lunedì, Luglio 4, 2022

Rototom Sunsplash 2015, serata conclusiva con Matisyahu. Ieri sera, Mellow Mood e il grande Lee Scratch Perry

[ foto di Alessandro Allori]

L’artista ebreo-statunitense Matisyahu si esibirà regolarmente stasera, sabato 22 durante la giornata conclusiva del festival. Come da programma orignario. Avevamo raccontato della situazione incresciosa venutasi a creare in seguito alle pressioni subite dagli organizzatori del Rototom da parte del gruppo di antagonisti spagnoli Bds (Boicotta, Disinvesti e Sanziona Israele) la cui richiesta era quella di forzare Matisyahu a esprimersi positivamente sulla creazione di uno stato libero palestinese e a sconfessare presunte posizioni sioniste. Una richiesta difficilmente ricevibile, per modalità e termini. L’anima del Sunsplash Filippo Giunta e i suoi collaboratori si sono trovati così tra l’incudine e il martello, cercando di stabilire un dialogo con l’artista, evidentemente con il fine ultimo di non danneggiare lo svolgimento del festival.

Subito Matisyahu ha chiarito pubblicamente di non potere accogliere la richiesta, per la semplice e comprensibile ragione che il suo invito al Sunsplash era per fare musica, non dichiarazioni politiche; un vaglio preventivo delle potenziali posizioni inconciliabili con lo spirito del festival avrebbe dovuto, per esempio, impedire anche ad un artista come Capleton di esibirsi. Da qui la cancellazione iniziale del live di Matisyahu, le polemiche internazionali e le scuse del festival con un nuovo invito a esibirsi rivolto all’artista, ovvero tutto ciò che vi già abbiamo raccontato.

Oggi l’ultimo episodio, forse il più bello della storia: Matisyahu conferma la sua partecipazione alla 22esima edizione del Rototom Sunsplash. “Oggi vince la musica. Vince la libertà d’espressione. Ho sempre creduto – comunica l’artista dal suo profilo Facebook – nel potere della musica per unire tutte le persone, a prescindere da religione, politica e geografia. E’ stata una decisione straziante, ho temuto che il mio cuore, la mia essenza potesse essere usata come una pedina per convenienza politica. E’ mia profonda convinzione tuttavia che la tolleranza e la voglia di rinascita permetteranno a tutti noi di andare avanti e guardare oltre […..] grazie ai miei incredibili fan e a ogni persona di qualsiasi credo che rifiuta di rimanere in silenzio, nel nome della libertà artistica. Questa è la vostra vittoria”.

In vista dell’esibizione di Matisyahu, a questo punto attesissima, ieri sera il Sunsplash ha offerto una grande serata. Aswad, forse non più la storica band di un tempo, ma ancora un eccellente duo per poi proseguire con il reggae fortemente impegnato contro le ingiustizie sociali degli spagnoli Green Valley. Main stage infuocato con Mellow Mood, affermata band italiana ma ancora in continua ascesa e che gode di notevole reputazione musicale a livello internazionale. In Italia li abbiamo viti l’anno scorso anche alla Festa della Musica di Chianciano Terme, kermesse molto attenta ai nuovi e vecchi ritmi e alla musica roots. Solo alla fine, dall’una in poi, la festa è diventata letteralmente incandescente quando sul palco è salito quel signore di 79 anni che ancora si colora barba e capelli, indossa accessori a dir poco eccentrici e ha prodotto una incredibile quantità di dischi. Lui, l’Upsetter per eccezione: Lee “Scratch” Perry.

Alessandro Orru
Alessandro Orru
Alessandro Orru è un giornalista. Vive e lavora ad Orbetello, si occupa di musica e tra le sue specializzazioni c'è la musica Reggae

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