Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

"Hidden Words" è un brano di Livio Lombardo aka Saint Huck tratto dal suo ultimo album pubblicato nel 2015. Guido Celli, filmmaker di talento, gli rende omaggio con un videoclip che anticipa il prossimo lavoro di Saint Huck, previsto per il 2019. Indie-eye presenta in anteprima esclusiva la clip di "Hidden Words", sorprendentemente girata con un Huawei P8 lite, con risultati davvero suggestivi. Vero e proprio cinema di poesia. 

Di

Hidden Words” è il video per Saint Huck diretto da Guido Celli con Entry Videoproduzioni Digitali
Il brano è tratto dall’album “Broken Branches“, uscito tre anni fa per Viceversa Records. Saint Huck è il moniker del cantautore e polistrumentista siciliano Livio Lombardo, chitarrista con una lunga esperienza che ha appunto pubblicato il suo primo lavoro nel novembre del 2015.

Guido Celli rende quindi omaggio spontaneamente al musicista siciliano con un vero e proprio cortometraggio d’autore capace di mettere in scena un amore quotidiano, servendosi di un mezzo “aptico” e prossimo al soggetto come uno smartphone, una tendenza interessante e maggiormente diffusa oltreoceano con risultati alterni, a cui Celli aggiunge la forza di una scrittura poetica, vicinissima al soggetto (Miriam Raciti) ma allo stesso tempo con la capacità di trasformare il realismo “istantaneo” del mezzo in una nuova sinestesia che punta all’essenza nascosta dietro le cose.

Saint Huck

Nel brano Saint Huck parla di una scatola piena di parole nascoste – dice Celli di Hidden Words – e allora mi sono messo a pensare: dove, in quale angolo di vita, ci sottraiamo alle parole, non le diciamo, ce le teniamo in bocca? In galera, in tribunale e in amore. Ho voluto mettere in scena un amore particolare, domestico, coniugale, vero in quanto chiuso al mondo, falso in quanto sottratto alle parole, chiuso in un disperato se stesso, pieno di indicibilità, mendico d’aria, serrato nell’anidrinica scatola delle mura domestiche”.

Il video di “Hidden Words” anticipa l’uscita del nuovo album di Saint Huck, atteso per il 2019.

Prima è nata la voglia di fare un video per Saint Huck, successivamente l’idea di come farlo – ci ha detto Guido Celli, regista della clip – l’idea germoglia dal piacere di ascoltare la musica di Livio, non da logiche liberoscambiste, fondate su compenso e commissione. Il mio è stato un atto d’amore e un tentativo di giustizia personale. Quando ascoltai “Broken Branches”, 3 anni fa a casa di Valeria Cariglia, scenografa messinese di stanza a Catania, capii subito di trovarmi di fronte ad un nodo il cui tentativo di scioglierlo era necessario. L’idea nasce da un abbraccio di urgenze

Guido per girare il video per “Saint Huck” ha utilizzato un telefono cellulare Huawei P8 Lite, con l’ausilio di lenti di ingrandimento autofocali poste in modo artigianale in corrispondenza dell’obbiettivo. Il materiale è stato montato con Adobe Premiere, mentre le immagini rovesciate sono state girate a rovescio, nessun intervento di post produzione per metterle a testa in giù.

Guido Celli ama il cinema e la musica, quindi l’intersezione tra le due arti, il videoclip in questo senso è una scelta del tutto naturale. Importante per la sua carriera l’incontro con Flavio Giurato con cui ha maturato approccio al lavoro e al mondo delle immagini. Con Giurato Celli ha realizzato una serie di clip nel ruolo di aiuto regista, direttore della fotografia e naturalmente, regista. Tra le esperienze che ama citare, quella con Arash Irandoust, un videomaker iraniano di livello internazionale.

Il mio apprendistato – ci ha detto – iniziato 4 anni fa, è stato di certo molto fortunato. I miei registi di videoclip preferiti sono Sara D’Uva, Arash Irandoust ed Umberto Petrocelli

Nel video per Saint Huck Celli ha collaborato con Miriam Raciti, una “non attrice” che si è accordata alle scelte e alle proferenze dello stesso Celli, che preferisce lavorare con attori non professionisti.

Grazie a lei – ci ha detto Celli – ho potuto mettere in scena lo spasimo complesso, l’enigma irrisolvibile, lo stretto golfo rituale dell’amore. Ho seguito Miriam in casa, pedinando le sue azioni quotidiane: a volte guidandola, a volte parlandole, ma sempre venerandola, come doveva fare il protagonista che la mia mano incarnava in soggettiva. La generosità espressiva di Miriam è stata un dono enorme ma di certo non una sorpresa: di solito l’istinto, in queste cose, non mi tradisce mai.”

Guido Celli ha suonato e collaborato con Joe Lally (Fugazi), Flavio Giurato, Emanuele Caputo Curandero, Daniele Aristarco, Fumisterie, Pi Greco, Lapingra, Luca Guidi, Giulia Tripoti. Suona in giro e registra album con il gruppo electro noise spoken word Cor:unedo, messo in vita insieme ad Alessandro Grasso ed Emanuele Poki.

Videografia Guido Celli

Regista
“L’ipocrisia” di Flavio Giurato, 2017
“Italia Italia” di Flavio Giurato, 2018
“Hidden words” di Saint Huck, 2018

Aiuto regia e/o fotografia:
“Le promesse del mondo” di Flavio Giurato, regia di Bruno Cipriani
“YWI” di Diana Winter, regia di Arash Irandoust
“Hotel Banana” dei Lapingra, regia di Umberto Petrocelli
“La grande distribuzione” di Flavio Giurato, regia di Flavio Giurato