Kula Shaker: il tour italiano della band britannica comincia da Firenze

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Nel pieno della stagione britpop più accesa quando i Blur avevano già pubblicato il quarto album e gli Oasis il secondo, piomba sul mercato una band eccentrica che combina quei suoni con una spiccata tendenza psych. Forti dell’esperienza fatta in India da Crispian Mills, cantante e chitarrista di stanza a Londra, i Kula Shaker propongono una formula che alla lineup essenziale aggiunge strumenti come il sitar, le tablas e altri legati alla tradizione folk induista.
Il contratto con la Columbia Records arriva nel 1996, con la pubblicazione di Tattva, primo singolo che si piazza in fondo alle charts britanniche, seguito dal chiaro omaggio dedicato a Jerry Garcia dal titolo Grateful When You’re Dead ed infine da Hey Dude, che conquista la seconda posizione in classifica. L’album di debutto si intitola semplicemente “K”, disco che si aggiudica numerosi record di vendita e che contiene anche una traccia scritta interamente in sanscrito intitolato Govinda, ultimo singolo ad uscire cronologicamente dopo la pubblicazione del full lenght.

Kula Shaker – Hush

La loro parabola è brevissima e nello spazio di due album si sciolgono per poi riformarsi nel 2007 con la pubblicazione di StrangeFolk.

K 2.0 è uscito lo scorso febbraio, è il quinto album della band e il titolo si connette idealmente ai loro esordi, perché rispetto al precedente, quasi interamente acustico, questo recupera i suoni più rock contaminandoli solo in alcuni episodi con quei suoni orientali che avevano caratterizzato il loro ingresso nelle charts britanniche e puntando sopratutto sul tiro tra Rhythm & Blues e garage high fidelity che ha sempre caratterizzato il loro sound.

È con questi presupposti che la band di Mills arriva dal vivo in Italia, dopo un tour europeo che li riporterà in Inghilterra per l’ultima tranche di date.

Kula Shaker – Under The Hammer – video a 360 gradi (con dispositivi Android)

Ad inaugurare i concerti italiani, in tutto tre, quello all’Anfiteatro delle Cascine di Firenze, spazio situato in mezzo al verde del più ampio parco fiorentino, adattissimo per abbandonarsi al suono compatto e allo stesso tempo visionario di una band che ha fatto del pop un veicolo per raccontare un’esperienza sonora adatta ad offrire il meglio di se durante le esibizioni live.

Nelle date precedenti del tour i Kula Shaker hanno alternato brani del loro repertorio classico alle nuove composizioni, offrendo uno spettacolo coinvolgente e sempre vicino a quella reinterpretazione accessibile degli anni settanta anche per chi non li ha mai vissuti. È una caratteristica che in egual misura trova un punto di contatto tra detrattori e sostenitori, ma che funziona alla perfezione sul palco: si prenda un brano come Hush, costruito per una versione moderatamente lisergica del dancefloor tra garage e shuffle e tra l’altro perfettamente coincidente con l’ultima produzione della band, tutta incentrata alla costruzione di brani trascinanti e dal forte impatto.

Concisi e in costante ebollizione sul palco, i Kula Shaker hanno per il momento proposto un set da circa 80 minuti senza un solo cedimento. Se amate il divertimento, non potete mancare all’appuntamento

Dopo i concerti dello scorso febbraio a Roma e Milano, tra cui uno memorabile all’Alcatraz, i Kula Shaker tornano in Italia per tre date:

Il 14 all’Anfiteatro delle Cascine di Firenze

Il 15 a Villa Ada a Roma

Il 16 luglio al Verucchio Festival di Verucchio (Rn).