Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Ora. Lo spazio e il tempo della preghiera. Il cantus firmus di Giovanni Lindo Ferretti, le immagini di Martina Chinca e la musica dei C.S.I 

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La parrocchia di San Giovanni Battista a Cerreto Alpi è serrata. Come per tutte le chiese, fino al 3 aprile non si potrà celebrare alcuna funzione pubblica in ottemperanza al Decreto emesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri durante questo marzo. L’avviso di Don Giuliano e Don Giovanni è affisso al portone.

La soggettiva di Giovanni Lindo Ferretti arriva sino alla soglia, con un’immagine velocizzata e dopo un frammento dove un cane nero, forse il suo, Scappato, procede sul terreno nevoso. Le immagini, rigorose ed affidate ad una post-produzione essenziale, sono di Martina Chinca, che ha curato altri video-haiku luminosi e folgoranti per Ferretti. 

La musica è quella di “La lune du Prajou” dei C.S.I, decima traccia di Ko De Mondo, alla quale vengono sovrapposte alcune parole recitate da Ferretti, un cantus firmus che è preghiera.
Il testo, riempie lo schermo all’inizio e alla fine del video, quasi un invito alla celebrazione.

E proprio a quello spazio adatto alle longissimae melodiae sembra riferirsi il musicista e scrittore reggiano, mentre osserva le conseguenze dell’emergenza epidemiologica nell’ossessione presente di riempire ogni vuoto.

Ecco che la “quaresima di parole” a cui siamo costretti, diventa, nella preghiera di Giovanni Lindo, un “ritorno al reale” capace di cancellare la cataratta del visibile.

Il canto è allora cammino mistico che ci conduce dentro l’asperità delle parole, di una stagione che picchia duro, ma irrimediabilmente oltre le stesse.

Vengono in mente le meditazioni sul “silenzio che non tramonta” nei versi di Thomas Merton; amare l’inverno quando la pianta tace”. 

Come nella sobria salmodia del gregoriano, il linguaggio sonoro non è semplicemente musica, ma tende alla rivelazione, conferendo alla parola la forza e la capacità di diradare la nebbia della mente. Riconquistare il tempo e lo spazio di una liturgia perduta. Privata e collettiva.

Ma questo spazio-tempo del sacro, irrimediabilmente distrutto dal Concilio Vaticano Secondo, dov’era, prima del silenzio coatto?

Tutti da Fabio Fazio, Tutti da Fabio Fazio

Non il tempo perduto / il tempo ritrovato / un tempo sconosciuto / stagnante nel regno dell’accelerazione / irrompe in streaming / senza consolazione / connessi tracciabili asettici / comunichiamo solitudini / moleste e sovraesposte /

avere timore / quaresima di parole / ritorno al reale / ora et labora A. D. MMXX / senza lavoro senza liturgia / la stagione picchia duro / prudenza fortezza / in buona compagnia

(Giovanni Lindo Ferretti, Ora. 2020)

 

Michele Faggi

Michele Faggi

Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.