venerdì, Novembre 27, 2020

Lampreda, una misteriosa e rumorosa bestia: La Fiesta del Caracòl, l’anteprima del video

Che cos’è Lampreda?
Cosa sia o chi sia non è importante, perché preferisce mantenere un alone di mistero sulla sua produzione, rendendo pubblica solamente la  provenienza geografica, quella dell’underground fiorentino, di cui fa parte con una serie di progetti tra i più stimolanti del 2016, insieme a UR suoni, la nuova label di riferimento.

Lampreda e UR: Noi li accontentiamo e lanciamo in anteprima il primo videoclip di Lampreda: tribalissimo, sporco, selvaggio come una giornata nella suburbia.

Lampreda è parte di UR, nuovo marchio e label che promuove progetti artistici sperimentali, primigeni e viscerali, con un comun denominatore: esaltare le qualità catartiche del ritmo.

Per informazioni: ur.suoni@gmail.com

Il catalogo UR lo trovi su bandcamp

UR su Facebook

Il video de “La Fiesta del Caracòl

Lampreda, l’EP, è in free download/make your price da questa parte su bandcamp, il che vuol dire che è gratuito ma un contributo è gradito

Sono i rioni popolari di Firenze a offrire i natali a “Lampreda”, misteriosa e rumorosa bestia che eleva il suo viscerale, grido animale sulla città. Il progetto nasce da alcune sperimentazioni sul concetto di drumming. Batteria elettrificata e ampliamento dello spettro, grazie ad un equipaggiamento per la ripresa sonora costituito da microfoni autocostruiti. La diffusione avviene attraverso i coni di un amplificatore rotto.

Suonato completamente dal vivo, Lampreda trasforma le distorsioni della batteria in quelle di uno strumento insolitamente versatile. La Fiesta del Caracòl anticipa un EP che cerca di identificare elementi tribali nel tessuto urbano contemporaneo, andando quindi a scovare radici africane, poliritmie, influenze orientali, nelle pieghe di una città in continuo mutamento.

Il tutto filtrato attraverso la cultura industrial, ma senza rinunciare alla forma più comunicativa della techno da battaglia.

Note di regia:

Il video è stato ideato da UR insieme a Marco Giappichini ed editato dallo stesso, videomaker cortonese/romano

Il materiale grezzo si compone di registrazioni realizzate con l’Iphone in zone urbane disagiate come per esempio binari morti, parcheggi, quartieri periferici.

Le riprese sono state accelerate con l’intento di dare un effetto simile alla sezione finale di Tetsuo, il film culto di Shinya Tsukamoto (guarda la video intervista su indie-eye)  con quella soggettiva velocissima delle strade di Tokio.

Il tutto è alternato ad immagini scaricate da youtube, tratte da vecchi film degli anni ’40, ’50, e ’60, che fotografano – a volte in maniera più seria, a volte con il fare tipicamente naif dell’epoca – la visione occidentale delle culture “altre” e primitive, colte durante i loro riti e le loro danze magiche. Fanno il resto saturazioni, sporcizia colorimetrica, filtri che vivacizzano e offrono un tocco di psichedelia.

Si cerca di sposare suggestioni urbane e reminiscenze ancestrali, perché di questo è fatta fondamentalmente la musica del progetto Lampreda, e di questo tratta anche la filosofia UR.

La realizzazione grezza e a basso costo è ovviamente una questione di necessità, ma in fondo è anche un tipo di estetica che piace al progetto UR, e che si oppone al patinato dominante, incontrastato ovunque, spesso e volentieri anche nell’ambiente underground o cosiddetto tale.

Redazione IE
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