martedì, Maggio 28, 2024

Rototom Sunsplash 2015 comincia con il botto: il report dei primi due giorni

Archiviata la giornata inaugurale di Ferragosto, domenica sera il main stage del Rototom Sunsplash 2015 di Benicassim si è subito surriscaldato con l’esibizione di Josey Wales & Brigadier, Jerry & Lloyd Parks e We The People Band.

Jerry Brigadier
Jerry Brigadier

Singers, djs e producers, questi artisti giamaicani occupano la scena del genere dagli anni settanta e anche al Sunsplash hanno dimostrato alla grande di mantenere intatto lo smalto dei tempi migliori, tutto più facile quando hai di fronte migliaia di persone da far danzare. Tra roots reggae e raggamuffin, Brigadier Jerry ha fatto esplodere la platea quando ha interpretato in maniera massiccia un must come Jamaica Jamaica.

Grande successo anche per Hollie Cook, artista inglese in assoluta ascesa sulla scena internazionale con il suo tropical pop, tanto per usare la sua definizione prediletta quando è chiamata a incasellare, se proprio deve, la propria musica in quelle categorie spesso ristrette quali generi e sottogeneri. E così il gioco è fatto, per risolvere la questione basta creare una nuova etichetta. Tuttavia, per chi non lo sapesse questa signorina di 28 anni è un’assoluta figlia d’arte. Suo padre è Paul Cook, bassista dei Sex Pistols, mentre sua madre è stata tra le coriste dei Culture Club, questo per dire che Boy George è il suo padrino di nascita. Il risultato è tutt’altro che scontato quanto al tempo stesso strabiliante, grazie a una voce raffinata, melodiosa, autentico toccasana per le orecchie. E così il sangue in levare l’ha spuntata alla grande sul punk-rock del dna di papà. Pezzi come Every Time o Milk & Honey fanno muovere il corpo da solo e pazienza se i testi non sono impegnatissimi come il buon reggae insegna.

Hollie Cook
Hollie Cook

Anche se in realtà la scena caraibica non è il loro rifermento, si sono invece adattati ottimamente al contesto del Sunsplash gli Chambao, band di Malaga il cui nome in dialetto andaluso trasmette l’idea di una tenda improvvisata. Proprio come quelle che si montano al mare quando il sole picchia troppo o la brezza è rinforzata.

Sul main stage la seconda notte del Sunsplash si è chiusa con l’esibizione di un grande nome del reggae del terzo millennio, a tratti poppeggiante come Jah Cure.

Il Sunsplash è più grande di quello che si possa credere e grandi, grandissime soddisfazioni sono abitualmente regalate anche da quel palco secondario – non certo sotto il profilo artistico – che è lo showcase. L’esibizione di Alberto Tarin con la sua Jazz&Reggae band è stata impeccabile, raffinata sotto il profilo dell’esecuzione e musicalmente rotonda, per un sound pulito ma al tempo stesso elaborato che vivamente vi segnaliamo come consiglio per l’ascolto.

Alberto Tarini
Alberto Tarini

La notte dello showcase è poi proseguita con l’arrivo sul palco dei Train To Roots, band sarda apprezzatissima in tutta Europa.

Lunedì è il grande giorno di Bunny Wailer, cantante e percussionista sulla cresta dell’onda da quasi mezzo secolo che ha scritto la storia dell’original roots reggae assieme a Marley e Tosh. Occhi puntati anche su altri veterani quali i Pioneers, così come è da non perdere il ritmo dei Katchafire e il fenomeno musicale del momento, Major Lazer.

In tutto questo, oltre al main stage e allo showcase il Rototom, così come accadeva in Italia, si compone ogni giorno e ogni notte di tantissime sale tematiche per i militant di qualsiasi sottogenere, come la roots yard, la sala ska, lo spazio dancehall, la dub zone, e il palco african. Coraggio, il Sunsplash è appena iniziato.

rasta

Alessandro Orru
Alessandro Orru
Alessandro Orru è un giornalista. Vive e lavora ad Orbetello, si occupa di musica e tra le sue specializzazioni c'è la musica Reggae

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