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Il Festival della Musica di Chianciano Terme è giunto alla sua XIV Edizione, una resistenza che è sinonimo di qualità e sostenibilità. Non è semplice garantire ogni anno musica nazionale e internazionale di alto livello a ingresso totalmente gratuito, in un contesto naturale come quello del parco fucoli adiacente ai percorsi delle terme sensoriali, e con un'attenzione al foob and beverage di qualità che generalmente è impossibile trovare all'interno di contenitori popolari come questo. Abbiamo chiesto di raccontarci tutto il percorso e la storia di questo festival al direttore Carlo Beligni, parte del Collettivo Fabrica che da anni cura tutta la gestione del festival. 

Di

Ci racconti brevemente la storia del festival, come nasce e come si è formato il collettivo che ci lavora?

La Festa della Musica nasce da un’idea dell’Istituto Musicale di Chianciano Terme, nel 2000. Era l’occasione per far esibire gli allievi e le band locali provenienti dalla scuola di musica e successivamente è stata organizzata da un’altra associazione locale, alla quale è subentrato il Collettivo Fabrica nel 2007. Il Collettivo Fabrica in realtà è nato nel 2006 e dopo un evento di presentazione chiamato “officina creativa”, evento di grande successo tenuto dentro alcune storiche officine Fiat,  ci siamo occupati anche di sport, portando avanti un piccolo evento locale che si tiene ancora  ogni anno nel periodo natalizio. Chiaramente la nostra vocazione principale è rivolta alla Festa della Musica che è l’evento più atteso, più impegnativo ma che sicuramente offre maggiori soddisfazioni sotto tanti punti di vista.

nel panorama dei festival a ingresso totalmente gratuito siete un unicum per qualità e coerenza, come siete riusciti a mantenere negli anni questa formula?

L’ingresso libero è stata ed è tuttora una scelta molto difficile. Se da una parte, quella del pubblico tanto per essere chiari, è un elemento di attrattiva in più soprattutto in  periodi come questi, dall’altra per chi organizza è un grande rischio. Per molto tempo ci sono state tante discussioni all’interno della nostra associazione tra chi riteneva di “viziare” eccessivamente il pubblico e chi invece ha sempre sostenuto fino alla fine che certe iniziative devono comunque esistere nell’infinito panorama di eventi che offre la nostra Regione. Sicuramente possiamo dire che la Festa della Musica è uno dei pochissimi Festival che unisce l’ingresso libero ad un ottimo livello artistico, cercando comunque di garantire  buoni standard qualitativi anche nei servizi, sia  per il pubblico e per gli addetti ai lavori. Ogni anno cerchiamo di far quadrare i conti, ma se non riescono a rientrarci i grandi Festival con i proventi dei biglietti ti lascio immaginare noi….Se siamo riuciti a sopravvivere è soltanto perché durante l’anno riusciamo ad organizzare altre attività, partecipiamo a bandi regionali coordinando le Politiche Giovanili della nostra Provincia insieme ad altre realtà locali, ma ogni anno diventa sempre più difficile, sono impegni gravosi e si tratta, come sai, di volontariato.

come viene deciso il palinsesto del festival?

La programmazione musicale viene curata cercando di far fronte a vari criteri: un concerto di richiamo nazionale, un’esclusiva dall’estero, la presentazione di artisti già affermati nel panorama indipendente italiano e se possibile qualche giovanissima promessa unita alla valorizzazione delle band locali. La programmazione inizia già da i primi di gennaio e non ha un genere specifico. Abbiamo voluto conservare il nome del festival, nonostante possa risultare poco originale o addirittura provinciale, proprio perché non vogliamo porci limiti e offire ogni anno i generi più diversi ed è stato sempre così. Da Musica Nuda agli Easy Star all stars, da Nada a Le Peuple De L’Herbe e poi Rondelli, Zion Train e cosi via…

 

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