non umano) edito per Aracne Editrice. Nel 2018 pubblica “Riot not Quiet – 365 giorni di Rock al Femminile” edito per Chinaski Edizioni, una sorta di bibbia del Rock al femminile. Nel giugno del 2018 prende forma il progetto Alien She-Valchirie nella Musica con la cantautrice Claudia Is On The Sofa un reading musicale in omaggio alle valchirie del palcoscenico internazionale. Nel 2019 viene chiamata a far parte della giuria del Premio Zonta per la canzone d’autrice, esperienza che si rinnova anche nel 2020. Collabora con Rockerilla, hardsounds.it, A-Rivista Anarchica ha precedentemente collaborato anche con Magazzini Inesistenti e Terra Nuova.

Stefano Bardetti
Stefano Bardetti, classe 1974, ascolta musica dai tempi appena precedenti al traumatico passaggio da Vinile a CD; non ha mai assimilato il colpo e per questo ne paga le conseguenze.

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