lunedì, Settembre 26, 2022

Rough Trade, il fondatore della storica etichetta a Fabrica il prossimo 16 giugno

Geoff Travis aveva appena 24 anni quando decise di aprire un negozio di dischi a Londra nel quartiere di Notting Hill. Il Rough Trade Record shop sorgeva in Kensington Park Road il 20 febbraio del 1976 al numero 202, e metteva le basi per quella che sarebbe stata l’etichetta discografica con lo stesso nome, fondata due anni dopo.

La posizione scelta da Travis per il negozio era equidistante da Dub Vendor, lo shop specializzato in tutte le declinazioni della “roots music” proveniente dalla Giamaica e da Powis Square nella West London, location mitica per lo stesso Travis perché legata al suo film preferito, Performance, diretto da Nicolas Roeg e Donald Cammell e interpretato da James Fox, Anita Pallenberg e Mick Jagger.

Uscito in Italia con il titolo di “Sadismo”, la pellicola di Roeg/Cammell rappresentava il crocevia tra le tendenze Bohemian Chic londinesi e la scena criminale dell’East End, quella precedentemente occupata dalle gesta dei gemelli Kray.

Stiff Little Fingers – Suspect Device (Singolo Rough Trade 1978)

L’origine del nome è lo stesso Travis a indicarla, come un prestito da un romanzo pulp con tendenze sadistiche, ma anche da una band canadese con lo stesso nome, fondata da Kevan Staples e Carole Pope nel 1975. Rough Trade è anche un’espressione slang che indica la prostituzione o il traffico illecito legato al sesso, un’attività sostanzialmente contro l’establishment.

I primi dischi che Travis mette in vendita, oltre a numerosi bootleg, sono i singoli dei Talking Heads, molto reggae e dub importato, materiale da collezione, dischi per quegli anni decisamente oscuri.

Travis in questo senso segue la linea del quartiere scelto per la sua attività; sin dagli anni quaranta Notthing Hill è un pezzo di Londra associato agli immigrati dei Caraibi e alla loro musica, mentre  Ladbroke Grove, che negli anni settanta aveva acceso la miccia del fermento psichedelico con la musica degli Hawkwind e la fantascienza visionaria di Moorcock, diventa la strada dove la musica reggae è colonna sonora estiva ricorrente che filtra dalle finestre spalancate delle abitazioni.

Un “ghetto” che per Travis è fondamentale come filosofia di vita e di impresa. È la sua esperienza pregressa in un Kibbutz a consentirgli di applicare quell’idealismo utopico allo spirito attuale di Ladbroke Grove e alla conduzione neo-marxista della sua attività.

Subway Sect – “Ambition” (la band di Vic Godard)

Lo spazio del negozio cresce e cementifica il suo ruolo culturale grazie alla frequentazione di musicisti come Ana Da Silva delle Raincoats, Nikki Sudden e Epic Soundtrack, Patti Smith, The Ramones, Steve Jones.

In poco tempo Rough Trade diventa il centro di distribuzione per una nuova attitudine legata alla vendita della musica. Non solo un riferimento nazionale e un collante per numerosi negozi di dischi interessati a materiale di importazione, ma un centro dove gli stessi musicisti possono portare il loro materiale prodotto con una filosofia DIY e connettersi ad un sistema distributivo nuovo e sostenibile.

Rough trade diventa quindi non solo il posto dove trovare l’introvabile ma anche un canale di distribuzione a tutti gli effetti coadiuvato da Richard Scott, Austin Palmer e “Little Steve “Montgomery la cui attività precedente era quella di vendere dischi reggae e roots con un furgone, prima di diventare a tutti gli effetti il responsabile principale della catena distributiva Rough Trade. 


Kleenex – Ain’t You – 1978, singolo Rough Trade

Nel 1977 quello che passava dal sistema distributivo Rough trade era gestito con una filosofia Do it yourself dove registrazione, stampa e packaging era tutto a carico dei musicisti. La filiera distributiva per quegli anni era del tutto innovativa e si rivolgeva a piccole comunità interessate al prodotto, un “core” di ascoltatori scelti che non erano assimilabili al target radiofonico coevo. La “base” di ascoltatori Rough Trade nasce quindi grazie ad un meccanismo su piccola scala che si sedimenta anche per l’interessamento di Dj e Giornalisti specializzati, come per esempio il grande John Peel.

Dalla fine del 1977 le cose cominciano a cambiare e Travis si trova nelle condizioni di offrire ai musicisti tutti gli strumenti necessari per far emergere la loro musica, stabilendo anche forme di lavoro collettiviste dove i ruoli si scambiano con le mansioni interne alla nascente etichetta, senza badare a gerarchie e ostacoli di varia natura. Rough Trade, da piccolo distributore, diventa un punto di riferimento e di fatto comincia a svolgere le mansioni di una vera e propria etichetta discografica.  

Si aggiungono quindi supporto logistico, finanziario e metodologico oltre ad una direzione artistica più marcata che prende le mosse dai gusti dello stesso Travis. 

Paris Marquis” dei francesi Metal Urbain è il primo sette pollici che reca sulla copertina la stampa del logo Rough Trade.

Metal Urbain – Paris Maquis

Il Singolo esce nel dicembre del 1977 mentre il video interpretato da  Clode Panik, Hermann Schwartz, Pat Luger and ed Eric Debris viene filmato all’inizio del 1978 con un metodo a dir poco selvaggio. La band non viene messa nelle condizioni di realizzare un vero e proprio lip-sync e gli operatori montano sostanzialmente il video “al volo” durante un setting televisivo. Alla base un litigio tra Panik e la regia per l’utilizzo di un microfono con asta che fu negato al cantante in fase di ripresa perché ritenuta un’immagine televisivamente assurda e poco consona. Il risultato è una lotta vera e propria tra performer e occhio televisivo forse mai vista nella storia del videoclip, un tentativo di negarsi e afferrarsi a vicenda, una performance live con-tro la nascente era catodica dei videoclip industriali.

Animal World – The Last Words, Singolo Rough Trade 1978

Il 1978 è un fiorire di sette pollici per Rough Trade, con una varietà che spazia dal Punk francese al dub Giamaicano classico. Solo quattro dei primi singoli pubblicati dall’etichetta sono inglesi, a conferma delle intenzioni apolidi della direzione artistica. L’ufficio di Travis prende corpo nel retrobottega, con un finanziamento di 4.000 sterline concesso dal padre, a conferma dello spirito familistico dell’intero progetto. Mentre il marchio Rough Trade continua ad essere un punto di riferimento per la distribuzione di etichette indipendenti, Travis cerca nomi e ingaggi per il suo futuro artistico. Alla base, una concezione economica già sperimentata con il reparto distributivo, il 50 per cento dei profitti spartiti tra artista ed etichetta, una rivoluzione se  si pensa che le major offrivano al massimo il 12 per cento. 

The Raincoats – Fairytale in the Supermarket – singolo Rough Trade 1978

È l’inizio di una storia che durerà con lo spirito originale fino al 1991 e che Geoff Travis racconterà in un evento imperdibile gratuito e aperto al pubblico il prossimo 16 giugno per la rassegna Summer in Fabrica presso il bellissimo centro Fabrica in Via Postioma, 54/F, 31020 Catena, Villorba, provincia di Treviso.

A guidare la conversazione, Dave Haslam, storico Dj Mancuniano residente di Hacienda e che ha supportato la nascita dell’acid house e della rave music. La conversazione percorrerà la storia di una delle etichette più vive del ventesimo secolo. Sarà inoltre presentato in anteprima “Bunch of Kunst”, il documentario dedicato agli Sleaford Mods diretto da Christine Franz.  Gli Sleaford Mods attivi dal 2007, hanno fuso per anni le istanze del minimalismo elettronico con un approccio “punk” che si lega, anche politicamente, a quel  fil rouge britannico che ha raccontato la working class nazionale. 

Chiuderà la serata il Dj set di Dave Haslam sotto il segno di una “british invasion” night assolutamente da non perdere.

Michele Faggi
Michele Faggi
Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.

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