Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Turn me on, Deadman. Eccitami, uomo morto. La traccia d'apertura di "Planet England", splendido lavoro a quattro mani firmato da due talenti della musica britannica, Robyn Hitchcock & Andy Partridge, ci ha spinto a inventare un videoclip immaginario. 

Di

Turn  me on, to the music in my ears
Turn me on, to the one that isn’t there
Turn me on, deadman!

Turn  me on, to the power of the grave
Turn  me on, to the world that I can save
Turn me on, deadman!

(Robyn Hitchcock & Andy Partridge: Turn Me On, Deadman )

Andy Partridge come se fosse l’ultimo degli alchimisti è intento a riprodurre una serie di vinili con un giradischi completamente manuale. Con il dito li suona al contrario mentre la piastra dell’impianto registra il risultato su un’audiocassetta ferrocromo. Passa i nastri a Robyn Hitchcock che se li ascolta in camera, con la testa circondata dalle casse di un enorme ghetto blaster, occasione per viaggiare tra suoni strani e metamorfosi impossibili, tra cui le esequie premature di Paul McCartney e la resurrezione di un Cristo seduttore e sexy, mentre si aggira tra le giovani del nuovo movimento green, rigorosamente scalze, facendo strage di cuori. Il neo Gesù stimola i presenti con una t-shirt che evidenzia un messaggio forte e chiaro; sulla parte anteriore della maglietta, una scritta: “Exit, Boris”

Stiamo ovviamente giocando con l’invenzione di un videoclip immaginario, basandoci su una tradizione satirica  illustre come quella del britannico Terry Jones, per interpretare lo spirito ludico di “Turn me on, Deadman”, la traccia d’apertura dello splendido “Planet England”, l’EP che mette insieme i talenti di Robyn Hitchcock & Andy Partridge, pubblicato dalla Ape Records, l’etichetta che ristampa tutti gli album degli XTC, merchandising ufficiale incluso.

L’omaggio ai Beatles non è semplicemente “estetico”, ma dichiarato a partire dal titolo del brano. “Turn me on, Deadman” è infatti la frase che secondo le deliranti fantasie cospirazioniste circolate per decenni, emergerebbe da un ascolto al contrario della già inquietante “Revolution Number 9” dei The Beatles. Vera o presunta, la suggestione auditiva ne ha innescate altre a catena, tra cui la nota leggenda della morte di Paul McCartney, sostituito da un impostore a partire dal 1966. L’uomo morto ha eccitato altre menti “eccellenti”, tra queste, quella del pastore trinitario Jean-Paul Régimbal, che nella sua pubblicazione intitolata “Il Rock’n’roll – Violenza alla coscienza per mezzo dei messaggi subliminali nella musica”, asseriva che l’uomo morto citato nella frase, altri non fosse che il figlio di Dio, Gesù il Cristo.

“Planet England” merita dall’inizio alla fine e si può acquistare in CD, ma anche in versione Vinile 10 pollici attraverso la pagina preposta di Burning Shed