L’intervista a The Mighty Mocambos: le mille forme del funk

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Avete mai pensato di lavorare ad una colonna sonora? Per esempio credo che il brano “Transcendental Express” sarebbe perfetto per un film di spionaggio…

Non sono sicuro che mi piacerebbe fare una vera colonna sonora per un film intero dal niente. Non sono sicuro di esserne in grado…ma lo prendo come un complimento che tu veda qualità cinematografiche nella nostra musica. In effetti, quando scrivo un brano cerco sempre di immaginarmi una scena. La musica dei film è sempre stata una grossa inspirazione, e cerco sempre di implementare degli elementi di storytelling musicale nel nostro funk. Il mio obiettivo è di rendere il funk più cinematografico e colorato, non rendere la musica da film più funky. Amo molto però quando la nostra musica viene sincronizzata alle immagini.

Vorrei capire meglio la filosofia dietro alla vostra discografia (molti 45 giri, lavori sotto diverse etichette, pseudonimi, collaborazioni…). Puoi spiegarcela?

Vorrei capirla pure io! Cavolo sì, è diventato un vero casino in tutti questi anni. Il nostro background è il 45 giri. All’inizio abbiamo fatto uscire tutto su 7 pollici, ed è tutto partito da lì. Amici ci chiedevano se potevano fare un singolo con il nostro materiale, e trovo che questo sia ottimo perchè aiuta la musica a diffondersi. Anche lavorare con più etichette allarga il pubblico che ti può conoscere. Generalmente ci piace usare nomi diversi per progetti in stili diversi. Non li chiamerei pseudonimi, quanto alter ego. Quando facciamo qualcosa in cui sono predominanti i fiati, probabilmente sarà come The Mighty Mocambos. Quando ci sono gli steel pans, i bidoni metallici, allora siamo The Bacao Rhythm & Steel Band. Sull’album di Caroline Lacaze, più ispirato da suoni anni 60 del nostro solito, siamo apparsi come The Mocambo Electric Sound Orchestra. Sono tutti gruppi diversi, anche se perlopiù con gli stessi membri e musicisti. Ma la varietà sonora rende tutto più interessante artisticamente parlando, ed il nome diverso riflette questa differenza piuttosto che usare sempre il timbro “Mighty Mocambos”. La nostra etichetta, Mocambo Records, ci dà la libertà di fare quello che vogliamo. Alla fine, è la musica che conta, non il nome dell’artista, e noi preferiamo che la gente scopra qualcosa di diverso, piuttosto che insistere a promuovere il nostro nome. Le collaborazioni invece nascono perché sono musicalmente interessanti. Non vogliamo limitarci né ad essere una band di supporto ad un cantante, né ad essere un gruppo puramente strumentale.

Suonate a Milano con Caroline il 29 Marzo. Porterete pezzi dal suo album o anche dal vostro?

Caroline è la nostra ospite speciale, suoneremo sia brani dal suo album che canzoni del repertorio Mighty Mocambos. In pratica è il programma completo, 2 al prezzo di 1!

La serata a Milano si svolge al Biko, un piccolo club del circuito underground meneghino. Preferisci questo tipo di locale o i palchi più grandi?

Decisamente questo tipo di locale è il nostro preferito. Non c’è niente di meglio che un piccolo club appiccicoso dove c’è un pubblico fedele della scena funk & soul. Per il tipo di funk che facciamo noi, essere vicini al pubblico è l’ideale, si crea un rapporto molto più intimo. I palchi grossi sono piacevoli e sicuramente appaganti, ma come performance puoi sentirti un po’ distaccato, sia dal pubblico che da gli altri membri della band. Può funzionare per gruppi come Portishead o Pink Floyd, ma non credo sia adatto al funk. Amo i locali con il soffitto basso, in cui il sudore della folla è palpabile. Quello è funk!

Che progetti avete per il futuro?

Abbiamo appena finito di mixare e fare i master di un nuovo album in studio di uno dei nostri alter ego, la Bacao Rhythm & Steel Band, che uscirà per l’etichetta americana Truth & Soul Records. Attualmente stiamo anche registrando un nuovo album di The Mighty Mocambos, e ci sono un pò di 45 giri sull’orizzonte….la strada continua all’infinito.

Fabio Pozzi
Fabio Pozzi
Fabio Pozzi, classe 1984, sopravvive alla Brianza velenosa rifugiandosi nella musica. Già che c'è inizia pure a scrivere di concerti e dischi, dapprima in solitaria nella blogosfera, poi approdando a Indie-Eye e su un paio di altri siti.

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