sabato, Dicembre 3, 2022

Glasvegas, tra la Scozia e Phil Spector: la foto-intervista

A proposito di luoghi, mi sembra che ci teniate molto al vostro essere scozzesi, tranne Jonna naturalmente, a partire dall’accento che non cercate di nascondere fino alla scelta di registrare il disco nella vostra città. Perché è così importante per voi essere scozzesi?

Ja: non ho mai pensato a me stesso in quel modo finora, in realtà. Quando ho iniziato a cantare, sapevo cantare solo in questo modo, quindi non è stata una decisione cosciente. Se canto le canzoni di Elvis Presley a casa, le canto come Elvis, non le canto con accento scozzese. Ho quell’accento solo quando canto le canzoni dei Glasvegas, non posso cantarle in nessun altro modo.

Jo: penso sia lo stesso per i nostri fan, che cantano le nostre canzoni con l’accento scozzese, perché è così che le hanno ascoltate ed imparate.

Ja: sì, è divertente quando senti tutta la gente attorno a te cantare in glasvegiano.

Com’è la scena di Glasgow in questo momento? Vista da qui sembra che ci siano cose interessanti, ma forse mancano nuovi grossi nomi come siete stati voi e prima ancora Belle & Sebastian, Arab Strap, Jesus & Mary Chain…

Ja: onestamente non so, non sono molto informato. So che comunque c’è sempre movimento, c’è sempre stato e sempre ci sarà, a prescindere dal fatto che le band che ne fanno parte riescano poi a raggiungere le masse, a salire dall’underground e ad arrivare al livello della strada. Penso di essere stato fortunato a far parte di una band chiamato Glasvegas, una band che ha avuto una scintilla speciale, non a tutti capita di avere questa fortuna e di emergere.

Un paio di mesi fa avete fatto uno showcase qui a Milano in duo acustico. Com’è per voi suonare in quelle occasioni? È come quando scrivete le canzoni?

Ja: sì, è più o meno così. È bello suonare in quei casi, perché è molto diretto, hai modo di far capire cosa vogliono dire le canzoni, solo con la voce e la chitarra, colpisci la gente direttamente, in un modo che è diverso da quello che usi di solito con la band. A volte vuoi stare così, seduto in un ambiente più tranquillo, come se fosse il giardino di casa, altre volte invece senti di avere bisogno di stare in mezzo a tanti fan, con l’energia che ti arriva e un po’ di follia. Non vuoi stare sempre pacifico nel tuo giardino, è bello stare lì, ma a volte è ugualmente bello stare nella tempesta là fuori. Penso che sia bello provare entrambe le esperienze, una serve all’altra.

Jo: penso che con solo voce e chitarra chi ascolta possa concentrarsi di più sul testo, su cosa vuol trasmettere la canzone, mentre chi ascolta la band al completo prova qualcosa di diverso.

Quali sono i pezzi che preferite suonare dal vivo?

Ja: mi piace molto All I Want Is My Baby, come dicevamo prima.

Jo: a me piace Geraldine, il nostro classico, anche per come reagisce la gente.

Ja: ultimamente anche un pezzo che si chiama Dream Dream Dreaming, dal disco precedente, che parte calma e appunto sognante e poi diventa molto rumorosa.

In occasione dello showcase dicesti che “Be My Baby” delle Ronettes è la migliore canzone di sempre. Perché? Cosa ti piace di quella canzone?

Ja: Si sente la magia sprizzare ovunque dai suoni di quella canzone.

Quindi dobbiamo ringraziare Phil Spector?

Ja: sì, sono un grandissimo fan di Phil Spector, torno sempre alle sue produzioni, le ascolto spesso, sono veramente devoto alla sua musica.

Progetti futuri?

Ja: stiamo lavorando su alcune cose nuove, ci abbiamo lavorato appena prima di questo tour. Sono idee che ho avuto nell’ultimo paio d’anni e che abbiamo lasciato un po’ da parte, quindi sarebbe bello tornarci e “confezionarle” al più presto.

Un altro singolo natalizio?

Ja: il nostro manager ne sarebbe felicissimo! Ce l’ha chiesto un po’ di volte, ma non sono così convinto, non è così facile affrontare il tema del Natale.

La foto galleria completa

Fabio Pozzi
Fabio Pozzi
Fabio Pozzi, classe 1984, sopravvive alla Brianza velenosa rifugiandosi nella musica. Già che c'è inizia pure a scrivere di concerti e dischi, dapprima in solitaria nella blogosfera, poi approdando a Indie-Eye e su un paio di altri siti.

ARTICOLI SIMILI

GLOAM SESSION

spot_img

CINEMA UCRAINO

spot_img

INDIE-EYE SHOWREEL

spot_img

i più visti

VIDEOCLIP

INDIE-EYE SU YOUTUBE

spot_img

TOP NEWS

ECONTENT AWARD 2015

spot_img