lunedì, Luglio 4, 2022

Lust for youth, perfect view: tra dark-wave e club music

Lust for Yoth è il moniker dello svedese Hannes Norrvide, un progetto nato nel 2009, legato in fase embrionale e primitiva ad un approccio synth-pop anche quando il nostro incideva con poco più di una tastiera giocattolo.
L’attuale impostazione è lunga tre album e questo nuovo Perfect View sviluppa sostanzialmente le idee del precedente Growing Seeds, con un piglio più sfacciatamente dark-wave ma mantenendo sostanzialmente l’idea di una club music di impostazione dronica, questo a dispetto dell’apparente veste pop-new wave che la voce e i refrain di Norrvide sembrerebbero voler ritagliare sull’intero progetto.

A voler riassumere in poche parole il metodo Lust For Youth, questo si basa sulla creazione di un pattern vocale riconoscibile come il climax di una canzone synth-pop; elemento che non viene sottoposto a nessuno sviluppo e in verità serve come layer eminentemente strumentale sul quale si aggiungono altri elementi.

Il risultato è apparentemente catchy, per i primi 30 secondi, poi diventa un’esplorazione ossessiva sulle possibilità della musica Club, con radici sonore che si riferiscono a certo post-punk della seconda metà degli anni Ottanta o a certe reminiscenze Coldwave.

L’atmosfera è certamente quella dark, gothic, o anche degli “Arp” di John Carpenter arricchita dagli interventi vocali di Norrvide che ricordano senza troppi indugi i primi Depeche Mode

Ma è proprio attraverso questo contesto che Norrvide gioca da una parte con l’approfondimento dei dettagli, evidenziati da voci lontane, difetti percettivi, suoni che pulsano da una dimensione eterea, dall’altra insistendo sull’ossessione ritmica che trasforma buona parte del progetto in qualcosa che sta a metà tra l’elettronica meditativa e la club music d’assalto.

Interessante in questo senso ascoltare la traccia d’apertura e quella di chiusura dell’album, stesso brano proposto prima in versione definitiva e poi nella sua prima elaborazione “demo”; proprio in questo caso c’è un’idea molto embrionale di matrice post-punk, lo spunto che evidentemente serve a Norrvide in un secondo momento, per giocare con una “realtà aumentata” del suono.

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Donatella Bonato
Donatella Bonato
Veneta, appassionata di tutti quei suoni che alterano la percezione, si è laureata in storia dell'arte nel 2010 e alterna la scrittura critico-musicale al lavoro per alcune fondazioni storiche.

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